Cieli di Parole

Rivista di scrittura, cinema, TV e tutto quanto fa cultura

29 maggio 2011

Intervista a Stefano Fabei

(A cura di Mimma Zuffi)

clip_image002

I NERI E I ROSSI

di Stefano Fabei

Editore Mursia

Pagine 460 - € 22,00

INTERVISTA CON L’AUTORE

È uscito in questi giorni, edito da Mursia, I neri e i rossi. Tentativi di riconciliazione nella Repubblica di Mussolini. Si tratta dell’opera più voluminosa e forse più impegnativa dello storico umbro Stefano Fabei. Nato nel 1960 a Passignano sul Trasimeno, dove risiede, laureato in Lettere moderne, insegna all’Istituto di Istruzione Secondaria «Giordano Bruno» di Perugia e collabora ad alcune riviste di vario orientamento ma accomunate da un approccio scientifico alla storia.

Abbiamo chiesto a Fabei di rispondere ad alcune domande relative alla sua attività.

Prima di tutto, vorremmo chiedere qual è secondo lei è il compito della storia e dello storico.

Io ritengo che compito della storia debba essere quello di avvicinarsi quanto più possibile alla verità cercando di contribuire a far luce sui «fatti», su tutti i fatti anche su quelli che possono risultare sgraditi alle posizioni politiche di ciascuno. Lo storico non deve condannare o assolvere, stabilire chi abbia torto e chi ragione, deve prescindere da condizionamenti ideologici ed essere indipendente da schemi interpretativi preconfezionati, di qualunque tipo. Suo compito è sottoporre a revisione la storia: in fondo la storiografia non è nient’altro che una costante riscrittura della storia. Mai la storia dovrebbe essere concepita, come purtroppo spesso è accaduto in passato, come uno strumento di lotta politica.

Fino ad ora lei ha pubblicato otto libri. Ha qualche preferenza?

La trilogia, uscita nel 2002-2005 e formata da Il fascio, la svastica e la mezzaluna, Una vita per la Palestina e Mussolini e la resistenza palestinese, occupa una posizione di rilievo, anche perché mi ha richiesto molto impegno nelle ricerche e nella stesura. Ho ricostruito le «relazioni pericolose» tra i regimi totalitari e gli ambienti nazionalisti e musulmani dell’area araba, dal Marocco all’Iraq, alla Palestina negli anni Trenta e Quaranta.

Un altro libro a cui tengo in modo particolare è Carmelo Borg Pisani. Eroe o traditore? del 2007; è la biografia di una medaglia d’oro al valor militare della Seconda guerra mondiale ingiustamente relegata nell’oblio. Questo giovane artista maltese, che sognava la liberazione della sua isola dal dominio britannico, spinto da generoso entusiasmo lasciò pennello e tavolozza per imbracciare il fucile. Soldato semplice nell'esercito di quell'Italia da lui ritenuta la vera patria, fu protagonista di una sfortunata missione segreta nella sua isola, possedimento inglese, conclusasi con l'arresto, un processo per alto tradimento e l’impiccagione. Figura controversa, fu considerato in Italia un eroe irredentista e a Malta, anche se non da tutti, un traditore. Affrontò con coraggio la morte come Cesare Battisti, Fabio Filzi, Damiano Chiesa e Nazario Sauro.

Veniamo adesso alla sua ultima fatica, I neri e i rossi, in libreria da qualche settimana

È la storia del tentativo mussoliniano di evitare la guerra civile e consegnare la RSI e la socializzazione alle forze politiche, in particolare ai socialisti, che il Duce riteneva meno lontane ideologicamente e politicamente dal fascismo delle origini cui tra il 1943 e il 1945 cercò di tornare. Ricostruisco in questo volume le vicende dell'operazione «ponte» che Mussolini tentò nell’ora del crepuscolo con la collaborazione di Carlo Silvestri, di Edmondo Cione e in cui coinvolse il comandante delle formazioni partigiane socialiste «Matteotti», Corrado Bonfantini. Ma l'intransigenza di Lelio Basso e, soprattutto, di Sandro Pertini fecero fallire questo progetto a cui molti, da entrambe le parti, guardarono con opportunismo ma anche con sincera buona fede. Nell’operazione furono coinvolti, per quanto riguarda i neri, i ministri Pisenti e Biggini, i generali Montagna e Nicchiarelli, il sindacalista Ugo Manunta; per quanto riguarda gli antifascisti i fratelli Bergamo, ex fuoriusciti repubblicani, il comunista libertario Germinale Concordia, Gabriele Vigorelli, Renato Sollazzo, Lia Bellora e altri esponenti della Resistenza. Oppositori decisi di ogni trattativa e pacificazione furono, per ragioni opposte, il Partito Comunista italiano, i tedeschi e gli intransigenti di Salò, Farinacci, Mezzasoma e Pavolini. Tuttavia, in uno scenario che vedeva il fascismo vinto sul piano politico e militare, diversi mesi durarono i contatti che si svilupparono tra ambiguità e mezze promesse, tranelli e doppi giochi: una conferma per certi aspetti di quella tendenza italiana a tenere i piedi su due staffe, in attesa del corso degli eventi, e di un trasformismo tipico del bel Paese.

I neri e i rossi è un libro forse scomodo per qualche aspetto, ma necessario sia per quanto riguarda la storia della Resistenza sia quella della RSI.

Nessun commento:

Posta un commento