A cura di Mattero Tudisco
Fu all'epoca dell'ultimo telefilm festival che, quasi fortuitamente, mi presentarono il nostro eczemico direttore e ci ponemmo una domanda: i videogiochi, attualmente, sono paragonabili ai media canonici per lo sviluppo di fiction?
Fortunatamente, entrambi pensavamo di sì.
E così eccoci qui, passando prima dalla radio nello speciale videogiochi e ora sulle pagine di Cieli di Parole a parlare di videogiochi in un modo che, si spera, possa far luce sugli sforzi di alcuni sceneggiatori all'altezza di questo titolo e che applicano la loro arte al mondo dei videogame.
Un'avvertenza, amici di Cieli di Parole: quasi tutti gli articoli e gli speciali che vedrete uscire su questo tema dalle malate menti redazionali possono purtroppo contenere spoiler. Cercherò di tenerli sempre al minimo ma, purtroppo, è difficile farli scomparire del tutto. Pertanto, se per caso foste interessati a ogni minimo risvolto della trama… occhi aperti!
Passiamo quindi senza indugio al tema di questo speciale: Assassin's Creed.

All’inizio, quando fu lanciata, non credevo molto in questa serie ma ora mi rendo conto che il termine “saga” è decisamente più adatto per descrivere il capolavoro partorito dalla Ubisoft Montreal.
Già dalla schermata introduttiva di questi quattro videogiochi si resta senza parole. Rimasta invariata nel corso degli anni, una semplice schermata bianca – che fin dall’inizio faceva presagire una trama che voleva toccare temi maturi - mette in risalto le seguenti parole:
“Ispirata a eventi e personaggi storici,
quest’opera di finzione è stata ideata, sviluppata e prodotta
da un team multiculturale
di confessione religiosa e credo differente.”
La catena di eventi che andremo a seguire durante i quattro capitoli di Assassin's Creed inizia nel 1191 a Masyaf, Terrasanta, sviluppandosi contemporaneamente ai giorni nostri, grazie all'Animus 1.0.
Ma, prima di proseguire, è utile spiegare cosa sia e come funzioni l'Animus, perno grazie al quale l'intera e intricata situazione si regge in piedi in ogni suo aspetto.
Macchina sviluppata dalla Abstergo Corporation, l'Animus 1.0 permette di leggere nei filamenti del proprio DNA grazie a una comoda interfaccia permettendo così di “rivivere” i ricordi dei nostri antenati.
Grazie al potente software fisico dell'Animus, l'immersione ottenuta da questi viaggi è totale - al punto da causare sdoppiamenti di personalità e disturbi mentali di vario genere – e accurata nei minimi dettagli. Ogni errore nel nostro comportamento che si discosta da quello dell'Antenato in fase di studio in quel momento causerà la “Desincronizzazione” e la necessità quindi di allinearsi di nuovo alle azioni realmente accadute, in modo da poterne esplorare il seguito.
Le caratteristiche migliori dell'Animus non si limitano solo alla sua magnifica unzione ma anche alla capacità di registrare su supporto rimovibile quanto visto dal soggetto di test e il cosiddetto effetto Osmosi, che permette di “assorbire” caratteristiche talvolta latenti dall'antenato in questione.
Ed è qui che entra in gioco il nostro protagonista, Desmond Miles, che è stato rapito dall'Abstergo (non avevo ancora accennato a quanto fossero simpatici, vero?) per una sua peculiarità: essere cresciuto in una famiglia di Assassini. Ma non degli Assassini comuni, bensì appartenenti alla stirpe di Altair Ibn-La'Ahad, colui che riformò quest’ordine e che è, inoltre, il nostro secondo protagonista.

A sinistra l'Animus e a destra la pratica interfaccia
Proprio in quanto discendente di tutti gli Assassini che nel corso dei secoli hanno messo i bastoni tra le ruote all'ordine Templare - ora anche noto (guardacaso) come Abstergo Corporation - Desmond rappresenta, per la società, la cattura del secolo.
Questo prologo introduce una trama che coprirà quasi un intero millennio, toccando parecchie nazioni come la Terra Santa (nel primo capitolo della serie) e l'Italia rinascimentale (nel secondo e nel terzo capitolo, includendo la pianta integrale di Firenze, Venezia, Monteriggioni e Roma). La vicenda si basa sulla dicotomia tra i due Ordini, quello degli Assassini e quello dei Templari, che si contendono il possesso dei cosiddetti Frutti dell'Eden.

I Frutti dell'Eden - manufatti tecnologici costruiti da “coloro che vennero prima” - offrono una versione della nascita della specie umana leggermente diversa da quella tramandataci per secoli. Il principale è, ovviamente, noto come la Mela, una specie di gigantesco database mental-olografico contenente la summa delle conoscenze di questa civiltà precedente.
La maggior parte dei Frutti dell'Eden è dotata di svariate capacità come quella importantissima, se usate da un utilizzatore capace, di poter esercitare il controllo sulle menti altrui. Ed è proprio questa caratteristica la scintilla che dà origine al conflitto tra i due Ordini, visto che i Templari vogliono usarla per creare la propria versione di pace mondiale, basata sull'assenza di libero arbitrio.
Una volta scoperto il nocciolo della questione, mi limiterò a dire che la trama permette anche di gustare svariate riletture di importanti fatti storici (ritraendo personalità di spicco delle epoche più svariate, da Adolf Hitler a Henry Ford, passando per Nikola Tesla e Thomas Alva Edison, tanto per citarne alcuni) anche durante le fasi più passive del gioco, riuscendo a creare una trama fanta-storica in grado di coprire quasi un migliaio di anni e capace di legare diversi punti di volta della storia dell'umanità all'influenza dei due Ordini e all'utilizzo proprio o, più spesso, improprio dei Frutti dell'Eden.
All'inizio del primo capitolo, quando il giocatore viene messo al corrente di tutti questi fatti, gli Assassini sono in netto svantaggio, e tenteranno di riprendersi e completare la loro missione giocando le ultime carte del mazzo grazie agli sforzi di Desmond Miles e dei suoi, per quanto inizialmente occulti, alleati.
La prima parte di questa enorme partita a scacchi tra i due Ordini è ambientata in Terrasanta, e il giocatore ne è testimone, in un importante percorso di crescita personale che ci condurrà alla fine del primo DVD, attraverso gli occhi di Altair Ibn-La'Ahad.


È in una fase successiva (ovvero in Assassin's Creed II e Assassin's Creed Brotherhood) che il focus si trasferisce nell'Italia rinascimentale e ci viene presentato Ezio Auditore da Firenze, il terzo protagonista.

Altair Ibn-La'Ahad Desmond Miles Ezio Auditore

Masyaf: dove tutto è iniziato e tutto si ricollega in Assassin's Creed: Revelations
È durante gli anni del dominio di Lorenzo il Magnifico che Ezio cresce e, a causa della prematura dipartita di suo padre per mano Templare, scopre sia quale fosse il vero ruolo del genitore a Corte - ovvero essere l'inviato della gilda degli Assassini alla corte di Lorenzo - sia l'esistenza delle trame che rendono necessaria la presenza degli Assassini: contrastare il ruolo della famiglia Borgia, al comando della fazione Templare italiana il cui potere è in rapida ascesa.
Su Cieli di Parole abbiamo recentemente parlato della famiglia Borgia, in quanto trasportata sui nostri schermi da una splendida serie che finalmente propone una versione realistica e matura dei comportamenti di Cesare, Roderigo, Lucrezia e Giovanni Borgia. Si può ben dire, allora, che questi siano gli anni della ribalta degli eterni rivali degli Orsini e dei Colonna, e ora anche nostri.
La versione della famiglia Borgia a noi proposta la dipinge come legata all'Ordine Templare, senza però nulla togliere alla storia di ambizione e malaffare che la caratterizza. La ricostruzione comportamentale di questi illustri (a modo loro) personaggi del Rinascimento italiano è accurata in ogni dettaglio. Vero è che molti degli episodi principali che hanno composto la vita della famiglia Borgia sono ripresentati come collegamento all'Ordine Templare, ma si può affermare che le modifiche apportate a questi personaggi finiscano lì.
Un altro punto che lascia stupiti è l'accuratezza della ricostruzione fisica, di cui vi offro un esempio, della bella Lucrezia:

L'unica differenza degna di nota è data dal colore dei capelli, dallo Sketchbook di Assassin's Creed alle riprese della serie giunta su Sky quest'anno, e devo ammettere che mi ha incuriosito come un dettaglio così caratteristico sia stato frainteso. Tuttavia di questo non bisogna dare colpa né agli eccellenti storici di Ubisoft Montreal né a quelli altrettanto bravi della serie tv. In effetti sono presenti due immagini iconiche della splendida Lucrezia, e in una di esse è ritratta come rossa quasi scura, nell'altra come bionda.
A ben vedere, la famiglia Borgia è l’antagonista per eccellenza dell'intera serie (escludendo, ovviamente, l'Ordine Templare nella sua interezza). Forse perché la sua prima apparizione avviene a metà del secondo capitolo della serie per prolungarsi fino alla fine del terzo, questo probabilmente spiega la caratterizzazione ancora più minuziosa degli altri nomi illustri della saga come, per esempio, Re Riccardo Cuor di Leone, Leonardo da Vinci e Niccolò Machiavelli, che, grazie al vasto database, ove sono riassunte le vite di tutti i personaggi principali e di tutti i comprimari, non possono dirsi.
Credo che l'unico metodo possibile per decidere se siano “peggiori” sia vedere e toccare con mano entrambe le versioni. Sicuramente la Ubisoft s’impegna a far odiare al proprio giocatore la famiglia Borgia ponendo l'accento, a mo’ di antipasto, sul rapporto, non proprio lecito, tra Lucrezia e il fratello, interessandosi poi agli intrighi ideati da Roderigo nelle vesti papali (magnifica la ricostruzione del Vaticano e delle sue opere d'arte, ammirabili durante alcune delle sequenze più belle del gioco), terminando, infine, sugli omicidi ordinati da Cesare a Micheletto.
A questa parte della vita di Cesare Borgia è dedicata anche una buona parte del cortometraggio d'animazione destinato a legare Assassin's Creed II e Assassin's Creed Brotherhood, che non solo ci svela ulteriori dettagli sulla creatività di Micheletto come sicario, ma sopratutto di Cesare suo come mecenate.
Sulla nota di crossmedialità (bene, ora che l'ho detto il direttore può dirsi contento) andiamo in chiusura, visto che credo che nessuno dei nostri lettori abbia ancora una dozzina di ore da dedicarmi. Sfortunatamente (o fortunatamente, dipende punto di vista) il progetto di Assassin's Creed è troppo vasto e dettagliato per poter essere riassunto in poche parole rendendogli giustizia.
Infatti Assassin's Creed nasce come progetto crossmediale di sua spontanea volontà essendo già stati pubblicati ben quattro volumi - dedicati a coloro che non sono poi così legati al mercato videoludico - in cui sono tratteggiate le gesta di Desmond, Altair ed Ezio.
Inoltre, è in produzione anche un progetto a fumetti destinato a riempire alcuni dei piccoli vuoti narrativi lasciati da quella che è questa grandiosa ambientazione creata dagli sceneggiatori di Ubisoft; per tutti coloro che volessero saperne un po’ di più il materiale non manca a prescindere dal supporto che ognuno di noi preferisce per vivere una bella storia piena di colpi di scena (che sono riuscito a tenere fuori a stento, da questo articolo). E ricordatevi che, di libera distribuzione sulla Grande Rete, potete anche trovare la miniserie con attori veri dal titolo Assassin's Creed: Lineage in cui è raccontata la storia della dinastia Auditore prima delle vicende narrate in Assassin's Creed II, senza contare il cortometraggio d'animazione di cui abbiamo già parlato.
Può una storia così ricca di dettagli, personalità e sviluppi essere totalmente inventata?
Io, personalmente, non ne ho idea. Ma, come vi direbbe Ezio Auditore, “Nulla è reale. Tutto è Lecito”.
Crerigan del Kraken
aka
Teo

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