Cieli di Parole

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21 dicembre 2011

IL CAFFE’- da “ QUESTI FANTASMI”

A cura di Sandra Romanelli

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Eduardo De Filippo al balcone conversa col dirimpettaio

A ridosso delle feste Natalizie e dei bagordi culinari che ne conseguono abbiamo deciso di suggerirvi la ricetta o, per meglio dire, il miglior metodo per preparare un buon caffè. Ottima conclusione dei lauti pasti ci dà anche l’illusione di aiutare la digestione grazie a quel tepore che scalda il cuore.

Amato al nord come al sud ci permette di unire tutta la varietà della tradizione

culinaria italiana quasi come un fil rouge senza far torto a nessuno.

Bevetelo dopo il panettone o gli Struffoli, come farebbe Eduardo De Filippo

Chiunque ami il teatro di Eduardo De Filippo, sicuramente sarà rimasto affascinato dalla scena del balcone in “Questi fantasmi”, dove Pasquale Lojacono (interpretato dallo stesso Eduardo), spiega al suo vicino dirimpettaio (il Professore) la famosa ricetta della preparazione del caffè alla napoletana, realizzata con alcuni importanti accorgimenti e con un piccolo segreto.

Io, a tutto rinuncerei, tranne a questa tazzina di caffé, presa tranquillamente qua, fuori al balcone, dopo quell’oretta di sonno che uno si è fatta dopo mangiato. E me la devo preparare io stesso, con le mie mani. Questa è una macchinetta per quattro tazze, ma se ne possono ricavare pure sei, per gli amici… il caffé costa così caro… Sul becco della caffettiera io ci metto questo coppitello (cappuccio) di carta che ha la sua funzione, perché il fumo denso del primo caffè che scorre, che è poi quello più carico, non si disperda, anzi così facendo, rimane dentro.

Come pure…prima di colare l’acqua…che bisogna farla bollire per tre, quattro minuti, bisogna cospargere un mezzo cucchiaino di caffè appena macinato, nella parte interna della capsula bucherellata, in modo che nel momento della colata, l’acqua in pieno bollore si aromatizza per conto suo e il caffè viene più profumato.

Ma sapete qual è la cosa più difficile? Indovinare la tostatura. Bisogna trovare il punto giusto di cottura, il colore a manto di monaco, una meraviglia…”

Nell’ ascoltare Eduardo si prova un grande piacere, poiché grazie all’intensità della sua recitazione, l’immagine di quella preparazione si concretizza davanti ai nostri occhi e ci cattura a tal punto che si ha l’impressione di assaporare anche noi quell’eccellente caffè.

Il caffè fece la sua comparsa in Italia nella seconda metà del secolo XVI a Venezia, quando, trasportato in sacchi, a bordo dei grandi velieri che solcavano il Mediterraneo, varcò i confini orientali per approdare in Europa.

I Veneziani, per primi, impararono quindi a assaporare questa gustosa bevanda e in breve il caffè divenne un prodotto di alto gradimento, spesso segno di amicizia e di amore, tanto che corteggiatori ed innamorati presero l’abitudine di inviare alle loro amate, vassoi ricolmi di cioccolata e caffè come segno di devozione ed affetto.

Il caffè inoltre fu molto apprezzato dagli uomini di cultura del Settecento, che gli diedero l’appellativo di “bevanda intellettuale” e declamavano le sue qualità non solo come “infuso ristoratore” ma anche come “tocca sana” per le sue qualità curative. Alcuni medici documentarono in un famoso volantino, fatto stampare a Milano nel 1801, queste importanti qualità.

Ancora oggi è risaputo che il caffè espresso ha un leggero effetto stimolante e coinvolge uno a uno, tutti i nostri sensi: olfatto, tatto, gusto, vista e persino l’udito è chiamato in causa quando ci prepariamo a sorseggiare un ottimo caffè.

Quando lo si beve in compagnia, spesso esercita un’azione benefica sul nostro umore e migliora le attitudini sociali.

Ma quanti sono i modi di preparare un caffè?

Citiamone alcuni.

- Caffè espresso

- Caffè ristretto (solo poche gocce)

- Caffè corretto (con alcolico o super alcolico)

- Caffè d’orzo

- Caffè lungo

- Caffè napoletano

- Caffè turco

- Caffè greco (simile a quello turco)

- Caffè al ginseng

- Caffè shakerato

- Caffè marocchino

- Irish coffee

- Jamaican coffee

- Caffè alla valdostana

- Caffè brasiliano.

Questi sono i più conosciuti, ma ne esistono anche altri, ad esempio in Grecia negli ultimi anni è molto di moda il ”Moccacino” che consiste in una sorta di caffè shekerato (in genere caffè solubile) con tutte le sue possibili varianti: con o senza zucchero, crema, panna, gelato, caramello. Insomma potete sbizzarrirvi componendo il vostro shekerato .

Ed ora, tornando a Eduardo, che ne dite, ce la facciamo “‘na tazza ‘e cafè?

Scegliamo il metodo di preparazione che più ci si addice e quando finalmente porteremo alle labbra la nostra tazza di caffè profumato e fumante non ci stupiremo di pensare che forse Eduardo aveva ragione quando esclamava:

Vedete quanto poco ci vuole a fare felice un uomo!

Scheda dell’opera teatrale

Titolo: Questi fantasmi

Commedia: tre atti

Genere: teatro napoletano

Scritta da: Eduardo de Filippo nel 1945

Rappresentata: in prima nazionale il 7/1/1946 a Roma al Teatro Eliseo e nel 1955 a Parigi al Teatro Sarah Bernhard

Interpreti: La Compagnia “Il Teatro di Eduardo e Titina De Filippo”

Regia: Eduardo De Filippo

Dalla commedia di Eduardo fu tratto anche un film con Vittorio Gassman e Sofia Loren.

In questa trasposizione è la Loren che affacciata al balcone spiega, con la tipica verve napoletana, i segreti di questa intramontabile ricetta.

Scheda del film

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Titolo originale: Quei fantasmi

Interpreti: Vittorio Gassman, Sofia Loren, Marcello Mastroianni, Aldo Giuffrè, Margaret Lee, Mario Adorf, Piera Degli Esposti.

Nazione: Italia

Genere: commedia

Durata: 104 min

Regia: Renato Castellani

Anno di produzione: 1967

Produttore: Carlo Ponti

Musiche: Luis Enriquez Bacalov

TV - In passato ci sono state due trasposizioni televisive con la regia dello stesso autore. Il 16 novembre 2011 su Rai 1 è nuovamente andata in onda questa commedia.

Nel cast Massimo Ranieri e Donatella Finocchiaro. Regia di Massimo Ranieri e Franza Di Rosa.

TEATRO - Dal 27/3 al 22/4/2012 “Questi fantasmi” andrà in scena al Teatro Manzoni di Milano con la partecipazione e Regia di Carlo Giuffrè.

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