Cieli di Parole

Rivista di scrittura, cinema, TV e tutto quanto fa cultura

27 maggio 2011

Melanconia, vascelli pirata, sirene letali e un pupazzo di stoffa: i nuovi film in sala

 

Di Fabio Fox Gariani

 

Si è spento da poco l’eco e la bagarre, luminosa e frizzante della 64esima edizione del Festival di Cannes e già si punta alle nuove uscite in sala di questa stagione primaverile che marcia, a tutto vapore, verso l’estate, carica di novità. Per iniziare un assaggio, tanto per farvi venire l’acquolina in bocca, vi proponiamo tre film diversi, nello stile registico e nella struttura delle trame, presentati al Festival. Stiamo parlando di Melancholia, opera a cavallo tra il thriller e il fantastico catastrofico del danese Lars von Trier, interpretato da una biondissima Kirsten Dunst, neo-premiata al Festival come miglior attrice, di Pirati dei Carabi: oltre i confini del mare, in fuori concorso, quarto capitolo della saga delle avventure di capitan Jack Sparrow con due scoppiettanti protagonisti, Johnny Depp e Penélope Cruz diretti da Rob Marshall (vi invitiamo a vedere le anteprime dei gustosi trailer allegati in questo speciale dei videogames ispirati alla saga in uscita anche in Italia) e infine un “depresso” (per motivi di copione ovviamente, n.d.a.) Mel Gibson in Mr. Beaver diretto da Jodie Foster nonché coprotagonista.

Melancholia

Regia: Lars von Trier; Sceneggiatura: Lars von Trier; Produzione: Zentropa Entertainments; Distribuzione in Italia: BiM Distribuzione; Fotografia: Manuel Alberto Claro; Montaggio: Morten Højbjerg, Molly Marlene Stensgaard; SFX-Effetti Speciali: Dansk Speciel Effekt Service, Filmgate.

Interpreti e personaggi: Kirsten Dunst: Justine; Charlotte Gainsbourg: Claire; Kiefer Sutherland: John; Alexander Skarsgård: Michael; Charlotte Rampling: Gaby; John Hurt: Dexter; Stellan Skarsgård: Jack; Brady Corbet: Tim; Udo Kier: Wedding planner; Jesper Christensen: Little Father.

Festival di Cannes 2011: Premio Miglior Attrice: Kirsten Dunst.

Melancholia è un film del 2011 scritto e diretto da Lars von Trier, presentato in concorso al Festival di Cannes 2011.

 

Il plot

Il film, asciutto e visionario al tempo stesso, ruota attorno al rapporto conflittuale tra due sorelle, molto diverse tra loro, mentre la Terra è minacciata da una catastrofe planetaria che minaccia l’annientamento della specie a causa dell’imminente collisione con il pianeta Melancholia. Lo scontro, non soltanto di natura planetaria, si riversa, nottetempo, nel “mondo” personale della protagonista, Justine, mirabilmente interpretata da Kirsten Dunst.

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La locandina dell’ultimo film di von Trier con Kirsten Dunst, protagonista principale.

 

Il regista, Lars von Trier

 

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Lars von Trier al Festival di Cannes nel 2000.

Gli artisti devono soffrire, il risultato è migliore!” Lapidario e provocatorio come sempre. La frase non poteva che esser sua, come quella, infelice, pronunciata in conferenza stampa al recente Festival di Cannes 2011 le cui esternazioni farneticanti inneggiavano la figura di Hitler, cosa quest’ultima, che ha fatto infuriare i vertici del Festival dichiarando il regista danese “persona poco gradita” sulla croisette. Lars von Trier, pseudonimo di Lars Trier (Copenaghen, 30 aprile 1956), è regista, sceneggiatore, attore, direttore della fotografia e montatore danese da un lungo e variegato percorso professionale dietro la macchina da presa. Per molti il successo di Lars Von Trier ha risollevato il cinema danese dal periodo di crisi in cui versava. In breve tempo è diventato uno degli autori cinematografici più innovatori, controversi e poliedrici a cavallo fra il XX ed il XXI secolo.

 

Biografia

La sua infanzia…

I suoi genitori, Inger Høst ed Ulf Trier (nudisti, comunisti e atei), sono stati fin da subito fermamente convinti del diritto del bambino all'autodeterminazione; il giovane Lars cresce in un clima di libertà assoluta che gli crea non pochi problemi di interazione con il prossimo. In mancanza di un'autorità che gli indichi la strada giusta, deve fare il “padre” di se stesso: questo fa nascere in lui un forte desiderio di autodisciplina e spingendolo a una propensione per la leadership individuale che lo accompagnerà anche nella vita adulta, riflettendosi, senza misure, nel suo lavoro di regista e sceneggiatore. Da giovane frequenta il Lundtofte, un istituto scolastico dai metodi duri e autoritari, cosa che entra in contrasto feroce con l'educazione libera che Lars; la vita nell’istituto lo spinge ad abbandonare la scuola all'età di 15 anni, terminando gli studi con un metodo di insegnamento a distanza tre anni più tardi. Ebreo da parte di padre, solo sul letto di morte la madre gli rivela che Ulf Trier non è biologicamente suo padre, e quindi non di origine ebraica. Lars sarebbe figlio di Fritz Michael Hartmann, appartenente a una illustre famiglia danese di compositori, in quanto, secondo alcune fonti, la madre Inger "voleva dei geni artistici per suo figlio". Più volte il regista prova a riallacciare i rapporti con il padre biologico, ormai novantenne, riuscendo a inviargli soltanto messaggi tramite il suo avvocato.

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Foto di scena da Melancholia. La Dunst in un incontro ravvicinato. Il mondo sta per finire… baciami!

Parlando in più occasioni con i giornalisti, Lars Trier dà all'aggiunta del von al suo nome un valore profondo e radicato in sé. Suo nonno, Sven Trier, amava raccontare che durante il suo soggiorno in Germania, il ù nome abbreviato Sv. venne confuso con von, per cui tutti lo chiamavano Sven von Trier. Molti degli artisti che Lars ama hanno aggiunto un titolo nobiliare al proprio nome ufficiale: Edward Kennedy Ellington si faceva chiamare Duke Ellington, così come William Allen Basie divenne Count Basie, per non parlare poi dei registi Josef von Sternberg o Erich von Stroheim che aggiunsero il von arbitrariamente. Unendo questi elementi al fatto che nel 1975 diventa “vittima”, come afferma lui stesso, “di un'enorme autovenerazione”, Lars adotta questo titolo nobiliare. La sua prima apparizione pubblica è nel 1976 quando su un quotidiano locale danese pubblica un articolo su Strindberg intitolato Al limite della follia, firmato ufficialmente da Lars von Trier.

Nel mondo del cinema…

All'età di 13 anni, probabilmente grazie al fatto che lo zio Børge Høst lavora nel cinema come regista e sceneggiatore, ottiene una parte nella serie televisiva Hemmelig sommer (1969) (L'estate segreta) creata e scritta da Thomas Winding, mentre cresce la sua passione per la cinematografia. E’ in quel periodo che con la cinepresa in 8 millimetri della madre, il giovane Lars alimenta la propria passione bruciante per le tecniche cinematografiche. Trova impiego nella Statens Filmcentral come consulente; questo balzo professionale gli dà la possibilità di usare macchinari seri ed equipaggiamenti, all’epoca, all’avanguardiai, soprattutto per il montaggio e la postproduzione. Nel 1977 gira i suoi primi due cortometraggi: Orchidégartneren (Il giardiniere delle orchidee) e Menthe - la bienheureuse (Menthe - la ragazza felice), girato in presa diretta tutto in lingua francese. Dopo questo periodo vince il concorso per entrare al Danish Film Institute: qui gira altri film come Nocturne e Befrielsesbilleder (Immagine di una liberazione), scritti dal compagno di corso Tom Elling. Quest'ultima produzione gli vale critiche positive. Ma il primo vero successo giunge nel 1984 con L'elemento del crimine (Forbrydelsens element), scritto a quattro mani con l'amico Tom Elling assieme a Niels Vørsel con cui collaborerà ancora in seguito. Il film, insuccesso in patria, vince vari premi all'estero, tra cui quello per il miglior contributo tecnico al Festival di Cannes dello stesso anno.

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Charlotte Gainsbourg interpreta il ruolo di Claire.

La pellicola fa parte di un'ideale trilogia su Europa: questa denominazione, ricordiamolo, non ha alcun legame con la geografia. Europa è uno stato mentale. Il secondo episodio è Epidemic (1987), girato a basso budget e con pochissimi mezzi tecnici, tanto che i ruoli principali sono coperti da von Trier stesso e dal co-sceneggiatore Niels Vørsel. Nel film appare anche Cæcilia Holbek, prima moglie del regista. Quest’ultima appare anche nel terzo episodio della trilogia, (nel 1991), dove appare ancora von Trier in un piccolo ruolo: il suo personaggio, un ebreo, è visto come un omaggio alle sue origini ebraiche perdute. Tutti i film della trilogia sono dei flop clamorosi in patria, ma aumenta la sua popolarità all'estero premiati in tutta Europa.

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Kirsten Dunst al recente Festival di Cannes 2011, premiata come miglior attrice per Melancholia. Foto Fabio Fox Gariani.

Le onde del destino (Breaking the Waves, 1996) è il primo film di von Trier dopo aver redatto il famoso manifesto Dogma 95, voto di castità cinematografica. La trama è una via di mezzo fra lo stile del regista prima e dopo il manifesto. Infatti il film che gira secondo i dettami del Dogma 95 è Idioti (Idioterne, 1998), storia che ha provocato in patria molte polemiche ma che al tempo stesso ha riscosso molto successo in Europa. È del 2000 il boom del grande pubblico con Dancer in the Dark, interpretato dalla famosa cantante islandese Björk. Il film è un musical sui generis ed è uno dei primi a usare la tecnica della ripresa completamente digitale, una vera innovazione per un lungometraggio sul grande schermo all’epoca. Il successo ottenuto con Björk consente a von Trier di ingaggiare una diva hollywoodiana del calibro di Nicole Kidman per il suo Dogville (2003). Il film è il primo di un'altra trilogia, questa volta con protagonisti locations e ambienti tratti dall’atmosfera tipica degli Stati Uniti d'America del secolo scorso. Il secondo capitolo del progetto è Manderlay, in cui Bryce Dallas Howard prende il ruolo che fu della Kidman. Prima di concludere la trilogia “America: terra dell'opportunità”, von Trier scrive e dirige una commedia ambientata nel mondo aziendale dal titolo Il grande capo (Direktøren for det hele, 2006), cui dovrebbe seguire Wasington.

E poi lo scivolone recente. Al recente e appena conclusosi Festival di Cannes 2011, il 18 maggio scorso, pronuncia alcune frasi shock sul nazismo, affermando di “capire Adolf Hitler”, incassando aspre critiche dalla stampa internazionale e dagli operatori del settore. Senza troppi complimenti è invitato a lasciare il Festival anche se il suo ultimo film, Melancholia, resterà in concorso portando alla vittoria nella cerimonia di chiusura del 22 maggio scorso, Kirsten Dunst, premiata come miglior attrice protagonista.

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Kiefer Sutherland è John in Melancholia.

… e in televisione

Lars von Trier, prima del successo internazionale, si divide dietro la macchina da presa spesso fra cinema e televisione. Ha girato molti spot pubblicitari al suo attivo, alcuni dei quali hanno come protagonista quell'Ernst-Hugo Järegård che sarà suo attore preferito in molti lavori successivi (vedi Europa). Per il piccolo schermo danese nel 1988 dirige il film Medea, riprendendo un lavoro incompiuto di Carl Theodor Dreyer, suo maestro spirituale. Dreyer, difattii, aveva adattato per lo schermo il dramma di Euripide, ma non lo aveva mai girato per mancanza di fondi. All'epoca della sua uscita, però, il lavoro è accolto molto freddamente. Il successo televisivo lo raggiunge nel 1994 quando esce la miniserie The Kingdom - Il Regno (Riget), con Ernst-Hugo Järegård protagonista di una storia oscillante tra l’horror ospedaliero e la commedia. La miniserie ha così tanto successo che tre anni dopo scrive e dirige The Kingdom 2 (Riget II, 1997), che riprende fedelmente la trama interrotta alla fine della prima miniserie. In tutte e due le serie, al termine di ogni puntata appare von Trier in persona, in smoking, a commentare l’episodio: lo smoking è quello appartenuto a Dreyer, e von Trier va fiero di avere indossato per le riprese questo cimelio. Nel 2000 va in onda uno spettacolo a episodi, D-Dag, in cui vengono mostrate le attività di alcuni personaggi televisivi poco prima della fine dell'anno: von Trier dirige l'episodio Lise.

Dogma, dogmi e regole: la triade

Già il 3 maggio 1984, in occasione dell'uscita de L'elemento del crimine, von Trier pubblica il suo primo manifesto, una dichiarazione d’intenti in cui focalizza l'identità attiva e non passiva del regista (il regista “maschio” contrapposto al film “femmina”). Il 17 maggio 1987, per l'uscita di Epidemic, pubblica un secondo manifesto inneggiante alla "bazzecola": è nelle opere minori che si trovano i suoi capolavori. Il 29 dicembre 1990 esce il terzo manifesto per Europa, in cui si autodefinisce un “masturbatore dello schermo”. Le sorprese non finiscono qui. E’ del 13 marzo 1995 il vero decalogo registico, il “voto di castità” che von Trier firma insieme ad altri registi: il Dogma 95. L'idea di partenza è di fare cinque film secondo queste regole ma il manifesto ha trovato tanti di quei consensi in così tanti registi, che attualmente al 2007 ne sono stati girati solo 83, provenienti da tutto il mondo, tra cui l’Italia. Anche se non le ufficializza più, il regista danese ama le regole e ne crea sempre di nuove in ogni suo film; è il caso de Le cinque variazioni (De fem benspænd, 2003). Un esempio viene anche da The Humiliated (De udstillede, 2000), un documentario che segue le riprese di Idioti dove si vede un von Trier imporre regole e trattare a volte duramente i propri attori: perché è così, a sua detta, che si ottiene il massimo da loro.

Le fobie oscure del regista

Lars von Trier, manco farlo apposta, è famoso per le fobie che lo torturano. Viaggia solo in auto o in treni di una determinata compagnia: ogni anno attraversa l'Europa in camper per recarsi al Festival di Cannes. Non viaggia in aereo e questo gli preclude spostamenti troppo lontani e festival internazionali di un certo rilievo. Durante alcune scene di Le onde del destino che si svolgono su una chiatta sull'oceano, il regista ha seguito le riprese a distanza, sulla terra ferma, fobico nei confronti dell’elemento liquido. Inoltre non fa un segreto della propria ipocondria: è sempre stato convinto di avere qualche tipo di cancro o tumore e se ne lamenta spesso: "Io [di fobie] ne ho da vendere.”

 

Filmografia

Regista
  • Il giardiniere delle orchidee (Orchidégartneren) (1977) - Cortometraggio
  • Menthe - la ragazza felice (Mynthe - Der lyksalige) (1979) - Cortometraggio
  • Nocturne (1980) - Cortometraggio
  • L'ultimo particolare (Den sidste detalje) (1981) - Cortometraggio
  • Immagini di una liberazione (Befrielsesbilleder) (1982) - Cortometraggio
  • L'elemento del crimine (Forbrydelsens element) (1984)
  • Medea (1988) - Film TV
  • Lærerværelset (1994) - Miniserie TV
  • The Kingdom - Il Regno (Riget) (1994) - Miniserie TV
  • Le onde del destino (Breaking the Waves) (1996)
  • The Kingdom 2 (Riget 2) (1997) - Miniserie TV
  • Idioti (Dogme 2: Idioterne) (1998)
  • Le cinque variazioni (De fem benspænd) (2003)
  • Il grande capo (Direktøren for det hele) (2006)
  • Occupation (2007) - Cortometraggio
  • Sceneggiatore
  • Il giardiniere delle orchidee (Orchidégartneren) (1977) - Cortometraggio
  • Menthe - la ragazza felice (Mynthe - Der lyksalige) (1979) - Cortometraggio
  • Nocturne (1980) - Cortometraggio
  • Immagini di una liberazione (Befrielsesbilleder) (1982) - Cortometraggio
  • L'elemento del crimine (Forbrydelsens element) (1984)
  • Medea (1988) - Film TV
  • Lærerværelset (1994) - Miniserie TV
  • The Kingdom - Il Regno (Riget) (1994) - Miniserie TV
  • Le onde del destino (Breaking the Waves) (1996)
  • The Kingdom 2 (Riget 2) (1997) - Miniserie TV
  • Idioti (Dogme 2: Idioterne) (1998)
  • Le cinque variazioni (De fem benspænd) (2003)
  • Il grande capo (Direktøren for det hele) (2006)
  • Erik Nietzsche (Erik Nietzsche - De unge år) (2007)
  • Attore
  • Hemmelig sommer (1969) - Cortometraggio
  • Il giardiniere delle orchidee (Orchidégartneren) (1977) - Cortometraggio
  • Menthe - la ragazza felice (Mynthe - Der lyksalige) (1979) - Cortometraggio
  • L'elemento del crimine (Forbrydelsens element) (1984)
  • A World of Difference (En verden til forskel) (1989)
  • Le cinque variazioni (De fem benspænd) (2003)
  • Occupation (2007) - Cortometraggio
  • Direttore della fotografia
  • Montatore
  •  

    Pirati dei carabi: oltre i confini del mare

     

    Regia: Rob Marshall; Soggetto: Ted Elliott, Terry Rossio, Tim Powers; Sceneggiatura: Ted Elliott, Terry Rossio; Produttore: Jerry Bruckheimer; Casa di produzione: Walt Disney Pictures, Distribuzione in Italia: Walt Disney Pictures; Musiche: Hans Zimmer.

    Interpreti e personaggi: Johnny Depp: Jack Sparrow; Penélope Cruz: Angelica; Ian McShane: Barbanera; Geoffrey Rush: Hector Barbossa; Stephen Graham: Scram; Richard Griffiths: Re Giorgio II; Keith Richards: Teague Sparrow; Kevin McNally: Joshamee Gibbs; Sam Claflin: Philip Swift; Àstrid Bergès-Frisbey: Serena

    Doppiatori italiani: Fabio Boccanera: Jack Sparrow; Chiara Colizzi: Angelica, Angelo Nicotra: Barbanera; Alessandro Quarta: Scrum; Pietro Ubaldi: Hector Barbosa; Edoardo Siravo: Teague Sparrow; Saverio Indrio: Joshamee Gibbs; Gabriele Sabatini: Philip Swift; Veronica Puccio: Serena.

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    Una delle locandine ufficiali. Capitan Jack Sparrow è tornato!

    Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare (Pirates of the Caribbean: On Stranger Tides) è il nuovo film della saga diretto da Rob Marshall, uscito nelle sale italien cinematografiche il 18 maggio scorso e reduce, in fuori concorso, del recente Festival di Cannes. Nel cast i poliedrici Johnny Deppe e Penelope Cruz. Quest’ultimo capitolo di avventure del capitano Jack Sparrow differisce dai titoli precedenti della serie Pirati dei Caraibi per diversi motivi: alla regia non c'è più Gore Verbinski, la visione della pellicola nelle sale è stata resa disponibile anche in 3D, le riprese si sono tenute per la maggior parte alle Hawaii anziché nelle effettive locations dei Caraibi e infine, la trama è liberamente ispirata al romanzo Mari stregati (On Stranger Tides) dello scrittore Tim Powers

     

     

    Il plot

    Il capitano Jack Sparrow (Johnny Depp) reincontra una donna del suo passato, la bella Angelica (Penélope Cruz) e non è sicuro se sia amore o un bieco trucco per trovare la leggendaria Fonte della giovinezza. Infatti, quando lei lo cattura abilmente e lo costringe a bordo della nave del pirata Barbanera (Ian McShane), Jack si ritrova in un'avventura inaspettata in cui non sa chi temere di più: il feroce pirata Barbanera o la bella e altrettanto letale Angelica? Successivamente, nello sviluppo del plot, si aggiungerà un altro pericolo, incarnato dal Hector Barbossa, che abbandonate momentaneamente le vesti del pirata, ha giurato fedeltà al re d'Inghilterra.

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    Penélope Cruz è la bella Angelica.

    Scena dopo i titoli di coda

    Una curiosità per tutti gli appassionati della serie piratesca. Nella sequenza di chiusura vediamo Angelica che, dopo esser stata lasciata sola sulla stessa isola dov’è fu esiliato nel primo capitolo della serie Jack Sparrow, raccoglie qualcosa che le onde portano a riva lentamente: è la bambola voodoo di Jack fatta da Barbanera. Nuovi guai in vista per il capitano?

    La produzione

    Poco prima della premiere di Pirati dei Caraibi - Ai confini del mondo, Jerry Bruckheimer aveva dichiarato alla stampa che il film era la fine della trilogia, ma che l'idea di uno spin-off non era da escludre, bisognava aspettare soltanto un buon soggetto originale. Dopo il successo del film, Dick Cook , presidente della Walt Disney Studio, si dimostrò interessato a un quarto episodio. Il 25 settembre 2008, durante un evento Disney sui film in uscita al Kodak Theater, Cook e un esilarante Johnny Depp nei panni di Jack Sparrow annunciarono che un quarto film dei Pirati era stato messo in cantiere. L’11 settembre 2009, alla Disney’s D23 convention, il titolo fu annunciato ufficialmente come Pirati dei Caraibi: On Stranger Tides.

    L'eventualità di proseguire la serie Pirati dei Caraibi con un quarto episodio o una seconda trilogia fu presa in considerazione durante il secondo quarto del 2006 dall'attore e protagonista della serie Johnny Depp (capitan Jack Sparrow). Nell'aprile 2007 Disney Pictures opzionò i diritti cinematografici del romanzo Mari stregati di Tim Powers con l'intenzione di usarlo in parte come base per il nuovo film. Dopo la conferma del titolo ufficiale del quarto episodio, On Stranger Tides (che è anche il titolo dell'edizione originale del romanzo di Powers, n.d.a.), nell’ambiente presero a girare molte indiscrezioni su possibili collegamenti tra le due opere, venendo dapprima parzialmente confermate dall'agente dello scrittore secondo cui il collegamento tra i due titoli non era una mera coincidenza, e poi dallo stesso Powers dopo che gli fu revocato l'invito dello studio cinematografico di mantenere il silenzio sul fatto. Secondo lo sceneggiatore Terry Rossi, la spiegazione risiedeva nel fatto che la Disney avendo opzionato il romanzo non avrebbe significato necessariamente che il film sarebbe stato tratto da esso, poiché l'intenzione della produzione era di narrare la ricerca della Fonte della giovinezza e viste le somiglianze che accomunavano le due trame, romanzo e film, si pensò di comprare i diritti dell’opera letteraria in modo da poter usufruire anche di altri elementi di quella storia

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    Foto di scena. Un trio pronto a sfidarsi all’ultimo colpo di spada. Per cortesia Walt Disney Pictures.

    L'opinione iniziale di Jerry Bruckheimer su un quarto possibile film era che, almeno per lui, la saga si concludesse con Ai confini del mondo nonostante il finale potesse far pensare a un probabile sequel. In aggiunta, il produttore rammentò, nell'evenienza, la possibilità di realizzare alcuni spin-off riservati ai personaggi chiave. Secondo lo sceneggiatore Terry Rossio, lo stadio del film era identico a quello che passò Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo: a favore o contro la sua realizzazione erano entrate in gioco diverse forze. Anche Bill Nighy espresse alcuni dubbi circa la reale possibilità di vedere sul grande schermo un quarto film della saga poiché diverse persone erano in attesa di sentire “che il mondo avesse ancora fame di nuovi film sui pirati”, specificando che se una nuova pellicola sarebbe stata girata a lui avrebbe fatto piacere farne parte.

    La regia dei “pirati”

    Gore Verbinski precisò che sarebbe tornato alla regia di un film su Pirati dei Caraibi solamente se gli fosse stata proposta una buona sceneggiatura da adattare sul grande schermo. Qualche tempo dopo, Verbinski fu chiamato per un film basato sul videogioco BioShock e per dirigere il recente film d’animazione Rango (doppiato dallo stesso Depp, n.d.a.) abbandonando così la produzione del tanto agognato film. Quando nella metà del 2009 la realizzazione di BioShock entrò in stallo, sfumando a tempo indeterminato, diverse personaggi interne alla Disney richiesero un ritorno di Verbinski alla guida del progetto, ottenendo nonostante tutto un nulla di fatto. Per sostituirlo, si fecero quindi diversi nomi di registi, tra i quali, quello di Tim Burton, ma la cosa fu presto liquidata da Terry Rossio il quale dichiarò in modo sottile che “la Disney ritiene questa una serie troppo delicata per permettere cose come queste”, in riferimento a Burton come regista. Dopo una serie di colloqui, nell'agosto 2008 la direzione Disney annunciò l'assunzione di Rob Marshall, il quale dichiarò il suo nuovo incarico alla presentazione del suo ultimo film Nine.

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    Johnny Depp.

    La sceneggiatura

    Già nel corso dello sciopero degli sceneggiatori (2007-2008) i nomi di Terry Rossio e Ted Elliott erano indicati come autori sicuri per lo script del nuovo film, il cui ingaggio fu poi confermato diverso tempo dopo. Riguardo alla trama, Verbinski puntualizzò, all’epoca, sul fatto che avrebbe preferito una storia poco confusionale per meglio dedicarsi allo sviluppo dei personaggi.

    Volevamo scrivere un film su Barbanera e la Fonte della Giovinezza e Tim Powers aveva scritto un libro su questa storia. Abbiamo scoperto che per scrivere un film così avremmo avuto bisogno di quel romanzo. È brillante e Powers è un grande scrittore e il titolo è grandioso. Ci permetterà di utilizzare materiale di quell'universo nonché sua esperienza. Tuttavia, non so se sia il caso di dire che il film sarà basato sul romanzo, perché non ci sono elementi comuni per pensare che il libro sia stato opzionato per poter procedere ragionevolmente su quella trama”.

    Terry Rossio su Mari stregati.

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    Penelope Cruz.

    Nel novembre 2008, Jerry Bruckheimer spiegò che, essendo i due al lavoro sulla sceneggiatura, l'avvio della preproduzione sarebbe stata questione di tempo, commentando il lavoro preliminare come una “storia divertente e molto originale”. Come lasciato presagire dal finale di Ai confini del mondo e come prospettato da taluni, il duo degli sceneggiatori si mise a lavorare sull'espansione della trama con i protagonisti alla ricerca della fonte della giovinezza e nuovi antagonisti, tra i quali un nemico vagamente ispirato a capitano Nemo mettendo a sua disposizione tecnologie avanzate rendendo il film sullo stile di uno steampunk, sebbene in un primo tempo si fosse parlato di trattare in maniera più approfondita il passato di Jack Sparrow, o in alternativa, concentrarsi sugli archetipi secondari. In seguito Johnny Depp spiegò che il semaforo verde sarebbe stato dato dai produttori solo se fosse stato fornito loro un lavoro di ottima qualità, la cui trama avrebbe dovuto radicalmente elevarsi dalle precedenti sceneggiature. Proprio a causa di queste rigide linee guida impartite dalla produzione, la preproduzione tardò a procedere. Alla fine dell'ottobre 2009, in occasione della presentazione del trailer di Prince of Persia: The Sands of Time agli uffici di produzione di Santa Monica, Bruckheimer annunciò come la scrittura della sceneggiatura fosse finalmente terminata.

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    Non solo mostri per i pirati. Letali e belle le sirene attendono…

    Il cast artistico

    Alcune indiscrezioni altalenate da conferme e smentite indicarono che Orlando Bloom, nei film Will Turner, non avrebbe più prestato parte ai nuovi episodi per questioni di visibilità, salvo poi essere confermate dallo stesso Bloom in un'intervista per MTV all'edizione 2010 del Sundance Film Festival: “Ho davvero intenzione di concentrarmi su nuovi progetti. Comunque il film sarà stupendo e qualunque cosa faccia Johnny Depp sarà sicuramente fantastica”.

    Notizie della stessa natura girarono attorno alla protagonista femminile Keira Knightley, nei film Elizabeth Swann, a causa dell'incertezza pubblicamente manifestata dall'attrice ancor prima che uscisse La maledizione del forziere fantasma. La Knightley comunicò poi all'edizione 2007 del festival di Venezia, dove concorreva con il film Espiazione, che ulteriori apparizioni del personaggio da lei interpretato nella saga sarebbero state superflue, correnbdo il rischio, secondo lei, di legare la sua immagine alla parte e quindi di ledere la sua carriera futura.

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    Geoffrey Rush è capitan Barbossa.

    Johnny Depp, che per primo mostrò interesse al prosieguo della serie, confermò la sua presenza la notte del 24 settembre 2008 durante una cerimonia della Walt Disney Pictures al Kodak Theatre di Hollywood. Il suo ritorno fu oggetto di alcune indiscrezioni legate al presunto salario di 55,5 milioni di dollari (pari a 37,3ml €) che l'attore avrebbe richiesto e ottenuto per firmare il contratto multiprogetto della Disney; pur non confermando, ma neanche smentendo, la liquidità versata all'attore, la Disney precisò in un articolo successivo a queste voci come effettivamente fosse stato elargito un salario molto alto, in virtù del fatto che senza la sua partecipazione la serie sarebbe stata “morta e sepolta”. Dopo che nel 2009, Dick Cook uscì dalla presidenza della Walt Disney via dimissioni, Depp si prese un momento di riflessione spiegando come fosse molto legato all'uomo e che la situazione lo aveva sconvolto a tal punto da fargli ripensare a un suo ritorno nel film; ad ogni buon conto, in base al contratto pattuito con la compagnia, avrebbe obbligatoriamente dovuto girare il quarto film, salvo poi essere rimpiazzato negli eventuali seguiti. Bruckheimer, spiegò che l'allontanamento di Cook dalla presidenza non significava necessariamente anche un suo allontanamento dalla serie.

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    Ian McShane è Barbanera.

    Altre notizie, poi smentite, volevano la comparsa di un fratello minore di Jack Sparrow con aspiranti al ruolo Sacha Baron Cohen, Russell Brand, che tuttavia confermò d'aver preso a parte a discussioni per il ruolo con gli autori, ma di come dovette declinare l'offerta per via di altri impegni presi in precedenza, Zac Efron, che smentì egli stesso la notizia e Robert Pattinson, la cui apparizione fu invece negata dalla Disney. Nel febbraio 2010 entrarono a far parte del cast anche Ian McShane nella parte di Barbanera, indicato come “il pirata più orribile di tutti i tempi” e Penélope Cruz nei panni di sua figlia, la quale avrebbe stretto un rapporto di natura amorosa con Depp.. Geoffrey Rush domandò e ottenne di tornare a interpretare Capitan Barbossa. Anche Bill Nighy, nei film Davy Jones, mostrò interesse a tornare nonostante il suo personaggio morisse nel terzo film. Nel marzo 2010 si aprì la selezione del cast artistico per le interpreti femminili. In un comunicato legato alla scelta delle attrici, la Walt Disney specificò come le candidate ideali avrebbero dovuto sottostare ai seguenti parametri: "bella presenza, un metro e 70, taglia 38 o 40, non più grande e non più piccola, età compresa tra i 18 e i 25 anni, un corpo snello da ballerina e, soprattutto, seni veri". Inoltre, per richiesta esplicita richiesta dei produttori, il seno avrebbe dovuto essere naturale, senza alcuna presenza di ritocchi artificiali come protesi mammarie per meglio adeguarsi a scene d'azione e combattimento nelle quali un seno naturale avrebbe avuto più scioltezza e capacità di rimbalzo rispetto a uno rifatto. Per determinare la naturalezza o meno del seno, i produttori annunciarono la dotazione di un test apposito. In aprile entrarono in trattative per ruoli da definire nel cast: Stephen Graham, Sam Claflin e Max Irons; qualche tempo dopo Claflin fu confermato nel ruolo del missionario Philip. L'attrice francese Astrid Bergès-Frisbey, dopo esser stata provinata personalmente sia da Bruckheimer che Marshall, fu confermata per la parte di Serena, una sirena importante per lo sviluppo della trama. Greg Ellis fu confermato nella parte del tenente Theodore Groves, mentre Bruckheimer sostenne la candidatura a Kevin McNally tornando a interpretare Joshamee Gibbs. Il 5 febbraio 2010, Mackenzie Crook annunciato che non avrebbe ripreso il ruolo di Ragetti. Stephen Graham fu anch’esso confermato per il ruolo di Scram, la spalla di Jack Sparrow. Il 16 aprile 2010, Sam Claflin ottenne la parte per interpretare un missionario di nome Filippo, mentre il 25 maggio fu la volte dell'attore britannico Paul Bazely entrato nel cast. Keith Richards, infine, tornò nei panni del capitano Teague.

    Lo shooting

    Tra il 2007 e il 2008 alcuni annunci sulla produzione spiegarono come le riprese sarebbero iniziate dopo il 2009 avvalendosi della tecnologia IMAX per aumentare l'impatto visivo sul pubblic visti i propositi della compagnia di investire sul cinema 3D nei progetti futuri. Poco prima che iniziassero le riprese, Rick Ross approvò l'uso del tridimensionale per il film a seguito di alcune prove effettuate da Marshall nei mesi precedenti, annunciando che le scene composte per la maggior parte da inquadrature con effetti visivi sarebbero state girate in maniera tradizionale e riconvertite poi in postproduzione in tridimensionale per un buon due terzi di film comprendente tutte le scene e le sequenza con gli attori, i momenti drammatici, le battaglie e così via. Nel febbraio 2010, parte del set del vascello de la Perla nera fu trasportato e ancorato in una delle isole; in aprile iniziarono i lavori di ristrutturazione del set galleggiante insieme alla costruzione di nuove unità da utilizzare per le riprese. Bruckheimer parlò di avviare lo shooting già lo stesso anno, il cui inizio ideale sarebbe rientrato tra l'aprile e maggio. In effetti, ad alcuni attori, tra i quali Geoffrey Rush, fu poi chiesto di tenersi liberi da impegni lavorativi per il periodo primaverile anche se la data d'inizio riprese fu fissata per il giugno seguente, altalenate tra le location delle Hawaii, Los Angeles e la Cornovaglia. Il ciak di avvio delle riprese della prima unità di regia iniziarono il 14 giugno 2010 alle Hawaii al termine di un ciclo di preproduzione formato da prove di ripresa e prove tecniche I lavori della troupe si sono svolti principalmente in estate, tra le isole di Kaua'i e O'ahu, al termine di alcuni accordi raggiunti tra il governatore Linda Lingle e il presidente dello studio Bob Iger; capitalizzando all'incirca 85 milioni di dollari sull'economia hawaiiana in maniera diretta e indiretta, realizzando decine di posti di lavoro per gli abitanti delle isole Altre scene sono state infine girate ai Pinewood Studios di Londra.

     

    Promozione e distribuzione

    Il logo ufficiale del film fu mostrato per la prima volta l'11 settembre 2009 durante la D23 Expo Il film è disponibile in IMAX 3D, così come 2D tradizionale e formato IMAX. Nelle sale italiane è uscito il 18 maggio scorso.

     

    Il regista, Rob Marshall

     

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    Rob Marshall (Madison, 17 ottobre 1960) è un regista e coreografo statunitense.

     

    La carriera

    Dopo diversi anni di lavoro come coreografo di Broadway (Victor/Victoria) e regista televisivo (Annie - Cercasi genitori) si fa conoscere al grande pubblico internazionale con il film Chicago, per il quale mette insieme un cast artistico di attori famosi come Renée Zellweger, Catherine Zeta-Jones, Richard Gere, John C. Reilly e Queen Latifah. La pellicola ottiene subito un meritato successo di pubblico permettendogli nel 2005 di girare il controverso (in Giappone, n.d.a.) Memorie di una geisha con Zhang Ziyi, Gong Li, Michelle Yeoh e Ken Watanabe.

    Nel 2009 è la volta del suo terzo film: Nine, un omaggio a del grande Federico Fellini, che conta ancora una volta un ricco cast: Daniel Day-Lewis, Penélope Cruz, Nicole Kidman, Judi Dench, Marion Cotillard, Kate Hudson, Fergie e Sophia Loren. Purtroppo però, nonostante un cast così prestigioso il film si rivela uno dei più grossi flop commerciali degli ultimi anni. Approdato sulla croisette al recente Festival di Canne 2011, Rob Marshall dirige con mani sicure il timone del quarto capitolo della saga dei Pirati dei Caraibi: oltre i confini del mare, sostituendo Gore Verbinski alla regia su scelta della Disney.

     

    Regia

    Cinema
  • Memorie di una geisha (Memoirs of a Geisha) (2005)
  • Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare (Pirates of the Caribbean: On Stranger Tides) (2011)
  • Televisione
  • Annie - Cercasi genitori (Annie) (1999)
  • The Kennedy Center Honors: A Celebration of the Performing Arts (2001)
  • Tony Bennett: An American Classic (2006)
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    Mr. Beaver

    Regia: Jodie Foster; Sceneggiatura: Kyle Killen; Produttori: Steve Golin, Keith Redmon, Ann Ruark: Produttori Esecutivi: Jeff Skoll, Jonathan King, Mohammed Mubarak al Mazrouei, Paul Green; Casa di produzione: Summit Entertainment Participant Media, Imagenation Abu Dhabi Anonymous Content; Distribuzione in Italia: Medusa Film; Fotografia: Hagen Bogdanski; Montaggio: Lynzee Klingman; Musiche: Marcelo Zarvos; Scenografie: Mark Friedberg

    Interpreti e personaggi: Mel Gibson: Walter Black; Jodie Foster: Meredith Black; Anton Yelchin: Porter Black; Jennifer Lawrence: Norah; Riley Thomas Stewart: Henry Black.

    Doppiatori italiani: Claudio Sorrentino: Walter Black

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    La locandina ufficiale dell’ultimo film diretto da Jodie Foster con Mel Gibson in fuori concorso al Festival di Cannes 2011.

    Mr. Beaver (The Beaver) è l’ultima fatica di Jodie Foster, regista è interprete del film che, in fuori concorso, è stato presentato con una buona risposta da parte della critica internazionale in anteprima al recente Festival di Cannes 2011, basato su una sceneggiatura originale di Kyle Killen Il film interpretato da Mel Gibson e dalla stessa Foster, vede nel cast artistico il giovane Anton Yelchin e Jennifer Lawrence.

     

     

    Il plot

    Walter Black (Mel Gibson), amministratore delegato di una compagnia di giocattoli, soffre di una forma particolarmente acuta di depressione che lo porta all'allontanamento da parte della propria famiglia e al semi fallimento dell'azienda ereditata dal padre. Sull'orlo del suicidio decide di seguire una terapia che consiste nell'affidare tutta l'interazione sociale a una marionetta a forma di castoro, Mr. Beaver. La terapia ha inaspettatamente successo, consentendogli da una parte di riallacciare i rapporti con la famiglia e dall'altra di riprendere saldamente in mano l'azienda, risollevandola dalla crisi con il lancio di un nuovo prodotto sul mercato. Ben presto però l'alter-ego impersonato da Mr. Beaver diventa una presenza ingombrante, troppo invasiva, provocando un generale imbarazzo presso tutti i conoscenti portando la moglie ad allontanarsi nuovamente per l'esasperazione.

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    Foto di scena da Mr. Beaver. Per cortesia Summit Entertainment.

    Di nuovo solo, Walter ricade nel tunnel oscuro della depressione, aggravata stavolta dalla sindrome della doppia personalità poiché il carattere dimesso di Walter non riesce ad avere la meglio su quello espansivo-aggressivo di Mr. Beaver. La situazione precipita rovinosamente quando Walter, tra i pensieri disconnessi provocati dalla depressione, decide di riprendere il controllo della situazione sbarazzandosi del pupazzo. Lo fa nel peggior modo possibile: non riuscendo a togliere la marionetta dalla mano (impedito dall'influenza dell'alter-ego) decide di auto-amputarsela con parte dell'avambraccio. Raggiunto in tempo dal figlio più grande è portato in ospedale e operato d’urgenza. Da quel momento inizia un nuovo percorso di recupero, doloroso e forzato, sia funzionale (con una protesi) che psichico, potendo contare stavolta sul sostegno di tutta la famiglia.

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    Jodie Foster al Festival di Cannes 2011 il giorno dell’anteprima di Mr. Beaver.

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    Mel Gibson è il suo alter ego, Mr. Beaver. Attenzione alla mano Mel…

     

    La produzione

    La sceneggiatura scritta da Killen è stata inclusa nella black list del 2008, una classifica delle dieci migliori sceneggiature non prodotte. A titolo di cronaca, ricordiamo che prima di Gibson, Steve Carell e Jim Carrey erano stati contattati per il ruolo da protagonista. Con un budget di circa 20 milioni di dollari, il film della Foster è stato girato principalmente nello stato di New York. Alcune scene sono state girate nella location della White Plains High School a White Plains (New York). Il piano di lavorazione delle riprese ha avuto luogo da settembre a novembre 2009.

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    Anton Yelchin è Porter Black in Mr. Beaver, “figlio” di Mel Gibson nel film.

     

    La distribuzione

    Inizialmente il film era stato programmato per uscire nelle sale americane il 24 dicembre 2010, ma la Summit Entertainment preferì posticipare l'uscita a causa dei guai personali di Mel Gibson, accusato, attraverso registrazioni audio, di insulti razzisti e misogini lanciati verso l'ex compagna Oksana Grigorieva. L’opzione fu la primavera del 2011. Distribuito negli Stati Uniti a partire dal 6 maggio scorso, pochi giorni dopo è stato presentato fuori concorso al Festival di Cannes. Dal 20 maggio 2011 è distribuito in tutte le sale italiane da Medusa Film.

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