Cieli di Parole

Rivista di scrittura, cinema, TV e tutto quanto fa cultura

10 gennaio 2012

J. Edgar: viaggio nel cuore oscuro dell’FBI

Di Fabio Fox Gariani

 

137 minuti. 137 istanti fatti di fotogrammi, sequenze, musica, pathos e fotografia sublime per raccontare una storia vera, drammatica, intensa come soltanto lui sa fare. Dirty Harry, Clint Eastwood è ritornato dietro la macchian da presa con il suo ultimo film, J Edgar, da poco nelle sale italiane, distribuito nel circuito americano nel novembre scorso, nonché candidato alle nomination per i prossimi Oscar 2012 che si terranno al Kodak Theatre di Los Angeles.

 

 

Un cast artistico eccezionale di prima grandezza quello che compone J Edgar, un biopic drammatico dedicato alla controversa figura del mitico direttore dell’FBI John Edgar Hoover soprannominato “il mastino”, alla sua vita, all’ascesa ai vertici del potere americano, in equilibrio tra giustizialismo federale e idealismo patriottico. E poi loro, gli attori. Spicca in primo piano un Leonardo Di Caprio in stato di grazia nei controversi panni di J Edgar (grandiosa l’opera compiuta dai make up artist del crew tecnico che lo hanno lentamente invecchiato lungo l’arco di tempo della carriera di Hoover), una splendida Naomi Watts (Helen Grady), un altrettanto intensa Judi Dench (Anne Marie Hoover), un diplomatico Stephen Root (Robert Kennedy), Christopher Shyer (Richard Nixon), Armie Hammer (Clyde Tolson) e moltissimi altri.

 

 

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La locandina ufficiale del film.

Regia: Clint Eastwood; Sceneggiatura: Dustin Lance Black; Produttori: Clint Eastwood, Robert Lorenz, Brian Grazer, Ron Howard; Case di produzione: Imagine Entertainment, Malpaso Productions, Wintergreen Productions; Fotografia: Tom Stern; Montaggio: Joel Cox e Gary D. Roach; Scenografia: James J. Murakami

Interpreti e personaggi: Leonardo DiCaprio: J. Edgar Hoover; Armie Hammer: Clyde Tolson; Naomi Watts: Helen Gandy; Josh Lucas: Charles Lindbergh; Ed Westwick: Agente Smith; Lea Thompson: Lela Rogers; Dermot Mulroney: Colonello Schwarzkopf; Jeffrey Donovan: Robert Kennedy; Stephen Root: Arthur Koehler; Judi Dench: Anne Marie Hoover; Ken Howard: Generale Harlan F. Stone; Miles Fisher: Agente Garrison; Ryan McPartlin: Lawrence Ritchie; Damon Herriman: Bruno Hauptmann; Christian Clemenson: Ispettore Schell; Denis O'Hare: Albert S. Osborn; Geoff Pierson: Alexander Mitchell Palmer; Christopher Shyer: Richard Nixon; Michael O'Neill: Senatore McKellar; Amanda Schull: Anita Colby; Josh Hamilton: Robert Irwin; Zach Grenier: John Condon; Gary Werntz: Avvocato generale; Josh Stamberg: Agente Stokes.

 

Doppiatori italiani: Francesco Pezzulli: J. Edgar Hoover; Gianfranco Miranda: Clyde Tolson; Barbara De Bortoli: Helen Gandy; Vittorio De Angelis: Charles Lindbergh; Davide Perino: Agente Smith; Elettra Bisetti: Lela Rogers; Angelo Nicotra: Colonnello Schwarzkopf ; Massimo De Ambrosis: Robert F. Kennedy; Roberto Draghetti: Arthur Koehler; Marzia Ubaldi: Anne Marie Hoover; Roberto Chevalier: Ispettore Schell; Oliviero Dinelli: Albert S. Osborn; Pietro Biondi: Alexander Mitchell Palmer; Massimo Rinaldi: Richard Nixon; Michele Gammino: Senatore McKellar; Tiziana Avarista: Anita Colby; Roberto Gammino: Robert Irwin; Diego Reggente: John Condon; Bruno Alessandro: Avvocato generale; Simone Mori: Agente Stokes

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Leonardo Di Caprio in una foto di scena di J Edgar nei panni del direttore dell’FBI.

J. Edgar è un film scritto e diretto nel 2011 da “Dirty Harry”, Clint Eastwood su cui i riflettori internazionali hanno da subito puntato visto il tema trattato nella sceneggiatura di Dustin Lance Black premio Oscar per la miglior sceneggiatura nel 2009 con il film Milk. La nuova fatica di Eastwood si focalizza fortemente in un bio pic drammatico che vede protagonista la carriera del direttore dell'FBI J. Edgar Hoover a partire dai Palmer Raids, entrando a fondo nel privato del direttore del Bureau come mai nessuno a Hollywood aveva fatto finora, toccando senza mezzi termini anche la presunta omosessualità di J Edgar.

Il plot

Il soggetto articolato nell’arco dell’intera vita del direttore dell’FBI, narra di come J. Edgar Hoover, appena arrivato all'FBI (il Bureau come è spesso chiamato nel mondo dell’Intelligence) lo trasformò radicalmente e in meglio, debellando il sanguinoso gangsterismo degli anni del proibizionismo, dettando nuove regole, nuovi sistemi investigativi (le intercettazioni, lo spionaggio, l’uso di nuove tecniche investigative per la lotta al crimine, l’addestramento di nuovi agenti speciali, la schedatura talvolta illegale di soggetti sospetti, cittadini americani e non nonché di politici e senatori di primo piano della Casa Bianca e del Congresso). Nel film assistiamo all’ascesa al potere di J. Edgar: creò selezioni durissime e ferrea disciplina per i suoi agenti, governando l'FBI col pugno di ferro come una specie di dittatore per trentacinque anni con notevoli risultati (talvolta aspramente criticati), passando indenne attraverso ben otto presidenti americani, da Calvin Coolidge a Richard Nixon. Il film si incentra su questi nodi storici sapientemente articolati da Clint Eastwood. Discusso e odiato per i suoi metodi non certo delicati e trasparenti, J. Edgar fu anche accusato di violazione dei diritti umani, specialmente durante l’era del maccartismo, ma l'FBI sotto di lui ottenne sempre notevoli risultati. In questo gioco di luci e ombre la mano di Hoover è sempre presente e ogni sequenza, ogni movimento della macchina da presa diretta da Eastwood è lì a ricordarcelo.

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Una drammatica sequenza dialogo tra Di Caprio (J. Edgar Hoover) e Naomi Watts (Helen Gandy) nella sede del Bureau a Washington D.C.

La trasformazione di Leonardo Di Caprio nel “mastino Hoover”

E proprio al riguardo del mutamento subito per girare il film, Di Caprio ha ricordato alla stampa in una intervista recente quanto segue:

“Ho bisogno di provare la fisicità della trasformazione, il profondo disagio che suscita. Mi serve per fare, non per strafare.”

 

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Di Caprio nei panni di un giovane J. Edgar Hoover. Foto di scena.

 

A questo proposito è interessante apprendere dal crew tecnico di J Edgar quali sono stati gli SFX e il make up applicato su Leonardo Di Caprio, scoprire come sono riusciti a trasformare un 37enne in un ultra settuagenario, in questo caso il direttore Hoover dell’FBI. Vediamo assieme alcuni passaggi eseguiti sull’attore:

I CAPELLI: è stata applicata una calotta di silicone che simula la calvizie e un toupée incollato dietro e ai lati.

GLI OCCHI: due paia di lenti a contatto una sull’altra anche per ingiallire la cornea.

 

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Di Caprio “invecchiato” dopo il sapiente lavoro dei make up artist del film.

 

LA PELLE: del silicone ultrasoffice applicato ovunque sul volto di Di Caprio.

IL NASO: a causa di una infezione giovanile, Hoover aveva una narice deformata. Il truccatore Sian Grigg ha ottenuto lo stesso effetto inserendo un anello in quella dell’attore.

 

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Il “vero” J. Edgar Hover direttore dell’FBI in una foto storica di archivio. Fonte FBI.

 

La promozione

Il trailer italiano del film è stato rilasciato ufficialmente il 24 ottobre 2011.

Distribuzione

J. Edgar è stato il film d'apertura dell’AFI Fest 2011 il 3 novembre 2011. Successivamente è stato distribuito nelle sale cinematografiche americane da Warner Bros il 9 novembre, in edizione limitata, e l'11 novembre in larga diffusione. In Italia il film è in sala dal 4 gennaio 2012.

Clint Eastwood, “Dirty Harry”, il regista

 

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Clint Eastwood, al centro, sul set di J. Edgar assieme a Leonardo Di Caprio.

 

Per leggere la storia, la vita, la carriera e le curiosità sul “vecchio” Clint vi rimandiamo alla scheda già pubblicata l’anno scorso sulle pagine di CIELI DI PAROLE in occasione dello speciale dedicato al suo film Hereafter.

Lo sceneggiatore, Dustin Lance Black

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Dustin Lance Black, premio Oscar per la miglior sceneggiatura nel 2009 per il film Milk.

Dustin Lance Black (Sacramento, 10 giugno 1974) è un brillante e giovane sceneggiatore, regista, produttore televisivo e cinematografico nonmché attivista della LGBT statunitense. Black cresce a San Antonio in un famiglia mormone dopo che la madre si risposa si trasferisce a Salinas in California. Il padre era un missionario mormone che aveva convertito la madre di Black. Durante gli studi inizia a lavorare per il teatro alla The Western Stage a Salinas-Monterey. Si è laureato alla University of California Los Angeles School in cinema, teatro e televisione.

La carriera

Nel 2000, Dustin scrive e dirige il film romantico a tematica gay The Journey of Jared Price; successivamente dirige e produce il documentario On the Bus, incentrato sul viaggio in Nevada di sei omosessuali. Nel 2006 lavora per la televisione in qualità di sceneggiatore, venendo assunto come unico mormone del team di sceneggiatori della serie televisiva Big Love, incentrata su una famiglia mormone guidata dal poligamo capofamiglia. Black scrive anche in questo periodo alcuni episodi per le prime due stagioni, riversandosi anche nel delicato ruolo di co-produttore per la terza stagione. Dopo una visita a San Francisco rimane impressionato dalla figura di Harvey Milk, al termine della visione del documentario The Times of Harvey Milk. Inizia così a raccogliere informazioni sulla vita di Milk, la sua storia, ricerca che lo terrà impegnato per oltre tre anni, intervistando tutte le persone vicine al personaggio. Dal materiale raccolto nasce una sceneggiatura intensa per un lungometraggio, la cui regia fu affidata a Gus Van Sant nel 2008 dirigendo Milk. Per il suo lavoro, Black, il 22 febbraio 2009 vince l'Oscar come miglior sceneggiatura originale. Durante la premiazione, Dustin Black, visibilmente commosso ha raccontato quanto la figura di Harvey Milk gli sia servita per vivere con serenità la propria omosessualità esortando i giovani omosessuali all'ascolto ad avere speranza, rivolgendosi a loro con le parole:

Se Harvey non ci fosse stato portato via trenta anni fa, penso che avrebbe voluto che io dicessi a tutti i ragazzi gay e lesbiche che sono qui stasera e ai quali le loro chiese, o i loro governi, o le loro famiglie fanno sentire di essere inferiori, che voi siete belle, meravigliose creature di valore e che qualunque cosa vi dicano, Dio vi ama e molto presto, ve lo prometto, avrete eguaglianza di diritti a livello federale nella nostra grande nazione.”

Sempre nel 2008, Black scrive la sceneggiatura per un altro film biografico sulla vita di un altra importante figura per la comunità gay, Pedro Zamora. La pellicola, intitolata Pedro, è stata presentato al Toronto International Film Festival e successivamente nella sezione Panorama Special al Festival di Berlino 2009.

La vita privata di Dustin

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Dustin Lance Black al Bryant Park nel giugno 2009.

Nel giugno del 2009, grande scandalo hanno suscitato alcune fotografie di Dustin Lance Black, pubblicate sul sito del blogger americano Perez Hilton tratte da un famigerato sex tape amatoriale con un suo ex fidanzato risalente a tre anni prima. Black, da tempo attivista per i diritti omosessuali negli Stati Uniti, sta attualmente cercando di bloccarne la divulgazione tramite i suoi avvocati e si è detto “preoccupato per il messaggio sbagliato” che queste foto potrebbero trasmettere: le immagini per ora note, ritraggono lo sceneggiatore durante rapporti sessuali non protetti.

 

Filmografia parziale

Sceneggiatore
Regista

Premi

Il produttore, Ron Howard

 

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Ron Howard, oggi. Poliedrico produttore di J Edgar assieme alla “banda” formata da Clint Eastwood, Robert Lorenz e Brian Grazer.

clip_image020Oscar al miglior film 2002
clip_image020[1]Oscar al miglior regista 2002

Ronald William "Ron" Howard (Duncan, 1º marzo 1954) è un noto regista, sceneggiatore, attore e produttore cinematografico statunitense, celebre per la sua storica presenza nella serie tv cult Happy Days che ha fatto sognare generazioni intere vestendo i panni di Richie Cunningham. È padre dell'attrice Bryce Dallas Howard.

La carriera

Come attore…

Nel 1959, all'età di soli cinque anni, recita ne La giostra, quinto episodio della famosa serie di fantascienza di Rod Serling Ai confini della realtà. Guadagna poi maggior attenzione grazie al ruolo di Winthrop Paroo, il bambino balbuziente della versione cinematografica di Capobanda (1962), con Robert Preston e Shirley Jones. Nel 1963 compare in Una fidanzata per papà (The Courtship of Eddie's Father) di Vincente Minnelli accanto a Glenn Ford, Dina Merrill, Shirley Jones e Stella Stevens, nel quale interpreta efficacemente il ruolo del bambino, con una sensibilità ben differente dai personaggi schematici e infantilii tipici del cinema hollywoodiano dell’epoca. Dopo Capobanda, appare nella serie televisiva di gran successo The Andy Griffith Show (1960-1968), nella quale veste i panni di Opie Taylor, il figlio dello sceriffo locale della città immaginaria di Mayberry (North Carolina). In questi primi anni di carriera, spesso il suo nome nei crediti finali del rullo titoli è indicato come Ronny Howard. Nel frattempo frequenta la USC School of Cinema-Television della University of Southern California, ma non si diploma. Nel 1973 ottiene la parte di Steve Bolander nel film cult di George Lucas American Graffiti che omaggia la gioventù dei ragazzi degli anni '50-'60. Howard accettò il ruolo, spiegò in seguito, per staccarsi soprattutto dai ruoli "infantili" dei suoi precedenti film. Questa interpretazione lo consacra ufficialmente come volto molto conosciuto sul grande schermo mentre il film si rivela un buon successo al box office che per la critica.

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Ron Howard, ieri… al Festival di Cannes 1990.

L'anno seguente diventa ancor più famoso in tutto il mondo grazie al ruolo di Richie Cunningham, il miglior amico di Fonzie, nella celebre serie televisiva Happy Days (1974-1980). Come sappiamo, la serie presenta una visione idealizzata della vita americana a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta e riscontra subito un ottimo successo in tutto il mondo. Nella serie Richie è il protagonista delle prime sette stagioni dello show ed è raffigurato come il figlio studioso e ben educato, il clasico “good guy”. Ron Howard decise in seguito di abbandonare la serie per seguire la carriera di regista che sentiva ardere dentro di sé. Nella trama l'uscita di scena di Richie è giustificata con l'adesione alla carriera militare da parte del personaggio. Howard, rimarrà comunque sia fortemente legato all’archetipo di Cunningham tornando a interpretarlo di nuovo per solo quattro episodi tra il 1983 e il 1984. Nel 1976 prende parte al film Il pistolero (The Shootist) diretto da Don Siegel, classico western crepuscolare in cui John Wayne interpreta l'ultimo ruolo della sua carriera di attore. Per questo film riceve una nomination al Golden Globe come miglior attore non protagonista.

… e come regista

Nel 1977, mentre il suo volto è ancora una delle star di Happy Days, dirige il suo primo film (dopo tre cortometraggi sperimentali): è una commedia d'azione a basso costo intitolata Attenti a quella pazza Rolls Royce. Dopo aver lasciato il set di Happy Days nel 1980 torna dietro la macchina da presa in diversi film per la televisione. Il suo primo grande successo sul grande schermo arriva però soltanto nel 1982 quando dirige la pellicola Night Shift - Turno di notte, con un buon budget alle spalle e con due attori all'epoca ancora sconosciuti, Michael Keaton e Shelley Long; la pellicola è prodotta da Henry Winkler, il Fonzie di Happy Days, che appare nel film in un ruolo da coprimario. Nel film appare anche un’altra star, Kevin Costner. La pellicola riceve un buon incasso al box office internazionale ottenendo ottime critiche da parte della critica.

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Ron Howard nel 2008 sul set durante le riprese di Angeli e demoni a Roma.

Da allora Ron ha diretto numerosi film di successo, tra i quali troviamo la commedia romantica fantastica Splash, una sirena a Manhattan (1984), il fantascientifico e delicato Cocoon, l'energia dell'universo (1985), Apollo 13 (1995, nominato a diversi premi Oscar) e l’intenso A Beautiful Mind con Russel Crowe (2001), per il quale ha ricevuto l'Oscar come miglior regista. La pellicola, dedicata alla vita del geniale e controverso matematico John Nash, interpretato da un eclettico Russell Crowe, si aggiudica complessivamente ben quattro statuette e diverse nomination. Nel 2005 Howard dirige il film Cinderella Man - Una ragione per lottare, nel quale torna a lavorare con Russell Crowe, per il quale riceve alcune critiche per la rappresentazione del pugile James J. Braddock, all'interno di una accurata ricostruzione storica del periodo della grande depressione americana. Il film in generale riceve buon critiche e un discreto successo di pubblico.

Tra il 2006 e il 2009 è la volta de Il codice da Vinci e Angeli e demoni, tratto dagli omonimi romanzi best seller di Dan Brown, con Tom Hanks protagonista. In Angeli e demoni, Ron Howard ingaggia nel cast artistico alcuni membri della sua famiglia in parti minori. Entrambi i capitoli si rivelano un enorme successo di pubblico e critica. Howard ha recentemente annunciato che non dirigerà il terzo capitolo della saga intitolato Il simbolo perduto. Nel 2008 Ron Howard adatta per il grande schermo il dramma teatrale di Frost/Nixon - Il duello. Nixon è interpretato da un grandioso Frank Langella mentre Frost è da Michael Sheen. Nel 2011 dirige instancabile Il dilemma (The Dilemma), uscito in sala il 6 gennaio dello stesso anno, che però si rivelerà un flop al botteghino con l’aggiunta di varie critiche negative.

Gli altri lavori di Ron

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Ron Howard e Brian Grazer al Tribeca Film Festival 2011.

Ricordiamo che Ron Howard è il co-proprietario assieme a Brian Grazer della Imagine Entertainment, una compagnia di produzione cinematografica e televisiva che ha prodotto notevoli successi come Friday Night Lights, 8 Mile e i serial televisivi 24 e Felicity.

Attraverso la sua società Imagine Television, Howard continua a mantenere una forte presenza in nel circuito televisivo internazionale e non solo come produttore, ma anche attivamente; recentemente, infatti, è anche stato il produttore e il narratore (non accreditato) dell'acclamata serie televisiva Arrested Development - Ti presento i miei, oltre che creatore del format. La serie ha ottenuto ben presto un ottimo successo di share ed è stata protagonista di molti siti web creati dai fans in tutto il mondo. Per le elezioni presidenziali statunitensi del 2008 si schierò girando un cortometraggio dal titolo Ron Howard’s Call to Action, a favore del candidato democratico Barack Obama. Nel corto torna ad impersonare Richie Cunningham, recitando accanto a Henry Winkler che a sua volta ritorna ad essere il celebre Fonzie di Happy Days.

Vita privata

Non tutti sanno che Ron Howard è di discendenza olandese, scozzese, inglese, irlandese, tedesca e Cherokee. Un mix esplosivo. Suo fratello minore, Clint Howard e sua madre Jean F. Speegle, sono anch'essi attori, così come sua figlia Bryce Dallas Howard, avuta da Cheryl Howard, conosciuta ai tempi del liceo e con la quale è sposato da più di venticinque anni, scrittrice e a sua volta attrice. E' molto amico di Henry Winkler (Fonzie per gli amici, n.d.a.) tanto che quest'ultimo è stato il padrino di battesimo di sua figlia Bryce.

Filmografia

Attore
Regista
Sceneggiatore
Produttore esecutivo

Qualche curiosità

Qualcuno di voi l’avra dimenticato, ma Ron nel 2006 riceve la nomination ai Razzie Awards per la peggior regia per Il codice da Vinci. Inoltre appare in più di un episodio nei celebri cartoni animati I Simpson.

 

Il cast artistico di J Edgar

 

Leonardo Di Caprio è J. Edgar Hoover

L’elenco è lunghissimo e i nomi tutti di prima grandezza. Per Leonardo di Caprio vi rimandiamo alla scheda e alle varie note biografiche nell’esteso speciale pubblicato l’anno scorso da CIELI DI PAROLE in concomitanza con l’uscita in anteprima del film Hereafter.

 

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In azione. Di Caprio al centro durante le riprese in una scena in esterni.

Naomi Watts è Helen Gandy

 

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Naomi Watts interpreta il ruolo di Helen Gandy in J Edgar, l’assistente personale del direttore dell’FBI.

Naomi Ellen Watts (Shoreham, 28 settembre 1968) è un'attrice britannica naturalizzata australiana. Naomi nasce a Shoreham (Kent, Inghilterra) da Myfannwy Glennys Edwards, un'antiquaria e designer e Peter Watts, un manager e tecnico del suono che ha lavorato anche con i Pink Floyd. Naomi partecipa a diciotto anni al suo primo film, For Love Alone (1986), che però non le schiude immediatamente le porte del successo. Questo piccolo stop induce Naomi a intraprendere la carriera di modella. Si accorge però ben presto che questa non è la sua strada, continuando a lavorare nel mondo della moda come redattrice di riviste americane del settore. Tuttavia è determinata a seguire a tutti i costi la carriera di sua madre, attrice, proseguendo caparbia i suoi studi di recitazione. Partecipa quindi al film Flirting insieme alle future dive di Hollywood Thandie Newton e Nicole Kidman, di cui diviene amica. La sua prima vera esperienza in un set a Hollywood è una piccola parte in Matinee (1993), omaggio di Joe Dante ai film di serie B degli anni Cinquanta. Successivamente veste i panni di Jet Girl in Tank Girl, versione cinematografica di un fumetto femminista underground. Tra il 1996 ed il 2000 appare in molti film e serie televisive, ma nessuna di queste le porta il successo e la celebrità che desidera. Deve attendere ancora.

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Leggete e imparate! Naomi Watts in una foto di scena.

La vera svolta nella sua carriera avviene quando è scelta dopo un casting dal regista da David Lynch come interprete di Mulholland Drive. Sebbene il film non sia stato un gran successo dal< punto di vista degli incassi, è molto apprezzato dalla critica e Naomi Watts riceve svariati premi e riconoscimenti per la sua intensa interpretazione. Il successo commerciale arriva subito dopo grazie alla partecipazione nel film horror The Ring, remake americano di un famoso film horror giapponese incentrato sulla storia del fantasma di Samara (nell’originale nipponico Sadako, n.d.a.) che vede la Watts interpretare il ruolo di Rachel, giovane madre nonché intrepida giornalista che indaga sui misteri letali di una videocassetta maledetta legata alle apparizioni di un inquietante spettro di una bambina.

Nel 2004 la sua interpretazione nel film drammatico 21 grammi, accanto a Benicio Del Toro e Sean Penn, le procura una nomination agli Oscar come miglior attrice e il premio IOMA come migliore attrice protagonista. Nel 2005 veste i panni di Ann Darrow nel film King Kong del celebrato regista Peter Jackson, remake del classico film capolavoro degli anni Trenta. L'interpretazione le fa guadagnare il Saturn Award come migliore attrice protagonista. I suoi ultimi film in ordine di uscita sono stati Il velo dipinto, La promessa dell'assassino, diretto da David Cronenberg, il thriller Funny Games e la commedia Incontrerai l'uomo dei tuoi sogni diretto da Woody Allen (2010) di cui CIELI DI PAROLE ha dedicato un esteso articolo al riguardo.

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Uno splendido posato in primissimo piano di Naomi.

Vita privata

È legata sentimentalmente all'attore Liev Schreiber. La coppia ha due figli, Alexander Pete, detto "Sasha" (nato il 25 luglio 2007), e Samuel Kai (nato il 13 dicembre 2008). Sin dalla giovane e da inizio carriera è molto amica di un’altra star, Nicole Kidman.

Filmografia

Doppiatrici italiane

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