Di Fabio Fox Gariani
Red Riding Hood… il titolo promette bene. Gocce di sangue dense come la passione, intense come un amore impossibile. Cattivi e buoni. Una dicotomia inscindibile che unisce narrativa e cinema. Di più: una bella fanciulla bionda e il mito rivisitato del “lupo cattivo”, la tentazione, la luce e l’innocenza in lotta con tenebre e corruzione. Elementi potenti quelli messi in gioco davanti alla macchina da presa della regista Catherine Hardwicke, non nuova alle “passioni dark” (ricordiamo la trilogia vampiresca di Twilight, n.d.a.).
Regia: Catherine Hardwicke; Soggetto: adattamento dall’omonima fiaba dei fratelli Grimm; Sceneggiatura: David Johnson; Produttori: Leonardo DiCaprio, Michael Ireland, Jennifer Davisson Killoran, Alex Mace, Julie Yorn; Case di produzione: Appian Way e Warner Bros; Fotografia: Mandy Walker; Scenografia: Thomas E. Sanders; Make-Up: Sharon Markell, Julie McHaffie, Bill Terezakis.
Interpreti e personaggi: Amanda Seyfried: Valerie; Gary Oldman: Padre Solomon; Billy Burke: Cesaire; Shiloh Fernandez: Peter; Max Irons: Henry; Virginia Madsen: Suzette; Lukas Haas: Padre Auguste, Julie Christie: la Nonna.
Cappuccetto rosso sangue (Red Riding Hood) da poco nelle sale italiane è l’ultima fatica del 2011 diretto da Catherine Hardwicke liberamente ispirato alla famosissima fiaba di Cappuccetto rosso che tutti noi, almeno una volta nella nostra vita, abbiamo ascoltato o letto in forme diverse. Un capolavoro, quello narrativo, che non poteva certamente attrarre l’attenzione di una regista come la Hardwicke.
Foto di scena da Cappuccetto rosso sangue. Da sola nel freddo…
Locandina ufficiale dell’edizione americana. Per cortesia Warner Bros.
Il plot
Valerie (Amanda Seyfried) è una bellissima giovane donna contesa tra due uomini. La ragazza è innamorata di Peter, ma la famiglia ha organizzato, come nel più classico dei drammi amorosi, il suo matrimonio con il facoltoso Harry. I due, non volendo rinunciare al loro amore, decidono di fuggire dal villaggio dove abitano ma la morte della sorella di Valerie per mano di un feroce lupo mannaro, che si aggira nella foresta intorno al loro villaggio, mette in seria difficoltà il loro piano costellando ogni passo di terribili pericoli che li condurrà sempre più vicino al rischio, non remoto, di una morte orribile. Per anni gli abitanti del villaggio hanno mantenuto una tregua con il lupo mannaro, uno speciale status-quo offrendo puntualmente un sacrificio animale ogni mese. Le cose però precipitano. Con l'arrivo della Luna Rossa il licantropo alza volutamente la posta in gioco pretendendo un sacrificio umano. In preda alla disperazione, la gente del villaggio chiama nottetempo l’esperto cacciatore di lupi mannari, Padre Solomon (Gary Oldman), nella speranza di potersi liberare una volta per tutte dalla maledizione. L'arrivo del prete porta conseguenze impreviste: il cacciatore rivela che il lupo mannaro durante il giorno assume sembianze umane e che, per contro, ogni singolo cittadino del villaggio potrebbe essere la bestia. Ognuno di loro può incarnare la forza oscura del licantropo. E’ a questo punto che la bella Valerie inizia a sospettare che il lupo mannaro, fonte di ogni male nei dintorni del villaggio, possa essere una persona che le è molto cara...
Fammi dare un morso…
La produzione
Nell'agosto 2009 la nota rivista Variety riportò un comunicato stampa ufficiale della casa cinematografica Appian Way di proprietà dell'attore Leonardo DiCaprio, nel quale si annunciava la futura realizzazione per il grande schermo di una “ririvisitazione gotica” della famosa fiaba di Cappuccetto rosso intitolata The girl with the Red Riding Hood. I fans del genere furono attraversati da un brivido di interesse. A scrivere la sceneggiatura e relativo adattamento fu chiamato David Leslie Johnson che aveva già in precedenza collaborato con la Appian per la rarefatta pellicola Orphan. Mentre gli accordi di preproduzione avanzavano, DiCaprio si affrettò a smentire ogni rumors riguardante il suo coinvolgimento nel ruolo d’attore protagonista nel nuovo film. Pochi giorni dopo l'annuncio, la regia fu affidata alle mani esperte di Catherine Hardwicke, reduce del successo internazionale della trilogia vampirica di Twilight; la Warner Bros. entrò nel progetto nel ruolo di coproduttore con una sostanziosa iniezione di budget nella produzione. Da un articolo pubblicato in seguito sulla rivista Slashfilm si appresero i primi dettagli generali della storia: un film di lupi mannari con sullo sfondo della trama una protagonista adolescente al centro di un triangolo amoroso.
Amanda Seyfried (Cappuccetto rosso) e Gary Oldman (Padre Salomon).
Nel gennaio 2010, iniziò il complesso e delicato processo di rimaneggiamento della sceneggiatura per mano della Hardwicke e di Johnson che, a quattro mani, sistemarono e affilarono il copione dei dialoghi finali dello script. Regista e sceneggiatore consegnarono quindi allo studio una nuova versione, la final draft, il mese seguente che fu descritta dal Los Angeles Times come un misto tra Twilight e Shutter Island. Poiché la Warner Bros. rivelò che il progetto rappresentava per la casa una priorità, la Hardwicke annunciò ufficialmente il suo impegno a lavorare a tempo pieno nella produzione per un periodo di diversi mesi sottostando a un contratto stipulato in dicembre con la Summit Entertainment che la obbligava a seguire la lavorazione del film Stay al termine del suo lavoro per la Bros.
La scelta del cast artistico
Dopo la fase di scrittura della sceneggiatura, da un articolo del Los Angeles Times si apprese in seguito come i produttori della Warner Bros fossero estremamente interessati all'attrice Amanda Seyfried nell’assegnarle il ruolo di protagonista; pochi giorni e la bionda Seyfried confermò il proprio ingaggio all'edizione 2010 degli Academy Awards dopo un relativo periodo di brevi indiscrezioni che la volevano personaggio chiave del film.
Lui è qui… il lupo è vicino!
In primavera il cast artistico iniziò ad allargarsi dopo che la Warner Bros. aprì ufficialmente le prime sessioni di casting degli attori; per la parte di Peter, un taglialegna orfano di genitori e di cui Cappuccetto rosso si innamorerà deludendo le aspettative della propria famiglia, fu inizialmente considerato Taylor Lautner poi scartato in favore di Shiloh Fernandez che fu confermato dopo sette provini a causa dell'indecisione dei produttori. A Fernandez seguì a ruota l’ingaggio di Julie Christie, volto carismatico del cinema, perfettto nella parte della nonna, di Gary Oldman come il tenace cacciatore di lupi e Max Irons nel ruolo di Henri, secondo contendente amoroso della protagonista, figlio raffinato e dai bei modi di una famiglia aristocratica al quale è stata concessa in sposa Cappuccetto rosso sulla scorta di un accordo comune stipulato tra le due famiglie. Commentando il ruolo di Henry, la Hardwicke ha definito ideale la recitazione raffinata mostrata da Irons, perfetto per la rappresentazione del volto enigmatico del personaggio che si scoprirà nel corso della storia e che secondo la regista “è una delle sorprese nel film perché lui [Henry] non è quello che credi di conoscere in superficie”.
Amici o nemici?
Per la scelta dei ruoli comprimari di Peter e Henri furono provinati diversi attori, dei quali otto furono scrutinati nella rosa finale per la due-giorni di audizione sul palcoscenico, sfidandosi in stile “smack-down”, tenuta dalla Hardwicke. Con pause cadenzate tra un provino e l'altro, l'audizione finale tra gli otto candidati durò circa ventun ore e “fu selvaggia” come la definì in seguito la regista. Fernandez, che in passato fu uno dei quattro finalisti per il ruolo di Edward Cullen in Twilight, ottenne la parte di Peter secondo la Hardwicke grazie alla sua intensità nella recitazione dei dialoghi presenti in sceneggiatura e anche per il suo indiscurtibile fascino. A testimonianza di quanto furono intensi i giorni dei provini, l'attore uscì con la Seyfried dando vita ad uno screzio iniziale, secondo la regista indotto forse da una cena “non andata a buon fine”, superato infine nel corso delle prove, dove la coppia dimostrò entusiasmo e passione travolgente.
Per il ruolo del lupo mannaro, vero antagonista dei personaggi chiave, si parlà di Vincent Cassel, dopo che la Seyfried in un'intervista rilasciata a MTV dichiarò che l'attore indicato per la parte portava le iniziali di V e C. Si era fatto anche il nome di un altro attore, Lukas Haas, ma l'attore smentì la notizia quando a MTV spiegò d'esser stato scritturato come Padre August, colui che “chiama il personaggio di Gary Oldman per salvarci dai lupi”..
La locandina ufficiale dell’edizione italiana. Per cortesia Warner Bros.
Lo shooting
Le riprese iniziarono in grande stile a Vancouver e dintorni il 21 luglio durando, secondo il piano di lavorazione, due mesi circa, fino al 16 settembre.
La colonna sonora
Nel luglio 2010 Brian Reitzell della Evolution Music Partners fu incaricato della composizione della colonna sonora, della scrittura e della produzione dei brani nonché della supervisione dell'intera realizzazione delle musiche. Il risultato è un soundtrack potente ed evocativo che supporta l’intera ambientazione gotica della fiaba-horror.
La promozione del film
Fin da subito Cappuccetto rosso sangue è stato al centro di un intenso battage pubblicitario da parte della produzione. Nella prima edizione settimanale del novembre 2010, la rivista Entertainment Weekly ha pubblicato le prime due immagini ufficiali rilasciate dal set del film con Amanda Seyfried nelle vesti rosso-sangue di Cappuccetto Rosso. Il 17 dello stesso mese fu distribuito il primo trailer ufficiale accompagnato da una provvisoria locandina e altre immagini promozionali delle foto di scena. Il 13 gennaio 2011 è stata la volta della versione definitiva della locandina, accompagnata da due foto degli interni casa della nonna. Una settimana più tardi, il 20, è stato distribuito il secondo trailer per l'edizione americana. A febbraio 2011 è stato infine rilasciato il full trailer in italiano.
Distribuzione
Nel maggio 2010 la Warner Bros in un comunicato ufficiale nel quale venivano indicate le date d'uscita dei film più atteso del periodo post-2010, annunciò che Red Hiding Hood sarebbe uscito negli Stati Uniti il 22 aprile 2011, data anticipata di circa un mese, all'11 marzo Il 13 gennaio 2011 fu annunciato Cappuccetto rosso sangue come titolo definitivo dell'edizione italiana in sala dal 22 aprile 2011.
La regista, Catherine Hardwicke: dai vampiri al lupo mannaro
Catherine Hardwicke in conferenza stampa.
Helen Catherine Hardwicke (McAllen, 21 ottobre 1955) è scenografa e regista americana. Helen inizia la sua carriera come architetto: negli anni Novanta lavora come scenografa in film come Tombstone, SubUrbia, Newton Boys, Three Kings, Vanilla Sky e Laurel Canyon. Debutta alla regia nel 2003 dirigendo Thirteen - 13 anni co-sceneggiato a quattro mani con Nikki Reed. Il secondo lungometraggio la porta nuovamente dietro la macchina da presa con Lords of Dogtown del 2005; il film è un ritratto della cultura giovanile dello skateboarding. Nel 2006 dirige a Matera, in Italia, il biblico Nativity e, due anni dopo, raggiunge il successo internazionale con il celebrato Twilight, tratto dall'omonimo libro di Stephenie Meyer, capostipite della trilogia sui vampiri. La Hardwicke è stata una dei membri della giuria del Sundance Film Festival 2007. Nell'agosto 2009 fu annunciato che la Hardwicke, reduce dal successo internazionale ottenuto con Twilight, avrebbe diretto Cappuccetto rosso sangue per Warner Bros, Dark Castle Entertainment, Hammer Film Productions e Appian Way, film horror gotico ispirato alla fiaba di Cappuccetto rosso.
La seconda edizione ufficiale della locandina italiana. Per cortesia Warner Bros.
Filmografia
Regista
Scenografa
Il cast artistico del film
Amanda Seyfried è Cappuccetto Rosso
Amanda Seyfried.
Amanda Michelle Seyfried (Allentown, 3 dicembre 1985) è una giovane attrice e cantante americana. Amanda nasce a Allentown, Lehigh County in Pennsylvania, figlia di Ann, una terapista e Jack Seyfried, farmacista. Sua sorella Jennifer è una musicista in un gruppo di Philadelphia, i Love City. Si è diplomata nel 2003 alla Allentown's William Allen High School iscrivendosi in seguito alla New York City's Fordham University. Da adolescente è apparsa sulla copertina di tre libri di Francine Pascal. La Seyfried ha iniziato la sua carriera artistica sulle passerelle come modella a undici anni. Nel 2000 debutta sul piccolo schermo come attrice nel mondo delle soap opera partecipando alla serie Così gira il mondo e in seguito a La valle dei pini. Nel 2004 debutta nel cinema con la commedia teen Mean Girls dove interpreta il ruolo della svampita Karen.
Il male è nascosto nel villaggio. Cerca la verità Cappuccetto Rosso…
Dal 2004 al 2006 interpreta Lilly Kane nella serie Veronica Mars; compare in altre televisive come Law & Order - Unità vittime speciali, Dr. House - Medical Division, CSI: Scena del crimine e Wildfire. Nel 2005 ottiene un ruolo nel film 9 vite da donna. L’anno successivo riceve la parte di Julie Beckley in Alpha Dog diretto da Nick Cassavetes. Sempre nello stesso anno entra nel cast della serie della HBO Big Love. Nel 2008 è una delle interpreti principali al fianco di Meryl Streep in Mamma Mia! trasposizione cinematografica dell'omonimo musical, dove dimostra le sue doti canore. Amanda ha fatto anche parte del cast artistico del film horror Jennifer's Body nel febbraio 2008 interpretando la migliore amica della protagonista. Nel 2010 recita come protagonista al fianco di Channing Tatum nel film Dear John tratto dal romanzo di Nicholas Sparks, Ricordati di guardare la luna. Dal 25 giugno 2009 si è trasferita per qualche tempo in Italia, a Verona, per girare il film Letters to Juliet, uscito nelle sale italiane il 27 agosto 2010. Il cast includeva anche Vanessa Redgrave, Gael Garcia Bernal, Franco Nero e Christopher Egan. nelle sale americane il Il recente Cappuccetto rosso sangue è la sua ultima importante fatica in veste di attrice protagonista.
Filmografia
Un posato “fashion style” di Amanda Seyfried, 2009.
Cinema
Amanda Seyfried in “pink version”…
Serie televisive
Partecipazioni a serie televisive
Doppiatrici
Amanda sulla cover si Teen Vogue.
Gary Oldman è padre Salomon
Per informazioni sulla carriera artistica, curiosità e informazioni tecniche rimandiamo i lettori allo speciale sul remake di Dracula di Coppola già pubblicato su CIELI DI PAROLE.
Virginia Madsen è Suzette
Virginia Madsen
Virginia Madsen (Chicago, 11 settembre 1961) è un’attrice cinematografica e televisiva americana, sorella di Michael Madsen, candidata al premio Oscar come miglior attrice non protagonista nel 2005 per l'interpretazione in Sideways - In viaggio con Jack. In Cappuccetto rosso sangue interpreta il ruolo di Suzette.
Filmografia
Lukas Haas è Padre Auguste
Lukas Haas al Tribeca Film Festival nel 2007 (foto di David Shankbone)
Lukas Daniel Haas (West Hollywood, 16 aprile 1976) è un attoreamericano.. Nato in California, figlio di un pittore e di una cantante e sceneggiatrice, ha due fratelli gemelli entrambi artisti. Dopo aver debuttato nel 1983, il successo per Lukas arriva nel 1985 grazie all'interpretazione del bambino amish nel film di Peter Weir, Witness - Il testimone a fianco di Harrison Ford. In seguito partecipa allla lavorazione de I guerrieri del sole. Negli anni successivi si divide tra produzioni televisive e film indipendenti. Nel 1989 recita in Music Box - Prova d'accusa, ma la produzione che rilancia la sua carriera è Boys al fianco di Winona Ryder; in seguito è scelto da Woody Allen per partecipare a Tutti dicono I Love You e da Tim Burton nella commedia di fantascienza Mars Attacks!.
Dopo aver partecipato nel 2004 ad alcuni episodi della serie tv 24, negli ultimi anni prende parte a film come Last Days, The Darwin Awards - Suicidi accidentali per menti poco evolute, Alpha Dog e Material Girls. Appare nei videoclip della band rock My Chemical Romance, Welcome to the Black Parade e in quello degli Outkast, Roses.
Filmografia parziale
La locandina dell’edizione coreana. Per cortesia Warner Bros.
Julie Christie è la nonna di Cappuccetto Rosso
L’inossidabile Julie Christie.
Oscar come miglior attrice nel 1966 per il film Darling.
Julie Frances Christie (Chabua, 14 aprile 1941) è un'attrice inglese, colonna della storia del cinema britannico. La sua carriera è ricca e variegata. Nel 1966 vince il premio Oscar come miglior attrice protagonista per la sua interpretazione in Darling. Nel 2008 si aggiudica il premio Golden Globe sempre come miglior attrice nel film drammatico Away from Her - Lontano da lei. Julie Christie è nata nello stato dell'Assam, in India, ai tempi parte dell'Impero Britannico, prima di due figli. Sua madre, Rosemary Ramsden, era una pittrice gallese amica d'infanzia dell'attore Richard Burton. Suo padre, Frank St. John Christie, gestiva la piantagione di tè attorno alla quale Julie crebbe. Ebbe un fratellastro nato dalla relazione del padre con un'amante indiana. I genitori di Julie si separarono durante la sua infanzia. Fu battezzata secondo il rito di religione anglicana, studiando in una scuola religiosa in Inghilterra (dalla quale fu espulsa, n.d.a.), vivendo in seguito con la madre adottiva dall'età di sei anni. Dopo il divorzio dei genitori, Julie visse con la madre negli ambienti bucolici della campagna gallese. Da adolescente frequentò la Wycombe Court, un collegio per ragazze nel Buckinghamshire; qui, durante il corso di recitazione teatrale, interpretò il ruolo di Dauphin nella produzione scolastica di George Bernard Shaw, St. Joan. Più tardi studiò alla Central School of Speech and Drama fino alla grande svolta, nel 1961, quando debuttò nella serie televisiva di fantascienza in onda su BBC, A for Andromeda.
Julie Christie fece la sua prima importante apparizione nel ruolo di Liz, l'amica e il futuro amore dell'eponimo Billy il bugiardo recitato da Tom Courtenay, film diretto da John Schlesinger nel 1963. Il regista, che assunse la Christie dopo che un'altra attrice aveva abbandonato il ruolo, la diresse anche nella parte che la lanciò ufficialmente nel mondo del cinema vestendo i panni dell'amorale modella Diana Scott in Darling (1965). La Christie apparve nel 1965 come Lara Antipova nell'adattamento di David Lean del romanzo di Boris Pasternak, Il dottor Zivago (1965), che ai tempi divenne uno dei film di genere melodrammatico che dominarono le vette del box office. Recitò nella parte di Dasily Battles in Young Cassidy. Nel 1966, la venticinquenne Julie Christie vince l'Academy Award per Darling, protagonista nel successivo film Via dalla pazza folla interpretando la parte dell'eroina Bathsheba Everdene diretta da Schlesinger.
Negli anni Settanta recita in film come I compari un film di Robert Altman che le valse la seconda nomination agli Oscar come miglior attrice. Lavora in Messaggero d'amore (con la partecipazione di Alan Bates, 1971), A Venezia... un dicembre rosso shocking (1973), Shampoo (1975), e nel classico di Robert Altman, Nashville.
La locandina dell’edizione spagnola. Per cortesia Warner Bros.
Un altro film da ricordare è sicuramente Il paradiso può attendere (1978). Julie si trasferisce a Hollywood dove intreccia una relazione a intermittenza, contrastata, con Warren Beatty che la descrisse come “una delle persone più belle e allo stesso tempo più nervose che io abbia mai conosciuto”. Alla fine della relazione, Julie tornò in Inghilterra dove visse in una fattoria nel Galles. Non fu mai un’attrice prolifica come altre sue colleghe del periodo. Al culmine del successo, fece sempre meno film a partire dagli anni Ottanta. Ebbe un ruolo di rilevante importanza nel film di Sidney Lumet, Potere (1986), ma al di là di questo, rifiutò ruoli e apparizioni in film a largo budget. Ottenne parti in produzioni come: Non si uccidono così anche i cavalli?, Anna dei mille giorni e Il magnate greco. Le fu proposta una parte al fianco di Richard Gere nel film American Gigolo ma quando lo stesso Gere rifiutò la parte a favore di John Travolta, lei stessa lasciò il progetto. Gere cambiò in seguito idea sulla sua partecipazione al film, ma ormai la parte che avrebbe dovuto interpretare Julie i produttori esecutivi l’avevano assegnata a Lauren Hutton.
Gli ultimi lavori di Julie
Julie Christie vestì i panni di Gertrude in Hamlet (1996) film di Kenneth Branagh. Nonostante la sua bravura e il talento che l’ha sempre contraddistinta, fu la prima e l’ultima volta che interpretò un'opera di Shakespeare. Recitò nella parte dell'infelice moglie nel dramma domestico di Alan Rudolph, Afterglow (1997). La critica fu deliziata da questa sua nuova performance per la quale ricevette la terza nomination al premio Oscar. Tuttavia, invece di incentivare il suo ritorno, continuò ad apparire solo in piccoli ruoli legati a produzioni americane e inglesi. L'ultimo ritratto femminile di Julie fu in Lontano da lei, film che racconta di un matrimonio di una coppia canadese dove la moglie dopo quarantaquattro anni di vita insieme è colpita da una grave forma di Alzheimer. Basato sul racconto breve di Alice Munro The Bear Came Over the Mountain, è stato il primo film diretto dall'amica di Julie Christie, Sarah Polley. La Christie ha fatto poi una breve apparizione nel terzo film di Harry Potter, Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban (2004) nel ruolo di Madama Rosmerta. Lo stesso anno lavora in altri due film di alto profilo: Troy di Wolfgang Petersen e Finding Neverland di Marc Forster, interpretando il personaggio della madre di Kate Winslet. Nel 2011 ritorna sul grande schermo grazie al recente film horror gotico Cappuccetto rosso sangue diretta da Catherine Hardwicke vestendo il ruolo della “nonna” della nostra protagonista.
Vita privata
Julie Christie intrecciò una relazione altalenante con Warren Beatty (1967-1973). È rimasta amica della sua sorella maggiore, l’altrettanto famosa Shirley MacLaine. Nel novembre 2007, all'età di 66 anni, si è sposata con il suo attuale compagno, il giornalista del quotidiano The Guardian, Duncan Campbell con cui conviveva dal 1979. Sin dagli anni Settanta è stata politicamente attiva, coinvolta in molteplici cause tra cui i diritti per gli animali, la protezione dell'ambiente e il movimento contro l’energia nucleare. È vegetariana.
Un primo piano di Julie Christie nel Dottor Divago.
Filmografia
Doppiatrici italiane
Il produttore, Leonardo DiCaprio
Leonardo Wilhelm DiCaprio.
Leonardo Wilhelm DiCaprio (Los Angeles, 11 novembre 1974) è un attore e produttore cinematografico statunitense di origine tedesca e italiana che non ha certo bisogno d’essere presentato. E’ lui uno dei motori principali del nuovo film horror dedicato alla fiaba di Cappuccetto rosso. È giunto alla fama mondiale alla fine degli anni Novanta grazie al ruolo nel celebre Titanic, lavorando negli ultimi anni principalmente con il grande Martin Scorsese con cui ha stretto un proficuo sodalizio professionale dal 2002. Leonardo Wilhelm DiCaprio è nato a Los Angeles l'11 novembre 1974. Il padre, George DiCaprio, è uno scrittore, disegnatore e distributore di fumetti americano figlio di un immigrato italiano originario di Napoli e di un'immigrata tedesca originaria della Baviera; la madre, Irmelin Indenbirken, è una segretaria tedesca figlia di un tedesco e di una donna russa immigrata in Germania in giovane età.. Figlio unico, Leonardo ricevette un'educazione cattolica. Il nome di battesimo è legato a un aneddoto che gira da tempo nell’ambiente: la madre si trovava in Italia e stava ammirando un quadro di Leonardo da Vinci esposto agli Uffizi di Firenze. Il bambino, ancora in grembo, avrebbe scalciato esattamente in quel momento. Come dire… quando il tuo destino è segnato da un nome di tutto rispetto!
La carriera
DiCaprio divenne subito famoso come attore grazie alle conoscenze del padre Gorge. Entra nel mondo dello spettacolo partecipando a pubblicità e recitando in varie serie e film per la tv tra cui Genitori in blue jeans. Si diploma alla John Marshall High School di Los Angeles, confortato dalla costante presenza dei genitori che, pur separati da anni, mantengono un bel rapporto di amicizia tra loro. Risale al 1990 un cameo nella soap opera Santa Barbara, dove interpreta in alcuni flashback il ruolo di Mason Capwell da ragazzo. Il primo ruolo cinematografico è del 1991 con la partecipazione al b-movie horror Critters 3. Nel frattempo, trovato un agente a Hollywood, rifiuta il consiglio da parte di questi di cambiare il proprio nome in Lenny Williams. Nel 1993 partecipa al provino per Voglia di ricominciare (This Boy's Life), per il ruolo di un ragazzino che affianchi Robert De Niro nei rispettivi ruoli di figliastro e patrigno. Sia il regista, lo scozzese Michael Caton-Jones che De Niro ne apprezzano lo spirito ribelle e l'assoluta mancanza di soggezione nei confronti del ben più navigato attore ottenendo la parte. Il film, all'uscita nelle sale è apprezzato dalla critica mettendo in luce, nonostante la piccola parte, le sue qualità artistiche.
Lo stesso anno DiCaprio interpreta il ruolo di un giovane handicappato nel film di Lasse Hallström Buon compleanno Mr. Grape (What's Eating Gilbert Grape) con Johnny Depp e Juliette Lewis, per il quale ottiene le nomination ai Golden Globe e agli Oscar come migliore attore non protagonista. Sharon Stone, in veste di produttrice e interprete principale del western Pronti a morire (The Quick And The Dead) lo chiama a vestire i panni per una parte rilevante. Nonostante il cast di celebrità (ricordiamolo, oltre alla Stone e DiCaprio recitatorno Gene Hackman e Russell Crowe per la regia di Sam Raimi), la pellicola si rivelò un insuccesso sia in termini di botteghino che di critica. Dopo questo stop, nel 1995 interpreta la vita di Jim Carroll nel film Ritorno dal nulla (The Basketball Diaries) per la regia di Agnieszka Holland, e l'esistenza travagliata di Arthur Rimbaud (ruolo ereditato da River Phoenix in seguito alla sua prematura scomparsa, n.d.a.) in Poeti dall'inferno (Total Eclipse) centrando la storia sul rapporto omosessuale tra il giovane poco più che adolescente e il più maturo Paul Verlaine, interpretato dall'attore inglese David Thewlis. I critici internazionali accolgono freddamente le due pellicole, criticandone regia e adattamento cinematografico. Nel 1996 prende parte alla lavorazione di Romeo+Giulietta (William Shakespeare’s Romeo & Juliet) dell'australiano Baz Luhrmann in cui il dramma del famoso scrittore e drammaturgo inglese è rivisitato in chiave moderna rimanendo inalterato nei dialoghi e nei contenuti drammaturgici così come l'autore classico l’aveva concepito. E’ grazie a questo film che ottiene en tre nomination agli MTV Movie Awards nonché premiato al Festival di Berlino nella categoria miglior attore. Durante la premiazione, il regista Luhrmann pose idealmente una corona d'alloro sul capo di DiCaprio, sostenendo che non solo è stato “un grande Romeo”, ma è il simbolo vivente della sua generazione. Nello stesso anno ottiene la parte per La stanza di Marvin (Marvin's room) a fianco delle grandi Meryl Streep e Diane Keaton (entrambe nominate all'Oscar) e con Robert De Niro qui nei panni di produttore con un piccolo cameo in una sce
Effetto Titanic
Con un budget stimato intorno ai 200 milioni di dollari, James Cameron, regista di film all’epoca campioni d'incassi quali Aliens, True Lies e Terminator 2 - Il giorno del giudizio, si appresta a girare la trasposizione cinematografica della tragedia del transatlantico RMS Titanic. Brad Pitt, Gwyneth Paltrow vengono scartati. A queste star si aggiunge Sharon Stone che rifiuta la parte. DiCaprio accetta con entusiasmo di interpretare il protagonista maschile, Jack Dawson, insieme a una giovane Kate Winslet, protagonista femminile nota al pubblico per la sua partecipazione al film di Ang Lee Ragione e sentimento. Titanic esce nel 1997 ed è subito successo al box office. E’ il grande “effetto”, la spinta che lo consacra nell’olimpo dello star system di Hollywood. Ad oggi è il film con il secondo maggior incasso al mondo e con il maggior numero di premi Oscar mai realizzato, al pari solo di Ben Hur e Il ritorno del re, ultimo capitolo della trilogia de Il Signore degli Anelli.
Una carriera tutta in ascesa
Ancor prima dell'uscita di Titanic, DiCaprio è a Parigi per le riprese del film in costume La maschera di ferro (The Man In the Iron Mask) con Gabriel Byrne, John Malkovich, Jeremy Irons, Gerard Depardieu, Anne Parillaud, diretto da Randall Wallace, già sceneggiatore di Braveheart con Mel Gibson. Nel 1998 DiCaprio partecipa ad uno degli episodi di Celebrity di Woody Allen che narra, attraverso le peripezie di un giornalista come la fama e il successo possono cambiare e rovinare la vita delle persone. Al suo fianco nel cast artistico Melanie Griffith, Winona Ryder, Charlize Theron, Judy Davis e Joe Mantegna. Lo stesso anno si aggiudica il Razzie Awards per la doppia “scadente” interpretazione del Re Sole e del suo fratello gemello. Nel 1999 si dedica ai viaggi, soprattutto in Sud America. Decide di impegnarsi in prima persona per la salvaguardia dell'ambiente realizzando documentari che illustrano le emergenze della Terra e i danni indotti dal comportamento irresponsabile dell’uomo. Apre il proprio sito ufficiale internet in cui ampio spazio è dedicato all'ambiente e agli animali in pericolo di estinzione; su questo fronte partecipa attivamente a conferenze mondiali sull'approvvigionamento idrico sempre più scarso e sul rischio legato alla desertificazione e al disboscamento selvaggio del pianeta. Incontra l’allora presidente degli Stati Uniti Bill Clinton con cui discute su temi legati all’ambientalismo. Per questo suo impegno serio e rigoroso, la rivista Time gli dedica una copertina.
Oltre la porta del 2000
DiCaprio nel 2000.
Il 2000 segna il ritorno sulle scene dell'attore che accetta di apparire in un film del controverso regista inglese Danny Boyle, diventato celebre grazie a Trainspotting. La pellicola è la trasposizione cinematografica del romanzo di Alex Garland The Beach, best-seller nelle classiche letterarie del Regno Unito soprattutto tra il pubblico giovanile. DiCaprio partecipa attivamente alla realizzazione tecnica e artistica della pellicola, improvvisandosi nel frattempo anche sceneggiatore e autore di una scena in cui Richard, il suo personaggio, in preda a delirio di onnipotenza, è rappresentato come il protagonista in corsa di un videogioco. Come d'abitudine, Leonardo si fa seguire sul set dai propri amici riallacciando i rapporti con una sua ex-fidanzata ufficiale, la modella Kristen Zang. Per questo film, nonostante il suo impegno, riceve una nomination al Razzie Awards, nella categoria peggior attore protagonista. Come se non bastasse, gli ambientalisti muovono feroci accuse alla troupe del film, rea di aver devastato l'isola per meglio adattare la scenografia naturale alle esigenze della produzione, in particolare, di aver divelto palme e non aver rispettato l'ecosistema locale. Sull’onda di queste accuse, DiCaprio ottiene di esser ricevuto dall'autorità competente, promettendo un rispetto totale del luogo, il recupero di ciò che si credeva perduto e un ritorno d'immagine per l'isola non indifferente. Le proteste si placano e le riprese del film vengono portate a termine, ma sia critica che pubblico bocciano senza pietà il film Grazie all'ingaggio da parte della Fox, l'attore guadagna venti milioni di dollari e Phi Phi Island diventa la meta turistica tra le più richieste nelle agenzie di viaggio di tutto il mondo.
Gangs of New York e Scorsese
In seguito recita come protagonista nel film di Martin Scorsese basato sul romanzo di Herbert Asbury The Gangs of New York insieme a Cameron Diaz. E’ da questo film che nasce un sodalizio tra Scorsese e DiCaprio. Negli USA il box office fa registrare un incasso superiore ai 70 di dollari, il più alto in assoluto tra i film del regista italo-americano (almeno fino al 2006, anno di uscita di The Departed). Il film esce in tempo utile per concorrere all'annuale assegnazione degli Oscar ottenendo ben dieci nomination senza però aggiudicarsi nessuna statuetta.
DiCaprio sul red carpet del Cannes Film Festival con Martin Scorsese e Cameron Diaz per il film Gangs of New York.
Prova a prendermi…
Terminate le riprese di Gangs of New York DiCaprio si lancia in una nuova produzione. Recita nel film di Steven Spielberg Prova a prendermi che conta nel piano di lavorazione ben trentacinque diverse location. La storia è quella vera di Frank Abagnale, un sedicenne che riesce a truffare lo stato per milioni di dollari finendo per questo sulla lista dei criminali più ricercati dall'FBI di tutti i tempi. Inizialmente la scelta per la regia cade su Gore Verbinski (regista del remake dell’horror giapponese The Ring) e quella per il ruolo di co-protagonista su James Gandolfini; alla fine dei casting, Tom Hanks accetta il ruolo di co-protagonista al posto di Gandolfini mentre Spielberg stesso decide di dirigere il film. Prova a prendermi esce nelle sale nel periodo natalizio a brevissima distanza dal debutto di Gangs of New York, tanto che DiCaprio si trova a concorrere per ironia della sorte al botteghino contro se stesso. E’ candidato al Golden Globe nella categoria miglior attore di commedia/musical per il ruolo in Prova a prendermi (Catch Me If You Can) e come attore drammatico in Gangs of New York. Negli Stati Uniti Prova a prendermi supera ampiamente la soglia dei 160 milioni di dollari a fronte dei cinquantacinque occorsi per la sua produzione. I critici lodano unanimemente la prova artistica di DiCaprio nel film.
The Aviator e il sodalizio artistico con Scorsese
La collaborazione con Martin Scorsese si rinnova nel 2005 quando nelle sale di tutto il mondo esce The Aviator. Il film appartiene alla categoria di quelli biografici. Leonardo DiCaprio è sia interprete principale che produttore con la sua nuova casa di produzione, la Appian Way. Il ruolo è quello di Howard Hughes, miliardario texano, pioniere nel campo dell'aviazione e “gran mogol “ del mondo del cinema. Scorsese, per la realizzazione delle complesse scenografie e degli interni si affida alla coppia Dante Ferretti-Francesca Lo Schiavo. Accanto a DiCaprio in qualità di produttore associato si affianca anche Michael Mann (Miramax). Al posto di Nicole Kidman, inizialmente candidata per vestire i panni di Katharine Hepburn è scelta l’altrettanto affascinante Cate Blanchett, mentre le altre donne di Hughes, Ava Gardner e Jean Harlow, sono interpretate rispettivamente da Kate Beckinsale e Gwen Stefani, quest'ultima alla sua prima esperienza come attrice per il grande schermo (la rivedremo nel recente Burlesque a fianco di Cher, n.d.a.). Il film è il favorito nella corsa all'Oscar, forte di undici nomination e di un incasso che solo negli Stati Uniti sfiora i 110 milioni di dollari. The Aviator ottiene cinque statuette, compresa quella per le migliori scenografie e miglior attrice non protagonista. DiCaprio è candidato nella categoria miglior attore protagonista, dopo aver vinto il Golden Globe quale miglior attore drammatico.
The Departed e gli altri progetti
DiCaprio nel 2008 alla prima di The Departed.
Il sodalizio artistico Scorsese/DiCaprio si rinnova ulteriormente nel 2006 con il film del cineasta italo-americano The Departed. Il soggetto prende spunto dal film Infernal Affairs dal cui successo sono nate le sceneggiature di un prequel e un sequel. Il set bostoniano viene ricostruito a New York mentre il budget messo a disposizione dalla Warner Bros si aggira attorno ai novanta milioni di dollari. Al posto di Robert De Niro, rinunciatario, viene scritturato Jack Nicholson. Al suo fianco Matt Damon. Uscito negli Stati Uniti il 6 ottobre 2006, in meno di un mese sfonda la soglia dei cento milioni di incassi. In Italia, The Departed è il più applaudito della prima edizione del Festival del Cinema di Roma, presentato alla stampa e al pubblico dagli stessi Scorsese e DiCaprio. Nella cornice romana DiCaprio accetta di presentare in un teatro di periferia (il teatro Tor Bella Monaca) due documentari che egli stesso ha realizzato a proposito della salvaguardia dell'ambiente. The Departed ottiene sei nomination ai Golden Globe, di cui una a DiCaprio come miglior attore drammatico. Il film vince quattro Oscar, tra cui miglior regia (primo oscar per Scorsese) e miglior film. Nessun premio invece per DiCaprio che rientra nella rosa dei candidati all'oscar come miglior attore protagonista per Blood Diamond, un film di denuncia alle grandi multinazionali di diamanti e ai traffici illegali. Si consola ottenendo il premio IOMA come migliore attore protagonista in The Departed. Al Festival di Cannes Leonardo presenta il documentario da lui scritto e prodotto, The 11th Hour - L'undicesima ora. Partecipa all’importante manifestazione planetaria Live Earth voluta da Al Gore per raccogliere fondi per la salvaguardia della Terra, in cui i cantanti più famosi si danno appuntamento in varie città del pianeta. DiCaprio nel frattempo recita sul set del film drammatico Revolutionary Road per la regia di Sam Mendes, tratto dall'omonimo romanzo di Richard Yates. La protagonista femminile è Kate Winslet, moglie del regista. In Giordania, Iraq e Emirati Arabi ha recitato in Nessuna verità, progetto affidato a Ridley Scott che vede DiCaprio nelle vesti di un agente della CIA impegnato a scovare un terrorista mediorientale che si nasconde in Giordania. Al suo fianco, Russell Crowe, portato dallo stesso Scott all’Oscar con l’indimenticato Il Gladiatore.
Il 2010
In quell’anno esce Shutter Island, cupo e intrigante thriller psicologico tratto dall'omonima opera di Dennis Lehane. Il regista è sempre Martin Scorsese che si avvale della collaborazione dei già collaudati Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo per quanto riguarda le scenografie e l'arredamento degli interni, Sandy Powell per i costumi, Thelma Schoonmaker (Premio Oscar per The Departed) per il montaggio. Nel cast figurano Ben Kingsley, Mark Ruffalo e Max Von Sydow. Per questo film DiCaprio riceve il premio come Miglior Attore Protagonista ai Premi IOMA 2010 il 9 maggio 2010. Inception, altro capolavoro, del regista britannico Christopher Nolan esce nel luglio 2010 (24 settembre in Italia) e ottiene ottimo successo di pubblico nonché nomination agli Oscar del 2011.
DiCaprio, work in progress
J. Edgar, sarà il suo prossimo lavoro, un biopic diretto da Clint Eastwood sulla vita di J. Edgar Hoover, il primo controverso direttore dell’FBI. Tra i progetti annunciati troviamo Freedom within the heart, film storico sulle gesta di Brian Boru, sovrano irlandese a cavallo tra il Novecento e l'anno 1000 e Akira, storico manga giapponese di culto, in cui il leader di una banda di biker cerca di salvare gli amici da una serie di esperimenti di natura soprannaturale. Mentre scriviamo è ancora in fase di sviluppo la produzione The Chancellor Manuscript e The Rise of Theodore Roosevelt, mentre la realizzazione di Blink è stata definitivamente cancellata.
Vita personale, fidanzate e…
Filmografia
Doppiatori italiani
Nelle versioni in italiano dei suoi film è stato doppiato da:
Premi
Premio Oscar
Golden Globe
Hollywood Film Festival
Qualche curiosità su Leonardo…
Onorificenze
DiCaprio è insignito dell’onorificenza di Cavaliere dell'Ordre des Arts et des Lettre
Cappuccetto Rosso, la fiaba
Cappuccetto Rosso e il lupo cattivo in un’immagine di Gustave Doré.
Se il nuovo film della Hardwicke giunto ormai nelle sale italiane ha rinnovato l’interesse per questa antica fiaba, la parte narrativa che ne ha dato origine è altrettanto interessante. Cappuccetto Rosso è una storia popolare europea di cui esistono numerose varianti, trascritta, tra gli altri, da Charles Perrault col titolo Le Petit Chaperon Rouge e dai fratelli Grimm, Rotkäppchen. Pur essendo generalmente considerata adatta per essere raccontata ai bambini, contiene riferimenti non troppo celati ad argomenti quali violenza e cannibalismo (in alcune versioni horror della fiaba, infatti, Cappuccetto Rosso mangia a sua insaputa la carne della nonna, n.d.a.). Il plot della storia è incentrato sul contrasto fra il mondo luminoso sicuro del villaggio e quello oscuro e insidioso della foresta, un’antitesi tipicamente medioevale che pone in contatto luce e tenebra, vita e morte.
Un brutto incontro nel bosco…
La trama, eterno gioco tra Bene e Male
Cappuccetto Rosso era una bella e dolce bambina chiamata così perché indossava sempre un mantello con un cappuccio rosso. Un giorno, la mamma le chiese di portare un cestino di bevande e cibo alla nonna ammalata che abitava oltre il bosco. La madre le disse inoltre di non attraversare il bosco, di tenersi prudentemente sulla strada. Cappuccetto Rosso però disubbidì e, giunta nel bosco, incontrò un lupo cattivo il quale le chiese dove stesse andando con quel cestino pieno di cibo. La bimba rispose che andava dalla nonna ammalata indicando dove abitava. Il lupo fece finta di nulla. Mentre Cappuccetto Rosso camminava raccogliendo fiori, il lupo raggiunse per primo la casa della nonna. Fingendosi Cappuccetto Rosso, entrò in casa, divorò la nonna travestendosi con i suoi abiti per aspettare la bambina e mangiarsela a sua volta. Quando lei arrivò, il lupo si fece trovare a letto riuscendo a divorare anche lei mettendosi a dormire. Un cacciatore che passava da quelle parti sentì un russare molto forte e, conoscendo la nonna, si spaventò. Guardò oltre i vetri della finestra: vedendo il lupo prese la mira con il suo fucile e gli sparò, uccidendolo all’istante. Con un coltello affilato tagliò la pancia della bestia. Ne uscirono sane e salve sia Cappuccetto Rosso che la nonna. Da quel giorno Cappuccetto Rosso decise di ascoltare sempre i consigli della mamma non disobbedendole mai più.
Un artist impression della fiaba dei Grimm. Non abbandonare mai il sentiero intrapreso!
Origini e varianti
Merita una riflessione attenta l’origine stilistica della fiaba appena narrata. La storia di Cappuccetto Rosso può esser fatta risalire alla tradizione orale di diverse regioni europee. Sappiamo che la fiaba era narrata già nel XIV secolo in Francia. La finta nonna è il titolo di una antica versione italiana della fiaba in cui Cappuccetto Rosso riesce a sconfiggere il lupo cattivo, o meglio un orco femminina in questa versione narrativa, basandosi esclusivamente sulla propria astuzia. Alcuni saggisti sostengono che questa versione sia più vicina all'originale e che il personaggio del taglialegna sia stato aggiunto successivamente per suggerire l'idea maschilista che nonna e nipote non potessero salvarsi senza l'aiuto di un uomo.
In buona sostanza la versione scritta più antica della fiaba è Le Petit Chaperon Rouge, apparsa nella raccolta di fiabe I racconti di Mamma Oca di Charles Perrault nel lontano 1697. La versione di Perrault è più sinistra e inquietante di quella successiva e più famosa dei fratelli Grimm. In questa versione Cappuccetto Rosso è "una ragazza attraente e di buona famiglia" che finisce mangiata dal lupo assieme alla nonna senza alcun happy end. Il Male trionfa sul Bene. Al termine del racconto, Perrault fornisce una spiegazione esplicita della morale dalla quale non è difficile estrapolare l'evidente contenuto sessuale. Vediamola qui di seguito:
“Da questa storia si impara che i bambini, e specialmente le giovanette carine, cortesi e di buona famiglia, fanno molto male a dare ascolto agli sconosciuti; e non è cosa strana se poi il Lupo ottiene la sua cena. Dico Lupo, perché non tutti i lupi sono della stessa sorta; ce n'è un tipo dall'apparenza encomiabile, che non è rumoroso, né odioso, né arrabbiato, ma mite, servizievole e gentile, che segue le giovani ragazze per strada e fino a casa loro. Guai! a chi non sa che questi lupi gentili sono, fra tali creature, le più pericolose! “ (Le Petit Chaperon Rouge, Charles Perrault, 1697).
Cappuccetto rosso cambia abito…
La versione di Perrault della fiaba, incluse le conclusioni morali più sopra citate, fu raccontata quasi identica da Collodi nella sua raccolta di fiabe I racconti delle fate.
Più tardi, nel XIX secolo, due versioni tedesche della fiaba furono raccontate ai fratelli Grimm da Jeanette Hassenpflug (1791–1860) e Marie Hassenpflug (1788–1856). I Grimm trasformarono una delle due versioni nella storia principale e la seconda in un seguito. La prima, dal titolo Rotkäppchen, fu inclusa nella prima edizione della loro raccolta Kinder- und Hausmärchen (1812). In questa versione la ragazza e sua nonna erano salvate da un cacciatore interessato semplicemente alla pelle del lupo. Nella seconda storia, Cappuccetto Rosso e sua nonna, grazie all'esperienza acquisita con il primo lupo, riuscivano a catturarne e ucciderne un altro. I Grimm continuarono a rivedere la storia nelle edizioni successive, riscrivendone in buona sostanza i finali e i cliffhanger. Quella più nota è la revisione finale, datata 1857, con il taglialegna che sostituisce il cacciatore. Cappuccetto Rosso, nelle sue varianti, può esser messa in relazione con altre fiabe e miti analoghi. Il tema delle vittime estratte sane e salve dalla pancia del lupo (della bestia o del mostro a seconda dei casi) si trova quasi identico nella fiaba russa Pierino e il lupo ed è una variante di un’idea antica quanto il biblico Libro di Giona. Un concetto analogo è riproposto in Pinocchio, dove il burattino di legno trova il padre Geppetto nella pancia dell’enorme pescecane.
Analisi e interpretazioni
E’ facile intuire come tra le fiabe classiche, Cappuccetto Rosso è una di quelle che si prestano di più a un’analisi del sottotesto, ovvero i messaggi impliciti o nascosti. Già Bruno Bettelheim ha evidenziato come la fiaba si presti a una interpretazione freudiana. Se è evidente la presenza di contenuti sessuali nella storia (si veda il passo di Perrault citato più sopra), le interpretazioni discordano sostanzialmente solo su quello che potrebbe essere inteso come significato principale; è soprattutto verosimile che numerosi significati si siano sommati durante l'evoluzione storica della fiaba, aggiungendo alla struttura sottotesti diversi e articolati. La maggior parte delle proposte enfatizza uno di due temi:
E poi troviamo un altro tema: l’antropofagia. Altre interpretazioni si focalizzano sull'elemento cannibalistico: la fiaba ha origine nel contesto di un’Europa periodicamente flagellata da terribili carestie durante le quali si segnalarono diversi casi di cannibalismo (siano d’esempio il caso della carestia francese del X secolo e della Grande carestia del 1315-1317). Il fatto che nelle versioni più antiche della fiaba la figura antropofaga fosse interpretata un’orchessa, un elemento mostruoso antropomorfo e di sesso femminile, anziché da un lupo (animale di sesso maschile, la cui antropofagia, pur connotata negativamente, rientra nell’ordine naturale delle cose) danno supporto a queste interpretazioni e al fatto che la fiaba così come è giunta fino a noi, nella sua forma orale, si sia evoluta nel corso del tempo, per andare a rispondere a diverse esigenze formative.
Adattamenti cinematografici
Cinema
Televisione
Le parodie
Una delle più celebri reinterpretazioni paradostiche moderne di Cappuccetto Rosso è Red Hot Riding Hood, cartone animato diretto da Tex Avery; la protagonista in questo caso è una provocante cantante di night club dal forte carattere sexy e deduttivo. Nel 1994, Red Hot Riding Hood è stato votato fra i 50 cartoni animati più importanti della storia dell’animazione da un giuria di mille esperti del settore. Una parodia più recente della fiaba è il film di animazione Cappuccetto Rosso e gli insoliti sospetti, in cui la trama ruota attorno a dei furti avvenuti nel bosco in cui i personaggi (Cappuccetto rosso e nonna comprese) sono, riprendendo il classico tema de I soliti sospetti, sospettati dei crimini. Nella letteratura, il comico Giobbe Covatta ha scritto una gustosa parodia della fiaba nel suo libro Pancreas - Trapianto del libro cuore, prendendo la storia come esempio per come vengono scritte le fiabe.











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