Cieli di Parole

Rivista di scrittura, cinema, TV e tutto quanto fa cultura

25 novembre 2011

‘Trovami’, fantasmi cinesi in una scuola italiana!

A cura di Luca Romani

Introduzione

Ogni tanto parliamo anche di noi e nello specifico lo speciale che regaliamo oggi ai lettori di Cieli di Parole è sul film “Trovami”del nostro direttore Fabio Fox Gariani.

Il film nasce in una scuola italiana di Milano, la “Tommaseo”, con tutti attori non professionisti gestiti dalla sagace bacchetta magica di Fabio.

Naturalmente horror come è nelle corde del direttore, il film può essere descritto come una storia di fantasmi italo-asiatica – inedita nel panorama cinematografico italiano. Un horror di quelli dalle atmosfere elettrizzanti che ti fanno rimanere sempre col fiato sospeso e ti fanno balzare sulla sedia. Il film di Fabio Fox è una conferma che anche con poco budget si può produrre in Italia film che valorizzano la nostra storia cinematografica e i nostri maestri di genere come Margheriti, Bava e Argento, solo per citarne alcuni.

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Locandina di Trovami. I presupposti per gli amanti dell’horror ci sono tutti!

In questo speciale avrete la possibilità di leggere il plot del film, un’interessante intervista a Fabio in cui viene tracciato il percorso fatto per arrivare alla produzione di “Trovami”, le schede del cast artistico e di quello tecnico.

Inoltre, come ulteriore gift per i nostri lettori, verrà reso disponibile il film a spezzoni su youtube. Continuando a seguirci quindi, avrete gli aggiornamenti sulle ‘uscite a puntate’ del film e molto materiale inedito come interviste agli attori, photoshooting, musiche, backstage etc.

Come ultimo punto ma non meno importante vi segnalo che il film in oggetto ha vinto un prestigioso premio al festival ‘The Hong Kong Internation Film Festival Society’ – HKIFFS – tra i film fuori concorso.

E’ da evidenziare la bravura dei giovani attori, ripetiamo non professionisti e alla prima loro esperienza sul set, che attraverso una saggia regia riescono ad esprimere una prestazione veramente interessante tanto da valere la vittoria del premio a Hong Kong per ‘Trovami’. Bravi tutti ma una menzione speciale va alle due protagoniste, di origine cinese, Gao Meng Yao e Giada Chen nei ruoli di Xiao e Shaori, per la loro prestazione cinematografica.

Iniziate a gustarvi uno dei tre trailer prodotti:

 

Trama

Nel passato. Una ragazza di dodici anni, la giovane e bella Shaori Yang, studentessa asiatica nella scuola media “Tommaseo” di Milano, vive i giorni tranquilla: studia, suona il pianoforte, ammira la natura, gioca a palla nel cortile della scuola. Un giorno, al termine delle lezioni di giugno, in una scuola ormai deserta, il pallone di Shaori finisce per errore lungo le scale che conducono all’oscuro sotterraneo dell’istituto, pericolante e abbandonato.

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Scendere le scale? Non sembrano presagire nulla di buono…

Impaurita, Shaori scende nel buio in cerca della sua palla: inciampa malamente. Cade battendo violentemente la testa. Muore poco dopo per la caduta a causa di un’emorragia cerebrale. Due operai, inconsapevoli della tragedia appena consumatasi, chiudono il cancello del sotterraneo senza accorgersi del corpo senza vita di Shaori. Per più di un anno il corpo è rimane rinchiuso e abbandonato nel sotterraneo. Shaori è data per dispersa. Il suo fantasma solitario vaga nella scuola in cerca di riscatto e rinascita. Forse il tempo della resurrezione è giunto.

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I fantasmi sono tra noi. Si proprio tra noi!

Tempo presente. Milano. Xiao Shu, studentessa cinese della scuola media Tommaseo si reca di corsa a lezione di buon mattino. Da tempo pensa con ossessione alle storie che si raccontano, quasi leggende metropolitane, sulla presenza di un fantasma di una ragazza asiatica nella sua stessa scuola. Xiao vuole vederci chiaro intraprendente com’è. Si incontra prima delle lezioni con i suoi tre amici: David, Johnny e Samantha. Racconta loro della storia del fantasma di cui tutti parlano. Discutono. Sono scettici ma lei è determinata a scoprire la verità. Ha strane sensazioni. Parla loro di sogni strani. Vuole penetrare nella scuola di sera e vedere se il fantasma della ragazza esiste. Gli altri sono timorosi nell’accettare la proposta. Durante la lezione in classe, Xiao e i suoi tre compagni parlano e si distraggono. La professoressa li riprende severamente. Non vista, Xiao trae dal suo zainetto un libro che ha trovato in una libreria: Enciclopedia dei fantasmi e degli spiriti. Lo apre. Ad un tratto, alzando la testa, vede, solo lei, in un angolo dell’aula la figura dello spettro della giovane Shaori. Il fantasma la guarda, impassibile, cerca i suoi occhi, i capelli neri rivolti in avanti. Xiao sussulta. I compagni la guardano. Il fantasma è scomparso. Al termine delle lezioni, scossa dall’apparizione, Xiao Shu si dirige nei vicini giardini davanti alla scuola.

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I luoghi di ricreazione della scuola. Vedendo il film capirete che non ci si diverte così tanto…

Mangia una mela e sorseggia dell’acqua. Si siede su una panchina e inizia a leggere con avidità il libro su fantasmi scoprendo molte cose che non conosceva. Qualcosa l’osserva, invisibile, a distanza da dietro una finestra della scuola. Nel pomeriggio, tornata a scuola in aula informatica, da sola, seduta ad un computer compie ricerche in internet sui fantasmi cinesi. Percepisce che c’è un legame particolare tra lei e l’apparizione in classe. Questo l’affascina e la spaventa. Sta per bere dell’acqua quando nota che è rossa come il sangue. Disgustata la lascia cadere a terra. La bottiglietta è normale. Un’allucinazione? Samantha, David e Jhonny la raggiungono. Discutono della questione: recarsi di sera nella scuola o no? Con o senza di loro, Xiao cercherà lo spettro. Racconta loro ciò che ha visto quella mattina. Gli altri sono sempre più perplessi ma alla fine acconsentono ad accompagnarla. Gli amici si sono appena allontanati quando una strana sensazione di freddo avvolge Xiao. Si volta ma non vede nessuno. Il suo cellulare squilla: Risponde. Lontana, inquietante ode una voce di ragazza che in cinese l’implora dicendo: TROVAMI… TROVAMI… Sul display appare il viso di Shaori che scompare subito dopo. Xiao Shu, spaventata, spegne il telefonino ed esce correndo. Arriva all’ascensore e scende al pianoterra. Dentro in ascensore non c’è nessuno a parte lei. La discesa le sembra lunga un’eternità. Non si accorge che alle sue spalle, immobile, i capelli neri e lunghi lo spettro di Shaori incombe su di lei. Il fantasma cerca di afferrarla ad una spalla. Xiao esce veloce dall’ascensore, le porte si richiudono. Il fantasma è scomparso. Sera. Come da accordi, Xiao Shu s’incontra davanti alla scuola con Samantha, Johnny e David. Si sono attrezzati per l’esplorazione: torce elettriche e pile di ricambio. Sono agitati per l’esplorazione che gli attende. Abilmente riescono a penetrare dentro alla scuola deserta a quell’ora. Notano che alcune luci dei corridoi interni si accendono e si spengono da sole. Si fanno forza. Xiao, tesa, è certa di essere sulla pista giusta. Esplorano con attenzione il pianoterra e il primo piano. Le aule sono deserte e inquietanti. Salgono al terzo piano. Xiao e i tre amici sono in corridoio. Passano vicino ad un bagno e odono dell’acqua che scorre. Entrano circospetti: non c’è nessuno. Una volta fuori, in allarme, l’acqua smette di scorrere.

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L’acqua scorre…l’acqua non scorre più.

D’un tratto sentono il pianoforte nell’aula di musica che suona da solo. Corrono nell’aula ma anche questa è deserta. Guardano il piano che suona da solo. Soggettiva del fantasma di Shaori che gli osserva. La musica cessa di colpo. Xiao e gli altri sono sempre più preoccupati. Prima di rendersene conto, il fantasma di Shaori emerge da dietro il pianoforte. Avanza verso di loro a passi lenti e strascicati, sofferente. Spaventati fuggono in corridoio e giù per le scale. Al piano terra, mentre fuggono, Xiao scorge la sagoma spettrale di Shaori che con un braccio sollevato indica misteriosamente una direzione. Il giorno dopo. Mattina. Xiao Shu siede in disparte con i tre amici su una panchina della palestra della scuola durante l’ora di educazione fisica. Pallidi. Parlano di ciò che è successo. Xiao ritiene che il fantasma voglia comunicar loro qualcosa. Gli altri non ne vogliono più sapere. Xiao rimane da sola in palestra su ordine dell’istruttore per risistemare i palloni. Ha appena finito di risistemare quando un rumore la fa girare di scatto. Ha i nervi tesi. I palloni, uno dopo l’altro, rimbalzano verso di lei, animati. Uno di questi rotola verso di lei. Si ferma ai suoi piedi. C’è qualcosa di strano. Lo raccoglie: scopre con orrore che è sporco di sangue. Un’impronta di piccola mano. Con un grido strozzato lo lascia cadere a terra. Fugge dalla palestra. In cortile si ferma, ansante. Si guarda le mani: il sangue è svanito. Sente grattare sui vetri della palestra: la sagoma di Shaori con entrambe le mani è appoggiata al vetro e la fissa. Xiao corre via. Nella testa la voce che ripete: TROVAMI… TROVAMI… Samantha raggiunge Xiao in mensa, dopo pranzo. E’ seduta in un angolo a leggere il libro sui fantasmi, prende appunti.

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I fantasmi giocano a palla?

Non riesce a capire cosa sta succedendo: vuole a tutti costi delle risposte. Samantha la invita a desistere dal tornare di nuovo nella scuola di sera. Xiao rifiuta: andrà avanti da sola. Senza rendersene conto inizia a scrivere qualcosa su un foglio. Stupita si ferma. Ha scritto in ideogrammi cinesi un nome: SHAORI. Chi è? Xiao sta per uscire da scuola nel pomeriggio quando si ferma di colpo, folgorata: riconosce il punto dove il fantasma ha puntato il dito indicando un punto. C’è una porta chiusa e sopra una targa con scritto ARCHIVIO SCOLASTICO. Ha un’idea. La sera stessa, dentro la scuola Tommaseo. Una solitaria Xiao Shu penetra di nuovo nell’edificio deserto. Raggiunge la guardiola: afferra le chiavi dell’archivio scolastico lasciate dalle commesse nell’apposito vano. Raggiunge la porta dell’archivio. La apre ed entra. Frenetica, attenta a non far rumore, cerca qualche indizio nell’archivio tra cartelle e documenti registrati su tutti gli studenti e studentesse passati negli ultimi anni dalla scuola. Sente che è vicina alla verità. In fondo ad un cassetto giace una cartella sgualcita. La apre e trova la scheda d’iscrizione con una foto e un volto: è la ragazza fantasma. Si chiama Shaori. Sconcertata fa un’altra scoperta: nei dati scopre i nomi dei suoi genitori e quelli di Shaori. La ragazza scomparsa è una sua lontana cugina. Xiao esce dall’archivio in preda ad un forte turbamento. La scoperta spiega le strane ossessive apparizioni. C’è un legame di sangue. Shaori ha bisogno di lei. Deve trovarla come l’ha implorata nel richiamo telepatico. Il suo corpo deve essere ancora li, da qualche parte. Esce nel cortile deserto invaso dalle ombre della sera.

Da dietro un albero, in cortile, emerge la figura spettrale di Shaori. Con il cuore in gola Xiao si paralizza. Il fantasma solleva un braccio e indica una nuova direzione. Xiao si avvicina all’apparizione ma questa è scomparsa. Senza fiato per la tensione che la consuma, risoluta, segue l’indicazione. Attraversa il cortile semibuio. Si ferma davanti alla porta chiusa del sotterraneo della scuola. C’è ancora un cartello che avverte di non entrare per rischi di pareti pericolanti, chiuso da anni. Allunga una mano. La porta si apre da sola. E’ un invito a scendere. Accende la sua torcia elettrica e si avventura nelle ombre. Nel sotterraneo Xiao avanza con il cuore in gola. Poi vede ciò che rimane del suo cadavere. Poco lontano, una mano è protesa disperatamente verso la sua palla.

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Location da brividi…BRR!!!

S’inginocchia vicino ai poveri resti: è vestita come nelle apparizioni. E’ lei, Shaori. Xiao non ha mai visto un cadavere prima d’allora. Deve avvertire qualcuno, la polizia, i suoi genitori. Si volta e si trova faccia a faccia con il fantasma. Arretra impaurita. Shaori allunga la mano verso di lei, sorridendole per la prima volta. La paura svanisce: può liberare dalla sofferenza Shaori. Afferra delicatamente la mano della ragazza fantasma. E’ un istante. Xiao e Shaori diventano una cosa sola. In un lampo le due vite si fondono.

Il giorno dopo. Mattino. Scuola Tommaseo. Tutti parlano del ritrovamento del cadavere di Shaori morta in circostanze drammatiche anni addietro e della scoperta fatta da Xiao. All’entrata, David, Samantha e Johnny scorgono arrivare Xiao Shu, tranquilla, sorridente. Passa davanti a loro senza salutarli, senza riconoscerli. David la ferma, chiamandola per nome. Lei si volta, sorridendo enigmatica, osservandoli tutti e tre, la voce fredda. Dice loro, senza emozione, che non li conosce. Si volta e abbandona gli amici basiti. Xiao si dirige ai vicini giardini. Su un’altalena assapora il tepore del sole sulla pelle, il vento tra i capelli. Si ferma. Apre lo zainetto. Trae una palla bianca. La stringe tra le mani. I capelli neri e lunghi le ricadono sul volto.

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La fine di un incubo? O forse non è altro che un nuovo inizio?

E’ immobile sull’altalena. Il tempo si è congelato attorno a lei. Lentamente solleva il capo. Il volto è cambiato: è Shaori. Sorride enigmatica, la palla bianca in grembo.

E’ ritornata alla vita. Per sempre.

INTERVISTA AL REGISTA

Da dove nasce l’idea di TROVAMI?

Una domanda da cento milioni di dollari! La genesi di TROVAMI, lungometraggio horror che si ispira a una storia originale di fantasmi cinesi a Milano, è articolata su più piani narrativi, distribuiti in momenti e fasi diverse legati alla costruzione del plot, alla scrittura della sceneggiatura per terminare nel fatidico shooting, le riprese. La gestazione è stata lenta e ponderata. Riavvolgiamo il nastro indietro nel tempo. Mi spiego: nel biennio 2009-2010 ho ricevuto l’interessante offerta di tenere un laboratorio di scrittura creativa, sceneggiatura e regia cinetelevisiva presso la scuola media “N. Tommaseo” di Milano, in p.le Istria, nel quadro delle nuove attività di insegnamento extrascolastiche previste in quel periodo.

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La scuola in cui è ambientato Trovami

La classe che mi fu affidata, la II D, poi diventata III, rispose positivamente alle mie lezioni: è stato un gruppo variegato di allievi e allieve straordinario, eterogeneo, composto da giovani di nazionalità diverse, dinamici, attenti e affascinati dal mondo del cinema e della televisione, intrigati dalle tecniche della scrittura, desiderosi di carpire i segreti del nostro lavoro nella speranza, chissà, di diventare da grandi sceneggiatori, scrittori o registi. Come regista e sceneggiatore voglio aggiungere che sono stato molto fortunato sotto questo punto di vista poiché non capita spesso di trovare nell’humus delle scuole italiane questo genuino entusiasmo.

Non è presunzione quello che sto per dire: il nostro film horror TROVAMI è speciale, unico, girato con passione e amore. La cosa mi ha particolarmente colpito in senso positivo, soprattutto se teniamo in conto che è raro, oggi in Italia, riuscire a organizzare corsi di questa portata (regia, sceneggiatura, scrittura creativa) vista la cronica ristrettezza economica in cui versa l’apparato scolastico nazionale. Negli Stati Uniti, come in Giappone per esempio, due nazioni che conosco personalmente molto bene, laboratori sperimentali legati all’insegnamento di queste discipline artistiche, sono passaggi naturali previsti nell’ordinamento scolastico di questi Paesi lasciando libera creatività espressiva agli studenti, seguiti e diretti da professionisti del settore.

Nella mia classe, all’epoca, si sono messi subito in luce alcuni allievi e allieve che hanno contribuito fattivamente al raggiungimento dell’obiettivo finale del corso: scrivere un plot e la relativa sceneggiatura di un possibile cortometraggio da girare e mandare in concorso nei vari festival nazionali ed esteri. Una sfida che galvanizzò tutti. Dopo l’attenta selezione da parte mia dei soggetti elaborati più interessanti sono passato a un ulteriore scrematura; è a questo punto che mi è capitato in mano il plot di una mia brillante allieva cinese, Gao Meng Yao. E’ stata lei (onore al merito…) a costruire il concept base di quello che poi è diventato TROVAMI.

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Foto dal backstage: fantasmi al trucco

Come regista e sceneggiatore sono intervenuto direttamente script, limando e approfondendo i punti cardine dei tre atti focalizzando meglio la domanda drammaturgica di base, scrivendo i dialoghi dei vari personaggi, costruendo con attenzione assieme a Yao la figura dello spettro della giovane Shaori Yang che infesta la scuola, lasciando aperto un finale per un ipotetico seguito, firmando la regia del film. Va detto che i quattro protagonisti di TROVAMI sono stati i miei studenti che, calatisi per la prima volta nei panni di attori, hanno sperimentato sulla propria pelle cosa significa lavorare in una produzione su un set. Se teniamo conto che l’età è quella di ragazzi della terza media… beh, il risultato è stato eccezionale. Dalla mia esperienza personale di regista, ho visto in questi anni attori “adulti” lavorare con meno impegno e professionalità, dedizione e sacrificio se confrontati con il giovanissimo cast artistico di TROVAMI.

Oltre a Gao Meng Yao che ha scritto il plot base e che, tra le altre cose ha interpretato il personaggio chiave protagonista del film, la giovane studentessa cinese Xiao Shu, troviamo Giada Chen, altra mia allieva cinese nei panni dell’inquietante fantasma di Shaori Yang, l’antagonista di Xiao, Gabriele Grassi che interpreta David, lo scettico del gruppo, Salvatore Marongiu, il mediatore diplomatico e Weronika Wlodarczyk, nel ruolo di Samantha, l’amica del cuore di Xiao Shu.

Lo sviluppo del plot, mutato in più fasi, si è poi concentrato su mio suggerimento a Yao sul tema della ricerca della verità da parte del personaggio protagonista, la giovane Xiao, circa le misteriose e inquietanti apparizioni dello spettro di Shaori nella scuola dove la giovane protagonista studia con i suoi compagni di classe. C’è una morte, un corpo scomparso, un dolore rappreso tra le pareti dell’istituto scolastico. La scuola infestata dal fantasma, lo ricordo a titolo di cronaca, è stata proprio la “Tommaseo”, location perfetta, assieme alle strade e ai dintorni di p.le Istria.

L’atmosfera calzava alla perfezione per il mio film. La fotografia ne ha esaltato il lato misterioso. Un ultimo dato: in origine TROVAMI doveva essere un cortometraggio, un short movie horror asiatico lungo non più di quindici minuti, ma poi, vista la complessità della trama e l’evoluzione dei personaggi abbiamo deciso, nella fase di pre-produzione, per non snaturarne la forza insita nello script, di girare un lungometraggio vero e proprio della durata complessiva di settanta minuti. Dimenticavo… nel crew tecnico, ad affiancarmi durante le riprese, la mia aiuto regista Irene Zucchiatti, nonché fotografa di scena e l’amico argentino, Ivan Balderramo, D.O.P. direttore della fotografia assieme alla nutrita schiera dei vari membri del cast tecnico, tra cui alcuni colleghi giapponesi.

Ci racconti in due parole TROVAMI?

Come ho accennato, TROVAMI è un lungometraggio horror dal sapore tipico dell’ambientazione legata alle storie di fantasmi asiatici, in questo caso cinesi, che infestano una scuola. Il nostro punto di forza, se vogliamo leggerlo sotto questa luce, è che, per ovvi motivi di low budget e organizzazione, abbiamo deciso di girarlo in Italia e non in Cina (magari!) direttamente nelle locations messe a disposizione dalla scuola media “Tommaseo” a Milano nonché nei dintorni di p.le Istria. L’archetipo del personaggio protagonista è una giovane studentessa delle medie, la cinese Xiao Shu (interpretata da Gao Meng Yao) che indaga caparbiamente assieme ai suoi tre compagni di avventura, David, Johnny e Samantha sulle inquietanti apparizioni di un fantasma di una giovane studentessa, anche lei cinese, nella scuola. Il mosaico inizierà a comporsi innanzi agli occhi esterrefatti e terrorizzati della giovane Xiao. Scena dopo scena, la giovane inizierà a dipanare il velo misterioso, scoprendo infine la terrificante verità sul fantasma che risponde al nome di Shaori Yang (Giada Chen) legata in qualche modo a lei a doppio filo svelando un antico segreto… di più non vi dico. Se lo volete scoprire guardatevi i due trailer allegati a questa intervista e, ovviamente, il film scaricabile a puntate direttamente da CIELI DI PAROLE.

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Il nostro direttore sul set!

Il tuo rapporto con l’Asia e le tue precedenti esperienze dietro la macchina da presa. Ci racconti?

Il mio legame “sentimentale” con il continente asiatico, in particolare il Giappone, è antico e risale per passione già attorno ai quindici anni e poi per motivi professionali, da “grande” al mio lavoro di sceneggiatore, regista e scrittore. In particolar modo, oltre a paesi come Corea del Sud, Cina, Thailandia largamente attivi in produzioni di prima grandezza legate al cinema horror e al soprannaturale, il Giappone è stato ed è per me oltre che una fonte di lavoro, una vera miniera di miti, leggende, misteri, personaggi e creature inquietanti, soprannaturali, che ho deciso di trasportare sullo schermo. Uno scrigno magico colmo di tesori sconosciuti. La lettura profonda e attenta di due libri scritti da Shigeru Mizuki, L’enciclopedia dei Mostri Giapponesi, pubblicata in Italia dall’allora casa editrice Kappa Edizioni, ha scoperchiato il fatidico vaso di Pandora della mia mente, spingendomi a scrivere storie, sceneggiature per cortometraggi da girare e dirigere direttamente in Giappone. Il soggiorno in città come Osaka, Tokyo, Matsue, Kyoto, Sapporo, Nara o l’esplorazione in solitario della sterminata foresta dei suicidi, l’inquietante Jukai, alle pendici del monte Fuji ha folgorato la mia mente. Dal 2007, infatti, ogni due mesi, in estate la mia avventura prosegue dietro la macchina da presa mettendo in scena, grazie a un’ormai consolidata collaborazione e amicizia con i colleghi nipponici e con alcune case di produzione locali le mie storie, i miei sogni… i miei incubi personali, dando sfogo a una personale visione cinematografica del mondo soprannaturale giapponese, dei suoi fantasmi… i temibili Yurei, della vita dopo la vita ma anche e al tempo stesso il cerchio perfetto che lega queste “forze” al quotidiano mondo del vivere, dell’amore tra un uomo e una donna, della famiglia, dell’odio e della gelosia e del potere devastante che ne deriva, dalla solitudine che sboccia quando tutto finisce, quando perdi la persona amata e non solo per una classica, oserei dire banale rottura sentimentale, ma soprattutto quando questa muore, ti viene portata via…

Valenze, emozioni, colori, profumi, luoghi che mi hanno spinto a scrivere e dirigere corti e mediometraggi nella terra del Sol Levante, che ad oggi nel 2011, sento molto vicino al mio cuore, al mio modo di essere e percepire il mondo circostante che si trasla inevitabilmente attraverso l’inquadratura dentro alla macchina da presa. Quando giro è come se spalanco una porta: c’è un corridoio buio davanti a me, infinito. Una corda vibra nel vuoto. Mi aggrappo e la seguo. Mi spingo dentro, armato della torcia della creatività. Vedo i miei personaggi, i miei fantasmi, le mie creature. Sto bene. Filmico e profilmico si sposano, coniugandosi in una danza silenziosa, partoriscono le mie storie avvolte da questa magia impalpabile. Oggi più che mai se mi chiedessero “rifaresti tutto di nuovo?” la mia risposta sarebbe netta: si… assolutamente e senza alcun dubbio!

Se a questo aggiungiamo l’onore e l’emozione di aver conosciuto di persona registi e sceneggiatori di prima grandezza del cinema horror nipponico che reputo i miei mentori personali, i miei “fari guida”, quali Takashi Shimizu (The Grudge, Ju-On), Hideo Nakata (la saga di The Ring) e Takashi Miike (The Call, Audition) il cerchio è perfetto. I lavori girati sono molti (leggete la biografia), i più recenti, quelli dell’estate 2011 sono i due mediometraggi The Box: la scatola e Noroi: la maledizione. A questi aggiungerei i lavori precedenti: la raccolta antologica dei corti Dark Tales of Japan: vol. 1, il mediometraggio coreano Memories e il giapponese L’ombra dello Spirito, i cortometraggi sperimentali Yoru No, Silk, Maneki Neko e Lost Love. Ma è soltanto la punta dell’iceberg. La corda è lunga e si perde nelle tenebre…

Problematiche relative alla produzione del film low cost ?

Le difficoltà esistono sempre su un set, anche in quelli di produzioni messe in piedi con budget rilevanti e di tutto rispetto. I giovani filmmakers di cortometraggi sanno bene cosa intendo. Oggi in Italia, diversamente da altre nazioni, la difficoltà di reperire fondi ed equipaggiamenti logistici (mdp, props, costumi, make-up e SFX, materiali legati alle riprese, luci, nonché gli attori…) sono sempre una spina nel fianco per i giovani registi e non solo. E’ la volontà, la passione e l’amore per questo lavoro che ti fa superare difficoltà incredibili al cui confronto l’Everest sembra una collina sbiadita e banale, oltre a una buona dose di pragmaticità, programmazione e capacità direttiva dei reparti tecnici. Nel nostro caso, TROVAMI ha avuto la fortuna, oserei dire quasi magica, di comporre una squadra tecnica di professionisti che hanno prestato quasi gratuitamente, per passione, amore per la trama del film, simpatia e amicizia nei miei confronti e degli studenti della scuola “Tommaseo” le loro qualità professionali artistiche. Non è cosa da poco. Chi come me svolge questo mestiere, sa cosa intendo. L’atmosfera sul sete di TROVAMI è stata unica, irripetibile e sono veramente felice del risultato finale ottenuto, nonostante i classici “intoppi” tecnici che avvengono e che bisogna risolvere: ma questo fa parte delle regole del cinema.

Gli attori: ragazzi non professionisti, come è stato lavorare con loro?

Sono stati molto bravi, professionali. Non è cosa da poco se teniamo a mente che era la loro prima esperienza attoriale: ragazzi e ragazze di dodici, tredici anni che debuttano sul grande schermo davanti alla macchina da presa. Non è male. Mi piace pensare a TROVAMI come a un horror asiatico sui generis innestato nel tessuto culturale italiano, a Milano, legato ad una pericolosa avventura soprannaturale di quattro ragazzi coraggiosi che entrano in contatto con la realtà spettrale di un fantasma di una giovane, loro coetanea, che li tormenta, che li cerca. Permettimi un paragone: è come pensare a uno Stand by Me di Stephen King, la versione cinematografica, che in più ha il sapore del rito di passaggio, nel nostro caso horror. Con Yao, Giada, Davide, Salvatore e Weronika, i quattro giovani attori protagonisti, abbiamo seguito un iter rigoroso: prove copione dei dialoghi per un mese intero prima delle riprese, degli abiti di scena, dei vari make-up (particolare attenzione è stata messa nella costruzione del trucco e degli effetti speciali legati al fantasma di Shaori Yang), foto e sopralluoghi delle locations previste nella sceneggiatura prima del fatidico primo ciak.

In termini produttivi, il film è stato girato in quindici giorni di shooting spalmati nell’arco di due intense settimane e mezzo di lavoro: convocazioni alle otto del mattino, pausa pranzo con il cast e lavoro fino a tardo pomeriggio. Interni e esterni, nella scuola e nei dintorni secondo il piano di lavorazione giornaliero. Brave anche tutte le comparse e i generici convocati nelle varie scene, soprattutto gli studenti nelle classi e all’esterno, nella sequenza finale del terzo atto, dopo il drammatico climax centrale. Hanno tenuto tutti bene, per quanto li ho visti nell’ultima fase abbastanza provati e stanchi, soprattutto le due protagoniste, Yao e Giada sulle cui spalle pesava l’intero film… ma il risultato finale ci ha ripagato della fatica. Ne è valsa la pena.

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Una simpatica foto di gruppo…

Il premio di Hong Kong. Il coronamento di un percorso. Emozioni, sensazioni?

E’ stato un regalo che ha illuminato i nostri cuori. Avevamo iscritto fuori concorso al festival del cinema horror di Hong Kong nel 2010 TROVAMI, presentandolo senza la presunzione di vincere qualcosa. I festival sono ottime piazze soprattutto per presentarsi, per allacciare amicizie con produttori, colleghi registi e sceneggiatori, per creare alleanze e costruire importanti progetti artistici. Bisogna accedervi con umiltà. E’ un iter che ogni filmmaker segue quale passaggio conclusivo del proprio duro lavoro. Il colpo di scena mi ha spiazzato, in senso buono intendo dire.

I colleghi in sala mi hanno guardato tutti quanti quando è stato fatto il nome del film (in cinese…) come per dire… “stanno chiamando te… hai vinto!”. Mi sono alzato, ho fissato basito la platea come un marziano sceso da un disco volante e ho pensato: “Incredibile!” Il nostro lungometraggio ha ricevuto un premio per la regia e una menzione come miglior lavoro con attori non professionisti (i miei studenti) e per l’originalità della storia, tipicamente asiatica, innestata in un contesto italiano che ha sorpreso molti colleghi asiatici e non presenti al festival. Ciò, mi ha spronato a concepire un possibile seguito e, sempre a Hong Kong, sono nate nuove idee, nuove trame. La sensazione? Che possiamo fare molto e tanto in Italia sotto questo punto di vista: basta crederci, basta volerlo. TROVAMI e i miei giovani attori me lo hanno insegnato! Se si ha un sogno, un corto o un lungometraggio, coltivatelo, difendetelo, amatelo e portatelo a termine a tutti i costi. Tenete duro!

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Moltissimi. Non voglio elencarli tutti poiché rischierei di annoiare gli amici lettori. Direi che il primo in ordine di importanza e di work in progress è l’avvio dell’episodio pilota di una nuova miniserie formata da sei episodi dal titolo Asian Horror: sei incubi, sei storie, da me concepita e scritta ai tempi del festival di Hong Kong. Saranno episodi autoconclusivi, senza la costrizione di un cast artistico di attori e attrici fissi: di episodio in episodio, volti nuovi e storie diverse trasporteranno lo spettatore nell’oscuro mondo dei fantasmi cinesi.

Asian Horror racchiude in sé un fil rouge tutto suo, una fragranza tipica: le storie, della durata di quaranta minuti circa, sono espressamente legate alle leggende e alle storie che narrano di spettri cinesi che ho trovato su vecchi testi. Ebbene si: questa volta ci spostiamo nella grande Cina. Ogni plot affronterà temi soprannaturali e inquietanti che avranno come protagoniste locations e ambientazioni tipicamente italiane. Attori e attrici cinesi incontreranno i loro colleghi italiani, creando attraverso la miniserie un ponte, un confronto tra queste due nazioni: Cina e Italia, oriente e occidente, sull’onda del brivido e del terrore soprannaturale. A breve, agli inizi del 2012 prevediamo di girare un trailer e un teaser che renderemo disponibile in rete.

All’orizzonte si profila l’estate del prossimo anno in Giappone: tornerò per girare altre due storie horror, ma al momento non posso svelarvi di più: vi dico solo che mi ispirerò per la prima sceneggiatura al dramma dello tsunami che ha devastato il Giappone l’11 marzo scorso. Progetti mi chiedevi? Beh… continuare a scrivere racconti e sceneggiature, dirigere CIELI DI PAROLE e seguire il format radiofonico sulla web radio RDN-Radio dei Navigli. Dite che basta?

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Un anticipazione? Un corda? Che dire…state sintonizzati!

Il cast

Di seguito per i lettori di CIELI DI PAROLE le presentazione degli attori protagonisti attraverso una breve auto-descrizione.

GAO MENG YAO (Xiao Shu)

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Mi chiamo Gao Meng Yao, ho dodici anni. Sono una ragazza cinese. Sono nata a Milano, il 12 agosto sotto il segno del leone.

Ho gli occhi castani scuri ed i capelli neri che di solito tengo sciolti. Mi piace mettere i jeans ed odio indossare gli stivali, perchè non mi fanno correre bene. Il mio sport preferito é la pallavolo. Nel tempo libero esco con le mie amiche ed il venerdì vado al parco vicino la scuola con le mie compagne di classe Florencia, Yasmina e Houda.

Fare questo cortometraggio é stato bello poiché ho fatto una nuova ed importante esperienza; mi sono resa conto, però, che fare l'attrice non é una passeggiata e che, al contrario, é molto impegnativo.

GIADA CHEN (Shaori Yang, e il fantasma tormentato di Shaori)

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Mi chiamo Giada Chen. Sono cinese ma sono nata a Milano ritornando in Cina da piccola, rimanendovi fino alle elementari. Ho tredici anni. Mi piace molto la musica, soprattutto cantare e suonare il flauto. Nel lungometraggio “Trovami” interpreto il ruolo di una giovane studentessa cinese, Shaori Yang, che muore a causa di un incidente nel sotterraneo della scuola dove studia. Il suo corpo non verrà mai più ritrovato. Ritorna sotto le vesti di un fantasma “cinese” che infesta l’intero edificio della scuola, in cerca di pace. Shaori, in vita, era la cugina di Xiao Shu, interpretata da Gao Men Yao. Xiao non sapeva di aver una cugina e quindi, nella sceneggiatura, il mistero si infittisce fino a quando le apparizioni del fantasma di Shaori tormenteranno la povera Xiao, portandola al punto psicologico di rottura. Shaori vuole la vita, a tutti i costi, e non si fermerà davanti a niente e nessuno. Lavorare come attrice, per la prima volta in un film, è stata un’esperienza affascinante che mi è piaciuta molto, poiché ho imparato un mestiere nuovo, l’attrice per l’appunto, scoprendo che non è facile fare questo lavoro, impegnativo e ricco di sfide. Per questo motivo al nostro regista Fabio Fox Gariani faccio tanti complimenti per il lavoro che ha fatto dirigendomi in questa produzione. Grazie Fabio Fox!

WERONIKA WLODARCZYK (Samantha)

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Mi chiamo Weronika Wlodarczyk sono polacca, ho dodici anni, il mio segno zodiacale è la Bilancia. Le mie materie preferite sono: matematica, educazione fisica e geografia. I miei animali preferiti sono i gatti e i cavalli. Adoro il colore blu, azzurro e il rosa chiaro. Il mio attore preferito è Johnny Depp. I film che mi hanno colpito sono Alice in Wonderland, Pirati ai Caraibi e l’horror Constantin. I miei cantanti preferiti sono Vasco Rossi e Micheal Jackson. I miei sport preferiti sono la corsa e il salto in lungo. Nel tempo libero mi piace guardare la TV, ballare, leggere e ascoltare la musica. Se dovessi descrivermi con una sola parola, sarebbe “impossibile”… perché riesco a fare tutto ciò che voglio.

GABRIELE GRASSI (David)

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Mi chiamo Gabriele Grassi (ma gli amici mi chiamano Gabo) ho tredici anni, sono alto e magro (anche se mangio tanto), porto gli occhiali da vista, nato a Segrate in provincia di Milano il 9 di aprile del 1997 e sono del segno dell’Ariete. I miei film preferiti sono: Green Zone, Io Robot, Io Sono Leggenda, Salvate il Soldato Ryan e Blade Runner (che piace anche ai miei genitori). Come attori i miei preferiti sono: Matt Damon, Russell Crowe, Tom Cruise, Harrison Ford e Clint Eastwood. I colori che preferisco sono il rosso, l’arancione e l’azzurro. Tifo, anche se non troppo, la squadra del Milan e non pratico sport tranne lo sci alpino ma gioco tanto alla XBOX360 (e i miei si arrabbiano). Suonavo la chitarra ma poi ho capito che non faceva per me. Le canzoni che ascolto di più sono: American Superstar, Who are you e Arab Money.

SALVATORE MARONGIU (Johnny)

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Mi chiamo Salvatore Marongiu ho tredici anni e sono il ragazzo che interpreta Johnny nel cortometraggio “TROVAMI”. Sin da piccolo ho sognato di fare un film e grazie a Fabio Fox Gariani ci sono riuscito. Alle elementari ero sempre uno dei protagonisti della recita scolastica.

I miei hobby sono calcio, basket e il mio colore preferito e l’azzurro e il verde ed è per questo che nel film ho scelto di indossare la felpa azzurra. Nel futuro vorrei avere la possibilità di fare un film che andrà al cinema.

Il cast tecnico

FABIO FOX GARIANI (Regista e sceneggiatore)

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Classe 1962, è scrittore, sceneggiatore, regista e giornalista. Dal 2003 è docente di due cosi: Scrittura Creativa il primo, e di Sceneggiatura e Regia Cinetelevisiva, il secondo, presso la Società Umanitaria di Milano. E’ curatore e editor della collana “Cieli di Parole” dell’Umanitaria di Milano.

Collabora in qualità di sceneggiatore e soggettista con la casa di produzione video cinetelevisiva 422 WEBCAST di Milano e con lo studio di postproduzione ONDE VISIVE. Ha creato e curato nel 2003 la collana SCENA DEL CRIMINE, dedicata alla Criminologia e alle Scienze Forensi, edita da Ulysse Netwok, pubblicando i quattro volumi: Il Caso Cogne, Erika e Omar, Il Mostro di Firenze, Il delitto Gucci. Per la casa editrice RIZA di Milano pubblica nel 2002 il saggio "L'Autoguarigione: viaggio nell'Italia misteriosa" nella collana RIZA SCIENZE. Nel 2005, in collaborazione con l’editore Franco Maria Ricci cura il libro Re di Scacchi in occasione delle Olimpiadi scacchistiche di Torino nel 2006. Dal 1988 al 1999 é stato collaboratore presso il quotidiano IL GIORNALE. Nel periodo 1988-1990 ha creato e diretto la rivista di fantascienza, fantasy e mistero S&F: SCIENZA E FANTASIA edita dalla Italy Press di Milano. Nello stesso periodo inizia ha collaborato con il settimanale DONNA MODERNA, scrivendo brevi pezzi per la pagina della Scienza, quella del Cinema e dei Libri. Dal 1995 al 1997 ha scritto per il mensile X-FILES dedicato all'omonima serie televisiva di Chris Carter, edito dalla Magic Press di Roma collaborando con l’ufficio stampa di Italia 1.

E’ stato autore e sceneggiatore del format INSOLITO MAGAZINE: Indagini nell'Italia misteriosa" (12 episodi) per la prima Web tv italiana NETSYSTEM durante la stagione del palinsesto 2000-2001. Dal 2001 al 2003 ha lavorato per DISNEY CHANNEL in qualità d’autore di testi per il programma LIVE ZONE, in onda sull’omonimo canale satellitare. In ambito giornalistico è stato corrispondente del mensile STARGATE (Edizioni Futuro, Roma) dal 2000 al 2003. Ha collaborato con il mensile BEST MOVIE nel 2005-2006.

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Una foto ‘rubata’ dal set di Trovami durante le prove.

In ambito cinematografico ha scritto e diretto il mediometraggio IL CANE DI PIETRA (2005), AMORE IN BILICO (regia e sceneggiatura, 1997), MEFISTO (regia e sceneggiatura, 1996), VIAGGIO IMMAGINARIO (regia, soggetto e sceneggiatura, 2000), LUCE (regia, soggetto e sceneggiatura, 2001) IL GIOCATTOLO DEL DIAVOLO (regia, soggetto e sceneggiatura, 1996), CHI HA PAURA DELLE STREGHE? (regia, soggetto e sceneggiatura, 2002), SIREN SONG (regia videoclip musicale, 2006) I GLADIATORI DELLA SCACCHIERA (regia, soggetto e sceneggiatura documentario sulle 37° Olimpiadi degli Scacchi a Torino 2006 per la Federazione Scacchistica Italiana,) e i recenti cortometraggi horror LOST LOVE, MANEKI NEKO, YORU NO, MICHIKO, RYOKAN YUREI (regia, soggetto e sceneggiatura)in collaborazione con produzioni e colleghi giapponesi, e il mediometraggio horror MEMORIES di stampo coreano.

Attualmente è prossima l’uscita nella collana Horror della Mondadori il romanzo lungo Wendigo. In lavorazione c’è un nuovo romanzo horror ambientato in Giappone, dal titolo provvisorio Sakuko, ed una successiva antologia di racconti lunghi legata ai fantasmi e alle creature fantastiche dei miti giapponesi. Da questi è in produzione la nuova serie a fumetti Manga nipponici, SAKUKO, prevista in uscita per il prossimo futuro. Il recente mediometraggio horror “TROVAMI”, una tipica “ghost story” di fantasmi cinesi, è la sua ultima fatica.

IRENE ZUCCHIATTI (Aiuto regista e make-up)

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Irene Zucchiatti nasce a Monza il 30 maggio 1978.

Dopo una lunga permanenza a Milano, dove frequenta la scuola di fototografia John Kavendash, decide di viaggiare per il paese per seguire la sua passione per la fotografia fino ad abbandonare l’Italia per intraprendere un’avventura per la Repubblica Domenicana ed Haiti dove realizza un reportage sulle condizioni sociali e culturali della gente del posto. Rientrata in Italia nel 2007, collabora ancora tuttora con diversi fotografi di Milano. Sempre alla ricerca di nuove esperienze, nel maggio del 2010, partecipa come assistente alla regia al mediometraggio “TROVAMI”.

IVAN BALDERRAMO (Direttore della Fotografia)

Ivan Gabriel Balderramo nasce a Cordoba (Argentina) il 4 luglio 1980. Dalla passione ricevuta dal padre per la fotografia, alla scuola frequentata (Universita' Nazionale del Cinema e TV di Corboda), la sua vita e' tracciata dalla fotografia.

Non ha ancora completato gli studi quando l'agenzia di moda Mannequin's lo assume come fotografo e cameramen, fino ad allargare la sua attivita' alla regia prima di videoclip musicali fino a cortometraggi per il cinema e la pubblicita'. Il suo estro affiora con forza e, infatti, viene subito notato dallo studio fotografico Sepia FotoCafe' che gli commissiona vari lavori come fotografo di moda, ottenendo anche un impiego come professore di fotografia. Nel 2004 realizza un catalogo per una linea di costumi da bagno, che permette ad Ivan di far conoscere il suo stile ad uno dei art director più importante di Cordoba. Tra i due nasce subito una forte sintonia, al punto di intraprendere insieme una folgorante carriera fotografica e artistica a Buenos Aires.

Ma il percorso non si ferma qui. Il fotografo viaggia fino alla Repubblica Domenicana per collaborare con la compagnia Sky Vision. Qui conosce il fotografo di moda italiano Gik Piccardi, famoso per le sue campagne pubblicitarie per la linea intima Lovable, anche con lui comincia una stretta amicizia che lo porta, una volta giunto in Italia ad assisterlo per delle campagne pubblicitarie e cataloghi. Ormai da quasi tre anni a Milano, Balderramo, continua la sua carriera fotografica come free lance, ottenendo buoni risultati che lo stanno portando ad essere sempre più apprezzato nel settore della moda.

RAFFAELLO D’AMBROSIO (Attrezzista)

Nasce a Bari il 5 luglio 1976. Cresciuto con la musica leggera suonata dalla madre, si appassiona di musica fin da bambino. A sedici anni, la scoperta dell’elettronica grazie al mondo delle discoteche lo porta a collaborare con i locali più underground della Puglia come PR ed organizzatore d’eventi musicali

Nel 2006 arriva a Milano dove lavora come consulente comunicativo per i locali della città e come deejay di musica Chill out e Ambient. Attualmente collabora come Art Director e deejay per lo Zoom, locale emergente ed innovativo di Milano.

BENEDETTA IULA (Ciakista)

Ho tredici anni e sono nata il 16 gennaio 1997 ad Acropoli (Sa). Fin dall’età di tre anni ho vissuto a Palinuro, poi nel 2000 mi sono trasferita a Torino e nel 2006 a Milano. Le cose che adoro fare sono stare con i miei amici (le persone della mia vita, sostanzialmente), scrivere, rilassarmi e soprattutto meditare, cosa che faccio soprattutto in estate quando il cielo è bellissimo e mi ispira pensieri profondi. Sono stata estremamente felice di lavorare nel cortometraggio “TROVAMI” in qualità di ciakista, poiché è un modo per tuffarsi nel mondo del lavoro, per mettere alla prova le proprie capacità e perché è necessario svolgere un vero e proprio lavoro di squadra con l’intero cast tecnico e artistico, non dimenticando d’essere sempre concentrati e in sintonia con i propri colleghi, cosa piuttosto facile, grazie al fatto che tutti ci conosciamo. Certo, produrre questo cortometraggio in così poco tempo (sedici giorni di lavorazione nell’arco di un mese) e in condizioni talvolta non sempre favorevoli alla nostra concentrazione, non è stato affatto facile, ma sono sicura che tutti i nostri sforzi verranno ripagati. In ogni caso, nonostante le sgridate ricevute dal regista, non sono mancati intensi momenti di risate e divertimento (soprattutto durante le prove).

YASMINA EL AMRAOUI (Assistente Operatore)

Ho dodici anni e sono nata a Segrate (Milano) l’8 luglio 1997. Mi ritengo una ragazza simpatica. Lo sport che pratico di più e con passione è la pallavolo. Il mio colore preferito è il celeste (mi ricorda il cielo…) e il cibo che amo maggiormente sono le lasagne! Dalla prima media io e la mia classe, la II D della scuola Tommaseo, stiamo proseguendo intensamente un corso di scrittura creativa, sceneggiatura e regia, tenuto da Fabio Fox Gariani, scrittore, regista e sceneggiatore molto bravo nel spiegare il suo lavoro nei corsi che tiene. In prima media abbiamo imparato in quali parti si divide e come deve essere un testo narrativo (racconto e romanzo), come lo si scrive e le tecniche. In seconda media, siamo passati alla sceneggiatura e alla regia cinematografica, apprendendo come si scrive un plot, una scaletta, il trattamento, i dialoghi, la sceneggiatura, la grammatica della regia e il ruolo fondamentale delle inquadrature e dei movimenti della macchina da presa su set. Durante il corso, Fabio Fox ha scelto il plot di Yao. Abbiamo così dato il via alla realizzazione del cortometraggio horror “TROVAMI”. In questa produzione ho rivestito il ruolo di assistente operatore imparando moltissime cose sull’impiego della macchina da presa, scoprendo che fare cinema è un lavoro di squadra, che ci si deve impegnare moltissimo per raggiungere un buon risultato finale. Il cortometraggio, infatti, è venuto benissimo poiché abbiamo faticato moltissimo ma anche grazie alla direzione del nostro regista, Fabio Fox, che ci ha fatto vivere intensamente un’esperienza unica e su più livelli (dal trucco alla costruzione degli effetti speciali usati nel finale del corto). Un grazie va anche al nostro prof. Carlucci per averci fatto lavorare sul set durante le riprese nelle sue ore di lezione.

HOUDA LEND (Segretaria di Edizione)

Ho tredici anni e vengo dal Marocco ma sono nata a Milano. Nel tempo libero adoro andare al parco con le mie amiche oppure vagando nel far shopping con mia sorella Jasmine. Di tempo libero non ne ho molto dato che durante la settimana, escluso il week-end, mi dedico interamente allo studio. Le materie da me preferite sono tante ma quelle che adoro di più sono storia e scienze; da grande vorrei diventare una scienziata o un’astronauta e salire nello spazio. I miei animali preferiti sono il delfino e il cavallo, mentre i miei colori prediletti sono il viola e l’indaco, il primo perché va di moda e il secondo perché rappresenta la natura. Il genere musicale che ascolto è il pop e la cantante che seguo maggiormente è Lady Gaga. In genere non guardo molto i film horror (anche se “TROVAMI” lo è in pieno…) ma seguo di più quelli di fantascienza. Amo molto viaggiare soprattutto in Marocco e, per fortuna, d’ora in poi dovrò andarci almeno tre volte l’anno. Il corso di scrittura creativa, sceneggiatura e regia che si tiene nella II D è molto interessante poiché ho imparato moltissimo sulle complesse tecniche di scrittura e cinematografia: dai movimenti della macchina da presa, alla legge dei 180° con gli attori, alle inquadrature, alle tecniche di produzione. In “TROVAMI” ho rivestito il ruolo di Segretaria di Edizione a fianco del regista seguendo e annotando sul bollettino di ripresa i tempi di tutti i ciak e l’andamento progressivo delle trentaquattro scene che compongono il cortometraggio, indispensabili nella fase finale di montaggio.

FILMATO SCENE 1-8

Come promesso le prime otto scene del film.

 

State sintonizzati perché a breve ci sarà un’intera puntata dedicata all’horror italiano su Radio dei Navigli / Channel 24 in cui si parlerà anche di ‘Trovami’.


Stay tuned, come dicono i nostri amici di RDN – Radio dei Navigli!

2 commenti - Commentate qui!:

  1. grazie Gelo! troppo buono, in realtà è il film che è bello :)

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