Cieli di Parole

Rivista di scrittura, cinema, TV e tutto quanto fa cultura

01 aprile 2012

22/11/63

A cura di Francesca Altobelli

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Editore Sperling & Kupfer

767 pag. – 23,9€

È dal 1972 che Stephen King avrebbe voluto scrivere questo libro, ma solo adesso, dopo quarant’anni, si è convinto che i tempi fossero maturi per affrontarlo. Il tema non è originale, ma il modo in cui viene sviluppato e approfondito lo è senza ombra di dubbio. Tutto il romanzo è incentrato sulla misteriosa facoltà di tornare nel passato e modificare gli eventi già accaduti e le loro eventuali conseguenze. Il viaggio non è di sola andata, ma consente un ritorno e la regola è molto semplice: ogni volta che ci si trova catapultati, tramite una sorta di portale spazio-temporale situato in una tavola calda, negli anni che furono, la data è sempre la stessa, il 9 settembre 1958, alle 11:58.

E qualunque sia il tempo trascorso, al rientro nell’era attuale, saranno sempre trascorsi due soli minuti. Ogni reimmersione nel passato presuppone un azzeramento di tutte le alterazioni provocate nei viaggi precedenti. Il protagonista è Jack Epping, un giovane insegnante di letteratura inglese che, suo malgrado, viene scelto da un conoscente, Al Templeton, ormai in fin di vita, come custode di un così grande segreto, ma anche come prosecutore dell’ambizioso intento di risparmiare agli Stati Uniti anni di morte e sofferenza impedendo l’omicidio del presidente Kennedy. Il tutto, per quanto assurdo e surreale, avviene con tempi serrati e, presto, Jack si trova a poter sperimentare questo straordinario prodigio. Lo fa una prima volta quasi in avanscoperta; una seconda con l’obiettivo preciso di intervenire sul corso degli eventi, cercando di evitare una strage familiare che avrebbe sconvolto la vita di un povero bidello della sua scuola; e lo fa una terza con l’intenzione di rimanere fino al fatidico 22 novembre 1963, giorno in cui la storia americana sarebbe cambiata in maniera radicale e improvvisa. Arrivato nel 1958, Jack s’inventa una nuova identità - quella del fantomatico George Amberson -, cercando di vivere nei modi e nei tempi dell’epoca, senza dare troppo nell’occhio ma, anzi, uniformandosi il più possibile ad abitudini che gli sono estranee. Scopre sapori, odori, ingenuità a lui sconosciuti e con il passare dei mesi inizia ad apprezzare la maggiore semplicità, la libertà, la speranza che ancora c’erano in quegli anni. Molte però sono anche le occasioni di sconfortante constatazione dell’arretratezza del modo di pensare di allora. Particolarmente ferma è la condanna, che traspare in tanti episodi, del profondo razzismo di cui, in modo quasi naturale, era permeata la società americana. Dopo varie peregrinazioni, Jack arriva in Texas, con lo scopo preciso di seguire a distanza le tappe della sgangherata vita di Lee Oswald, colui che, molto presumibilmente, attentò alla vita del presidente. Decide di non stabilirsi a Dallas, ma in una cittadina vicina, Jodie, ed è qui che sperimenta la vita vera, partecipando attivamente all’organizzazione sociale e incontrando l’amore per Sadie, un amore intenso, struggente e a tratti drammatico. Il resto è un’avventurosa e intricata maglia che porta all’epilogo finale emozionante e inaspettato. Gli stati d’animo che accompagnano il romanzo sono tanti: ironia e umorismo – spesso, infatti, la narrazione delle disavventure del protagonista fa quasi ridere – alternati a introspezione e malinconia e, ancora, a riflessione e ragionamento. Questi ultimi sono elementi importanti. La storia non è solo avvincente, ma è anche e soprattutto occasione per meditare su tanti aspetti: come un insignificante evento possa avere ripercussioni enormi e imperscrutabili ad anni distanza, il famoso effetto farfalla che ricorre costantemente durante tutto il romanzo; come la vita di ognuno di noi possa avere dei chiari e degli scuri e mai nulla sia veramente come appare a uno sguardo superficiale; come il corso degli eventi sia inarrestabile e superiore alla volontà dei singoli individui. Tramite una vicenda surreale e soprannaturale viene in fondo descritta la duplicità dell’animo umano: da una parte l’anelito a voler essere artefice degli eventi, e dall’altra la rassegnazione all’inesorabilità del destino. Le chiavi di lettura sono perciò molteplici e ben amalgamate, tanto da rendere la lettura appassionante, come è solito per i libri di King, ma anche stimolante, inducendoci a riflettere su quanto di meglio abbiamo raggiunto e a quanto abbiamo rinunciato.

Stephen King – Note Biografiche

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Stephen King è nato a Portland nel 1947. È uno dei più celebri scrittori e sceneggiatori statunitensi, forse il maggiore esponente della letteratura fantastica. La sua bibliografia è ricchissima: più di sessanta opere pubblicate e oltre cinquecento milioni di copie vendute. Molteplici le trasposizioni cinematografiche dei suoi racconti, da Misery non deve morire a Il Miglio Verde, solo per citarne alcune.

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