Di Enrico Jessoula
L’ebanista e il fantasma
Un brivido freddo, lungo, inarrestabile si era impadronito di lui, come se un fulmine, entrato dalla testa, lo percorresse tutto per scaricarsi a terra.
Appena ripreso il controllo, un istante dopo, Jonas disse, pensando ad alta voce:
- Cazz…ma essere fantasmi qvi? -
Il giovane ebanista lituano che a ventotto anni aveva lasciato il suo paese per farsi trasportare dall’avventura attraverso tutta Europa fino a finire in Italia, a Milano, sorrise per aver pensato e parlato in italiano, una lingua per lui non ancora familiare; concluse che l’ambiente di Cascina Cuccagna doveva averlo particolarmente suggestionato.