Cieli di Parole

Rivista di scrittura, cinema, TV e tutto quanto fa cultura

11 settembre 2011

Intervista a Fabrizio Cocco, Editor Narrativa della Casa Editrice Longanesi

di Mimma Zuffi 

Era una calda mattina di agosto e mi apprestavo a varcare il portone della Casa Editrice Longanesi, chiedendomi quali sarebbero state le risposte che Fabrizio Cocco avrebbe dato alle mie domande. Avrebbe pontificato? Mi avrebbe guardato dall'alto in basso? ...e invece...

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1) Come nasce e si sviluppa il suo lavoro di Editor di Narrativa in casa editrice?

Sono un editor atipico, forse. Non sono nato e cresciuto in questo ambiente, ci sono arrivato alle soglie dei quarant’anni. Prima ho fatto di tutto, dall’operaio mentre mi laureavo in filosofia all’insegnante, poi il copywriter di un’agenzia pubblicitaria, e poi cinque magnifici anni in una finanziaria, nella Direzione Comunicazione, con una responsabile e un gruppo di lavoro semplicemente straordinari. C’è un tratto comune? Credo di sì: la voglia di comunicare, la passione per la comunicazione. In tutti questi anni ho anche fatto il lettore esterno, proprio per Longanesi. Ed è sempre stata anche questa una passione. L’occasione di lavorare nell’editoria mi ha permesso di coniugare queste due anime in un lavoro che ogni giorno è diverso e ogni giorno ti sfida, mettendo alla prova le tue competenze.

2) Tracciamo la “giornata tipica” dell’editor: arriva al mattino in redazione e…

Non comincia il mattino: spesso comincia la notte o la sera prima! Questo perché lavoriamo con i mercati esteri e in particolare con gli Stati Uniti, e quindi per banali ragioni di fuso orario spesso parte del lavoro viene svolta in orari improbabili… Del resto la tempestività è tutto, in questo mestiere. Se però esistesse una giornata tipo solo ufficio, prevederebbe… L’imprevedibile. Che poi è il bello di questo lavoro. Ci sono giorni in cui c’è un libro urgente da leggere e non può esistere altro, ci sono giorni in cui preoccuparsi del publishing dei libri in uscita, altri in cui rivedere le bozze di un romanzo, altri ancora in cui si lavora fianco a fianco con l’autore… E altri in cui succedono un po’ tutte queste cose insieme.

3) Con quali criteri vengono scelte le opere di narrativa che pubblicate? Quali sono, in questo contesto i “must” di scelta per la pubblicazione?

Non esistono criteri prefissati. Diciamo che dei paletti orientativi, dei ‘confini’ entro cui muoversi, sono dati dalla filosofia, dal DNA della casa editrice. Il catalogo sedimentato, che costituisce il capitale di credibilità presso i librai e presso il pubblico, è ciò che orienta di più nella scelta. Nel caso specifico di Longanesi, inoltre, se c’è un impronta editoriale è quella della capacità di scegliere e pubblicare libri in grado anche di fare uno ‘scarto’. Scegliere libri che, semplicemente, prima non c’erano. Era impensabile un romanzo sulla filosofia con protagonista una bambina, eppure Il mondo di Sofia è ancor oggi uno dei long seller della casa editrice. Longanesi non è specializzata in romanzi per ragazzi? Eppure La storia infinita è stata portata in Italia all’interno del catalogo Longanesi.  Per un motivo semplice: era un grande romanzo. E con la stessa filosofia, per stare a tempi e libri più recenti, abbiamo pubblicato L’atlante di smeraldo di John Stephens: un romanzo senza tempo, per tutti, inventivo, profondo e allo stesso tempo di perfetto intrattenimento. Un romanzo capace di rinnovare il genere. Così come ha fatto L’allieva, della bravissima e giovanissima esordiente messinese Alessia Gazzola: un forensic thriller tutto italiano con personaggi genuini, di immediata simpatia, capace di combinare la competenza in campo medico forense finora appannaggio degli autori statunitensi (del resto Alessia è un medico legale) con la verve e l’ironia di personaggi alla Bridget Jones. Come dicevo, un tipo di romanzo che, semplicemente, prima non c’era.

4) L’editor è come una specie di “angelo custode” dello scrittore nell’ardua e complessa fase che precede la pubblicazione (lettura, editing… trim and cut come si suol dire del testo). Che consigli si sente di dare agli aspiranti giovani editor del panorama editoriale italiano?

Sono l’ultima persona che può dare consigli! Questo non solo perché è da relativamente pochi anni che faccio questo mestiere, ma anche perché è un mestiere in cui c’è sempre da imparare. In fondo, è una delle cose che mi piace di più. Un consiglio però lo posso dare ed è quello che do anche a me stesso ogni giorno: non perdere mai la curiosità e la capacità di ascoltare. Si impara da tutto e da tutti, ed è ancor più vero quando si lavora a stretto contatto con un autore.

5) Tracciamo la “carta di identità” dell’editor: qual è il DNA che lo deve comporre?

Oltre alle caratteristiche più evidenti, che è quasi inutile sottolineare (come la passione per la lettura, l’interesse per l’editoria e così via), direi che nel DNA di un editor c’è una cosa che non deve mancare: la curiosità, come dicevo prima. Curiosità per tutto ciò che è nuovo. Per le forme di comunicazione visiva, musicale, multimediale oltre che scritta. Per i testi e i sottotesti. Per le cose nuove dette in modo vecchio e le cose vecchie dette in modo nuovo.

6) Come lavorate in casa editrice? Quali e come sono organizzate le fasi di produzione dei libri pronti per essere lanciati sul mercato?

Il processo produttivo è una filiera piuttosto complessa. Ci sono però due aspetti che mi preme mettere in evidenza. Il primo: la capacità di comunicare ai librai. E’ la passione dei librai per il loro lavoro che anima questo mercato. Il compito di chi lavora in una casa editrice è anche quello di parlare con questi eccezionali interlocutori e saperli coinvolgere in un progetto comune. Il secondo: la capacità di comunicare al pubblico finale. Questo passa attraverso le attività di marketing e di ufficio stampa, attraverso la confezione del prodotto (la copertina, il risvolto, l’eventuale fascetta) e attraverso la capacità di suscitare il passaparola. 

7) Quale iter operativo deve seguire un Autore deciso a sottoporvi un romanzo, un saggio o un’antologia di racconti?

Ci sono molti modi per mettersi in contatto con una casa editrice: contattandola direttamente o attraverso un agente, per esempio. GeMS però ha fatto un passo in più: ha creato il primo concorso letterario on line per scrittori esordienti, Io Scrittore, nel quale sono i partecipanti a valutare le opere degli altri partecipanti. Si crea così un felice cortocircuito tra lettori e scrittori che porta in risalto romanzi d’esordio originali, sorprendenti. A mio parere, è un’iniziativa estremamente innovativa e feconda.

8) La copertina messa a punto dal reparto grafico viene scelta assieme all’Autore? Nel caso non fosse per niente soddisfatto in qualità di editor come procedete?

Ogni caso è diverso e ogni autore è diverso, quindi non c’è una risposta unica a questa domanda… Una cosa è sicura: difficilmente si arriva al punto in cui un autore non è «per niente soddisfatto», perché il processo è condiviso e mediato, pur nel rispetto dei rispettivi ruoli e delle competenze di ciascuno.

9) In Italia si continua ad affermare, su più fronti, che si legge poco. Dalla sua personale esperienza è vero? Le fiere del libro (Torino o Francoforte tanto per citare qualche esempio famoso) possono contribuire a un contatto più profondo tra il pubblico e la narrativa di genere?

Sì, è vero ed è un problema. Rispetto ad altri Paesi, la percentuale di lettori (deboli o forti che siano) è molto bassa. Le fiere del libro come quella di Torino (per noi italiani, quella di Francoforte è più che altro una fiera per addetti ai lavori) o quella di Mantova o di Pordenone, in cui lettori e autori sono a stretto contatto, aiutano sicuramente. Non basta. Occorrerebbe lavorare sulla scuola. Occorrerebbe lavorare sulle famiglie. Occorrerebbe far percepire la lettura primariamente come un piacere, non soltanto come un’opportunità di arricchimento culturale. Sono troppo eretico se dico che occorrerebbe un approccio più laico, meno sacrale, al libro, un approccio che aiuti le nuove generazioni a vedere nei libri un prodotto di consumo e di intrattenimento?

10) Quante collane e di che generi pubblicate?

Longanesi è una casa editrice generalista. C’è una macrocollana, La Gaja Scienza, in cui vengono pubblicate le opere di narrativa di genere e non. Ci sono collane di saggistica. Ma anche collane dedicate ai libri del mare, all’archeologia… Diciamo però che la vocazione principale di Longanesi era e resta la narrativa, straniera e italiana.

11) Quale Autore, o Autori, potrebbe considerare l'alfiere della scuderia Longanesi?

Sono molti! Ma dovendone nominare uno, direi Wilbur Smith: un autore storico della lista Longanesi, un vero maestro dell’avventura, l’autore straniero tuttora più letto in Italia, un uomo che a oltre ottant’anni è capace di rinnovarsi, di sorprendere, di appassionare anche chi non l’aveva mai letto prima. Come è capitato con l’ultimo che abbiamo pubblicato, La legge del deserto: alle sue presentazioni (che conduce con presenza e dinamicità invidiabili) ho visto persone di tutte le età in coda per farsi autografare il libro.

12) Cosa bolle in pentola per le prossime uscite dell’autunno-inverno?

Tanti ritorni, come quello di Donato Carrisi che dopo Il suggeritore ha scritto un thriller di rara potenza, Il tribunale delle anime. O di Marco Buticchi, che con La voce del destino ci ha regalato un’avventura semplicemente maestosa. Voci inattese e sorprendenti, come quella di Gianfelice Facchetti che ha scritto un libro su suo padre, Giacinto, che non mancherà di stupire e di commuovere. E uno straordinario esordio, quello della giovane americana Haley Tanner che ha scritto un romanzo d’amore semplicemente incantevole, che sono certo sarà capace di strappare sorrisi e anche qualche lacrima a chi si immergerà nel mondo che ha creato. E naturalmente molto altro…

...quando gli strinsi la mano per ringraziarlo e andarmene pensai subito di essermi trovata di fronte a un intelligente, "gran generoso", contento di spartire semmai, anziché nascondere dietro fumose risposte, quello che è il suo personale bagaglio di esperienza professionale e di vita...

M.Z.

14 commenti:

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