Cieli di Parole

Rivista di scrittura, cinema, TV e tutto quanto fa cultura

17 marzo 2014

INDICE – MARZO 2014

 

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1 Editoriale Fabio Fox Gariani
2 Speciale: Gli scrittori venuti dal freddo Fabio Fox Gariani
3 Speciale: Vincent Van Gogh, pittore Giovanna Rotondo
4 Speciale: Vincent Van Gogh Alessia Ghisi Migliari
5 Speciale: Zhu Wen - Parte prima: lo scrittore Francesca Nardella
6 Speciale: Paul Klee al Tate Modern di Londra Annalisa Petrella
7 Michel Petrucciani, la potenza della passione Marina Fichera
8 Intervista a Stefania Aleni Mimma Zuffi
9 Recensione "La collina del vento" di Carmine Abate Tiziana Viganò
10 Recensione: "Brama" di Arne Dahl Francesca Altobelli
11 Recensione: "Le colpe dei padri" di A. Perissinotto Milena Boldi
12 Recensione film "Saving Mr. Banks Giovanni De Pedro
13 Gli oggetti parlanti: Ménage à trois Marina Fichera
14 Intervista impossibile a Mary Poppins Giovanni De Pedro
15 Novità in Libreria Mimma Zuffi
16 Inaugurata a Milano "La Casa delle donne" Lea Miniutti
17 Cibo e Parole Mimma Zuffi
18 A spasso con gli Orchi Alice Colombo
19 Le Perle Mimma Zuffi
20 Black Lagoon Boris Bertolini
21 Recensione: "I segreti di Osage Country": foto di famiglia in un torrido agosto Annalisa Petrella
22 "Cassandra" di Christa Wolf Sandra Romanelli
23 "Invisibile" proprio no Emanuele Rossini
24 Parole dalla natura Mimma Zuffi
25 Narrativa: Miciologia Tiziana Viganò
26 Narrativa: La donna venuta da lontano Giuseppe Amoroso
27 Narrativa: Lux in arcana Vincenzo Zaccone
28 Sfogliando Milano Paola Carbellano

BREAKING NEWS - marzo 2014

(a cura di Mimma Zuffi)

1. Torneo letterario IOSCRITTORE

2. GUANDA METTE IN EBOOK I SUOI POETI

3. L'OSSESSIONE NORDICA

4. FRANCO FONTANA - FULL COLOR

5. FESTA DEL LIBRO E DELLA LETTERATURA -LIBRI COME

1. RECORD DI PARTECIPANTI ALLA QUINTA EDIZIONE

DEL TORNEO LETTERARIO IOSCRITTORE

Con 2295 iscritti inizia ufficialmente la quinta edizione di IoScrittore, il torneo letterario online organizzato dal Gruppo editoriale Mauri Spagnol che ha per protagonisti autori esordienti che concorrono per la pubblicazione del proprio romanzo inedito in ebook e in edizione cartacea con una delle sigle del Gruppo. Il numero di partecipanti è quasi raddoppiato rispetto a quello delle edizioni passate, a testimonianza della voglia di partecipare al grande gioco dell’editoria da parte di tanti aspiranti scrittori.

Il torneo, come di consueto, dà appuntamento ai propri autori rendendoli protagonisti di occasioni speciali nell’ambito dei principali eventi del mondo editoriale:

- Sabato 10 maggio 2014: proclamazione dei 300 semifinalisti al Salone del Libro di Torino

- Sabato 15 novembre 2014: proclamazione dei 10 vincitori durante BookCity Milano

IoScrittore è l’unico torneo letterario ad aver ricevuto il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali.

Ad oggi sono stati pubblicati:

ü 78 ebook

ü 13 libri presso le sigle del Gruppo editoriale Mauri Spagnol

I numeri delle precedenti quattro edizioni:

ü 4811 autori

ü 76295 giudizi prodotti dalla community

In questa edizione sarà assegnato un premio speciale al romanzo con il miglior personaggio femminile assegnato da Pubblicità Progresso, nell'ambito della campagna per il superamento degli stereotipi e la valorizzazione delle diversità di genere “Punto su di te”.

I partner di IoScrittore sono: Pubblicità Progresso, una Fondazione privata senza fini di lucro nata nel 1971 come espressione del senso di responsabilità del mondo della comunicazione nei confronti del pubblico interesse; IBS.it, la più grande libreria online in Italia; MSN, il sito di attualità di Microsoft che con la propria offerta di contenuti editoriali contribuisce al successo del primo network in Italia; Vanity Fair, il settimanale italiano di costume, cultura e moda, appartenente a Condé Nast, prestigioso gruppo multimedia internazionale; IED, scuola internazionale di Design, Moda, Arti Visive e Management; WUZ, il social network dei libri tutto italiano.

www.ioscrittore.it

2. GUANDA METTE IN EBOOK I SUOI POETI

e triplica nel 2013 il numero di ebook venduti

Prévert, Tagore, Pessoa, Gelman, Heaney, Bukowski, Adonis, Bonnefoy, Armitage, Muldoon…: un’ampia scelta della poesia Guanda sarà presto leggibile in versione ebook. Inoltre, la collana Guanda.bit avvierà una serie dedicata al racconto italiano.

Guanda ha attualmente in catalogo più di quattrocento titoli in ebook. “Molto forte incredibilmente vicino” di Jonathan Safran Foer è il titolo più venduto nel 2013, e tra gli autori più apprezzati spicca Luis Sepùlveda, con l’enhanced ebook di “Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza”, un ebook multimediale, arricchito di disegni, lettura audio e animazioni. Anche il noir ha riscosso successo con autori come Nesser, Indridason, Banville, Biondillo, Vichi, Fazioli, Gardella, Cocco&Magella.

Nella seconda metà del 2013 Guanda ha triplicato il numero di ebook venduti rispetto allo stesso periodo del 2012, con una crescita maggiore rispetto alla media del mercato italiano, e diversi titoli Guanda sono stati ripetutamente tra i più venduti in tutti i principali store.

3. L'OSSESSIONE NORDICA

Böcklin, Klimt, Munch e la pittura italiana

ROVIGO - PALAZZO ROVERELLA

22 FEBBRAIO > 22 GIUGNO 2014

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A Palazzo Roverella, per la prima volta, i grandi pittori del Nord a confronto con gli italiani. La storia di una grande, pacifica conquista intellettuale ed emotiva, di una fascinazione che cambiò l’arte in Italia. E non solo.

Mostra a cura di
Giandomenico Romanelli

Direzione
Alessia Vedova

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Catalogo
Marsilio Editori

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI

Palazzo Roverella
Tel. 0425.460093
Da lunedì a venerdì: 9.30-18.30
Sabato: 9.30-13.30
info@palazzoroverella.com
www.palazzoroverella.com

(a cura di Mimma Zuffi)

4. FRANCO FONTANA 

FULL COLOR

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15.02 > 18.05.2014

Venezia, Istituto Veneto di Scienze, Lettere e Arti
Palazzo Franchetti
Campo Santo Stefano 2842

La prima grande retrospettiva a Venezia di Franco Fontana, oltre 130 fotografie che raccontano la sua lunghissima storia di fotografo conosciuto in tutto il mondo.

La mostra, promossa dall' Istituto Veneto di Scienze, Lettere e Arti è curata da Denis Curti e

prodotta da Civita Tre Venezie in collaborazione con Venezia Iniziative Culturali, Tre Oci, Grafica Veneta.

Catalogo Marsilio Editori

Info
041 8620761
www.ticket.it/fontana

Orari mostra
da lunedì a domenica 10.00-19.00
martedì chiuso

(a cura di Mimma Zuffi)

5.

Venerdì 14 marzo 2014 ore 19

Auditorium parco della musica – Teatro Studio

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Marc Augé

terrà una conferenza sul tema
“La paura del lavoro”

14 marzo 2014

Editoriale – Marzo 2014

 

Paolo Sorrentino: la “grande bellezza” dell’Oscar

Di Fabio Fox Gariani

Era ora, finalmente. Dopo Roberto Benigni con il suo La vita è bella, quindici anni addietro e con la sua mirabolante corsa a scavalcare le poltrone per raggiungere il palco del Kodak Theatre di Los Angeles, tocca al regista Paolo Sorrentino portare con orgoglio il tricolore alla notte degli Academy Awards e tornare a casa con l’ambita statuetta. Oltreoceano, La grande bellezza, film in concorso, è riuscito a strappare questa volta il giudizio positivo della giuria, per quanto il cinema italiano in questi anni ha prodotto opere che avrebbero potuto aumentare il palmares dei trofei. Polemiche a parte, il premio è più che meritato. Roma è il centro, caput mundi.

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Sorrentino e il “suo” Oscar per La grande bellezza.

Roma, che è protagonista del film in ogni scena, Cafonal dentro, ma talmente bella, nuda, monumentale, che la immaginiamo pulita e persino silenziosa tra il lungotevere e il Gianicolo, il Colosseo e dunque il cinema è ancora una volta sogno. Il premio ha galvanizzato tutti, come dopo una partita vinta ai mondiali al punto che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano l’ha definita ''una splendida vittoria per l'Italia'' e da appassionato di cinema sottolinea che ''si e' giustamente colto nel film di Sorrentino il senso della grande tradizione del cinema italiano e insieme una nuova capacità di rappresentazione creativa della realtà del costume del nostro tempo''.

Parole che danno qualche iniezione di forza in un momento che per l’Italia, come ben sappiano, è pieno di ombre, incertezze, talvolta di poca autostima. Il bel film di Sorrentino e l’Oscar aggiudicatosi spazza via, o almeno ci prova, queste nebbie ottenendo il plauso di tutte le autorità di spicco del panorama politico nazionale.

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi a sua volta ha parlato di ''orgoglio italiano'' e durante la notte poco dopo il premio ha chiamato dall'altra parte dell'oceano per congratularsi con il regista: "è un segnale importante perché non abbiamo paura di allargare le nostre ambizioni". Più o meno alla stessa ora Sorrentino ha ricevuto una chiamata dal ministro della cultura Dario Franceschini che con queste parole ha esordito: ''se l'Italia crede in se stessa, ha fiducia nei propri mezzi investe in quello straordinario matrimonio di creatività, di intelligenza, di bellezza, arte, storia e cultura, può vincere tutte le sfide che ha davanti''.

Parole che confermano il potere intrinseco che la Settima Arte, da sempre ha e manifesta attraverso la sua espressione visiva e drammaturgia, mettendo tutti d’accordo per un volta.

Sorrentino simbolo dell'Italia che vince, fa gridare al rilancio del cinema italiano tutto il mondo dello spettacolo. Lo stesso regista dal palco del Dolby Theatre se lo è augurato stringendo a sé la statuetta: "spero che questo film e questa vittoria siano una porta aperta affinché il cinema italiano diventi più cinema per il mercato internazionale''. Il presidente dei produttori Anica Riccardo Tozzi ne è convinto, raccogliendo di sponda il rilancio del regista, sottolinea: ''è la punta di diamante e l'eccellenza di un lavoro che tutto il cinema italiano ha portato avanti in questi anni, conquistando stabilmente una quota di mercato sala di oltre il 25% diventando una delle cinematografie più presenti e più premiate ai Festival internazionali''. Dati che anche l'Eurispes sottolinea: 145 film italiani in sala nel 2013, in aumento rispetto ai 112 del 2012, un cinema fatto di piccole e piccolissime produzioni, low e medio budget e con incassi al box office e presenze in sala in lieve crescita. E tanti registi di spicco fanno festa con lui: Giovanni Veronesi, Gabriele Muccino, Paolo Virzì, Alessandro Gassman e tanti altri. E mentre il quotidiano francese Le Monde in un suo articolo apparso di recente mette a confronto la vittoria di Sorrentino con il ventilato default della città, un altro grande del panorama italiano, Carlo Verdone pur con le parole del cittadino amorevole, è sulla stessa lunghezza d'onda: ''dobbiamo volere più bene a questa città, a tutta l'Italia e riuscire a disseppellire questa grande bellezza umiliata dalla sciatteria''.

Parole forti, dirette, quelle di Verdone che ci sentiamo appieno di condividere nel dopo Oscar.

L'Oscar ha da sempre il potere latente di una scossa di adrenalina anche per il mondo del turismo alle prese con la crisi e così mentre si raccolgono voci di una App del Comune di Roma per attirare gli stranieri nei luoghi del film, il presidente di Federturismo Confindustria, Renzo Iori, in una conferenza stampa sottolinea l'importanza del turismo cinematografico, nuova frontiera: ''ogni anno solo in Italia sono circa dieci milioni i turisti che decidono di visitare alcune città sulla scia delle suggestioni generate dalle produzioni cinematografiche. E' fondamentale capitalizzare il valore del cineturismo per promuovere il territorio e per destagionalizzare i flussi".

Rimane a ogni buon conto il successo che La grande bellezza ha raccolto nella trascorsa notte degli Oscar, spingendo con il suo esempio altri registi italiani a tentare il bis per l’anno prossimo. Speriamo in bene.

E veniamo a noi come di consuetudine. Cieli di Parole questo mese di marzo, come sempre è ricco di contenuti e novità. Con lo speciale dedicato agli scrittori venuti dal freddo, ci immergiamo negli ambienti algidi dei romanzi gialli di Islanda, Svezia e Norvegia magistralmente tratteggiati da autori del calibro di Stieg Larsson, Arnaldur Indridason e Hanning Mankell. Sono di scena due articoli approfonditi sulla figura del grande pittore Van Gogh: il primo a cura di Giovanna Rotondo, il secondo, letto in chiave psicologica da Alessia Ghisi Migliari. Su un altro fronte, rimanendo nell’orbita artistica, Annalisa Petrella ci parla della figura di Paul Klee e della mostra a lui dedicata a Londra. Leggete e gustateveli.

Grande abbuffata anche nel corner dedicato alla narrativa con tre racconti: Lux in Arcana di Vincenzo Zaccone, La donna venuta da lontano di Giuseppe Amoroso e Miciologia di Tiziana Viganò. Tre mondi, tre spaccati narrativi diversi.

Viaggiamo verso oriente, verso la terra del drago, in Cina grazie al saggio critico della nostra new entry a cui diamo il benvenuto, Francesca Nardella che ha esplorato in modo esaustivo in questa prima parte la figura dello scrittore e sceneggiatore cinese Xu Wen, Di diverso registro il pezzo di Bors Bertolini dedicato alla serie anime giapponesi Black Lagoon tratta dall’omonimo Manga. Emanuele Rossini si è poi dedicato a una ricerca non indifferente, cercando la donna invisibile dei Fantastici 4. E’ riuscito nel suo tentativo? Scopritelo da soli…

Se vorrete camminare invece nel mondo del fantasy leggetevi il pezzo della nostra Alice Colombo che, puntualmente ritorna con le “sue creature” fantastiche. Questo mese andremo a spasso con gli Orchi. Fate attenzione però. Nell’angolo dedicato all’Intervista Impossibile, Giovanni De Predo è riuscito a trovare un ombrello e a volare assieme a Mary Poppino sopra il cielo di Milano. La pillola in effetti è andata giù…

Infine, Mimma Zuffi per questo mese, oltre alle consuete novità editoriali e alle news, ha incontrato per noi nello spazio riservato all’intervista la giornalista Stefania Aleni. Faccia a faccia con una donna coraggiosa. Queste e molto altro ancora troverete nelle pagine di questo mese di Cieli di Parole.

Stay tunes, baby!

Vincent van Gogh

 

Di Giovanna Rotondo

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Autoritratti

La personalità di Van Gogh non è stata quella con la vocazione dell’artista alla ricerca della sua arte e del suo stile, almeno per lungo tempo. Vincent van Gogh nasce con innate qualità e capacità per il disegno e la pittura, ma li considera un passatempo che lo rilassa e lo aiuta, un momento di riflessione. La sua vita è una costante e tormentata ricerca di una dimensione in cui collocarsi, un mondo cui appartenere, è una persona con una profonda religiosità, comprende e divide le sofferenze degli ultimi fino ad annullarsi e diventare come loro.

Ha una buona famiglia, un fratello meraviglioso e tutti lo aiuteranno sempre. Negli ultimi anni della sua vita vive un paio di anni a Parigi con suo fratello Theo, che più di tutti lo spingerà a dipingere e a studiare arte.

Vincent van Gogh nasce il 30 marzo a Zundert, Paesi Bassi, un paesino piatto e ordinato. La vita degli abitanti è semplice, molto provinciale, sono brave persone, rispettano le leggi e i comandamenti.

Van Gogh cresce in una casa di campagna con molte finestre, insieme a un buon numero di fratelli e sorelle, lui è il maggiore, Theodorus, detto Theo, il secondogenito. Suo padre, Pastore Protestante, disponibile per natura e professione, ha un carattere aperto e altruista.

Van Gogh ha un bel rapporto con sua madre, Anna Cornelia, e molta affinità con tutta la famiglia, di condizioni economiche modeste. Vincent si distingue fin da bambino per il suo temperamento diverso, asociale, appassionato e indisciplinato, che preoccuperà non poco i suoi.

A dodici anni viene mandato a studiare in una scuola privata, ma i risultati sono scarsi, a sedici anni smette senza prendere il diploma.

Suo zio Vincent, fratello del padre, gli trova lavoro come commesso in una ditta di mercanti d’arte, della catena di negozi Goupil di Parigi.

Vincent si trova abbastanza bene da Goupil e, dopo quattro anni, a poco più di vent’anni, viene trasferito nel negozio di Londra.

In quel periodo disegna molto nei weekend, scrive lettere con schizzi del paesaggio e dell’ambiente che lo circonda, ma non è attratto da grandi artisti o scuole, la sua preoccupazione è il soggetto, quello religioso in particolare: le sue scelte artistiche non sono di qualità.

A Londra Van Gogh s'innamora per la prima volta, ma non viene corrisposto. La cosa lo sconvolge con serie ripercussioni sul lavoro, alla fine abbandona il suo impiego presso i negozi d’arte Goupil.

Dopo un andirivieni tra la casa dei genitori, Londra e Parigi, decide di dedicarsi ai poveri e diventare Pastore. Studia molto, ma non supera l’esame di ammissione all’Università.

Vive un paio di anni di amare vicissitudini e tentativi lavorativi poco proficui, infine, riceve l’incarico, dopo tre mesi di corso, di predicatore temporaneo dalla Scuola di Evangelizzazione di Bruxelles e si trasferisce nel centro minerario di Wasmes, in Belgio.

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Miniera di Carbone Wasmes, acquerello 1789, Van Gogh Museum, Amsterdam

Minatori, disegno su carta 1880, Kroller Muller Museum, Otterlo

Come predicatore s'ispira agli antichi cristiani, dà tutto ciò che possiede ai poveri e diventa povero con loro, non porta calze, indossa camicie di tela di sacco, cura i minatori malati e feriti, giorno e notte.

Si dedica con tutta l’anima alla sua missione, si priva del cibo, fino a diventare magro e debole. Predica, ma non ha fluidità di parola, è impacciato, fa fatica a esprimersi. La Chiesa Evangelica lo solleva dall’incarico con il pretesto che non sa predicare, ritenendo il suo comportamento poco dignitoso per l’incarico che ricopre.

“Malgrado tutto mi risolleverò: prenderò in mano la mia matita, che ho abbandonato nel mio grande scoramento, e ricomincerò a disegnare”. 1880

Vincent van Gogh artista

E nel 1880 finalmente nasce il pittore! Van Gogh ha ventisette anni. Spinto da suo fratello Theo, decide di diventare pittore di professione. Da quel momento, fino alla fine della sua vita, lavorerà moltissimo, con passione e accanimento. Una produzione incredibile! In ottobre s'iscrive all’Accademia di belle arti a Bruxelles e la frequenta fino a marzo. Poi l'abbandona; sarà, soprattutto, un autodidatta. Ha sempre creduto nel disegno, si è cimentato con l’acquerello, scoprirà l’uso del colore e delle tecniche pittoriche a olio.

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The Angelus, disegno 1880, Kroller Muller Museum, Otterlo

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Mulini a vento a Dordrecht, acquerello 1881, Koller Muller Museum, Otterlo

Durante la sua breve esistenza dipingerà quasi un migliaio di tele, oltre a un buon numero di acquarelli e disegnerà tantissimo. Scriverà molte lettere al fratello, alla famiglia, agli amici. Dalle sue straordinarie lettere, alcune molto commoventi, spesso illustrate da schizzi, si comprende la sua personalità difficile, disturbata, forse malata, la sua vita!

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Donne che lavorano in miniera, acquerello 1882, Koller Muller Museum, Otterlo

S'innamora di nuovo, ma, ancora una volta, non viene corrisposto e ne rimane profondamente turbato.

Nel gennaio del 1882 va a vivere con una donna nubile, Sien Hoornik, madre di una bambina, e incinta. L’ha incontrata che vagava per strada, con aria desolata, tenendo per mano la figlia Maria. Sien diventa sua modella e Van Gogh l’aiuta come può. Intitolerà uno dei disegni di nudo per cui lei poserà: “Sofferenza”. E dirà: “la miglior figura che io abbia mai disegnato”. Penserà anche di sposarla. Comprende fino in fondo la sfortuna e la miseria di Sien, che ha dovuto prostituirsi per mantenere la madre e la figlia, e dimostra una grande sensibilità per la condizione faticosa e disagiata della donna.

Ma non è tempo in cui relazioni di questo tipo possano essere accettate e lui non ha le disponibilità finanziarie per mantenere una famiglia. Le pressioni sono tali per cui Van Gogh è costretto a porre fine a questa unione, nonostante ami teneramente il bimbo, Willem, che ha visto nascere e che lascerà nel settembre del 1883, quando ha poco più di un anno. “Il distacco non è stato facile…” Scriverà a suo fratello Theo.

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Sorrow, matita, penna e inchiostro su carta 1882, Modern Art Museum, Walsall

Come può esistere sulla terra una donna sola, abbandonata?”

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Donna con bimbo in grembo, acquarello 1882, Kroller Muller Museum, Otterlo

Sien e baby disegno 1882, Kroller Muller Museum, Otterlo

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Bimba in ginocchio vicino alla culla, disegno 1883, Van Gogh Museum Amsterdam

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Baby, acquerello inverno 1882/83, Van Gogh Museum Amsterdam

Baby a gattoni, disegno 1883, collezione privata.

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La mensa dei poveri, disegno 1883, Van Gogh Museum, Amsterdam

Se ne va in mezzo alle torbiere della Drente, una regione poco popolata dell’Olanda del nord che dopo soli tre mesi abbandona sia per la solitudine del luogo sia per la conseguente sensazione di vuoto interiore. Inoltre ha grandi difficoltà a trovare modelli.

Tornerà nella casa dei suoi genitori, che nel frattempo si sono trasferiti a Nuenen, dove il padre è pastore, e continuerà, con il loro aiuto, a dedicarsi alla pittura con la foga e la passione che lo accompagnano nelle attività che ama.

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Raccoglitori di legna, olio su tela1884, Coll. Privata

Non conosce gli Impressionisti, s'ispira a Jean–François Millet, uno dei più grandi pittori del verismo francese, ammira Delacroix e Corot. Trova nel verismo, la pittura degli umili, il suo stile. Studia molto i contadini del luogo cercando di cogliere le loro caratteristiche fisiche, le loro abitudini, che lo porteranno, nell’ aprile del 1885, a dipingere “Mangiatori di patate”. Un dipinto sulla miseria, troppo realistico, che non incontra i favori della critica.

Le sue opere ritraggono la povertà, il lavoro quotidiano, la fatica. I suoi colori non hanno ancora le tonalità luminose che userà nel periodo parigino, o quelle gloriose e straripanti di Arles, ma è sulla buona strada.

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Contadini piantano patate, olio su tela 1884, Koller Muller Museum, Otterlo

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Mangiatori di patate, Olio su tela 1885, Van Gogh Museum, Amsterdam

Parigi

Nel Febbraio del 1886 torna a Parigi dove vive e lavora suo fratello Theo, manager in una ditta di mercanti d’arte. I due vanno ad abitare a Montmartre, il quartiere degli artisti. Van Gogh frequenta i pittori parigini tra cui Toulouse-Lautrec, Paul Signac, Paul Gaugain, Emile Bernard e divide con loro molte esperienze.

Per Van Gogh la vita artistica parigina è una rivelazione: assorbe quanto vede, studia, si rinnova, viene influenzato dalla pittura neoimpressionista, dipinge con pennellate piccole e vivaci le strade di Montmartre, la periferia parigina, i piccoli ristoranti, fa anche molti autoritratti perché non ha soldi per pagarsi i modelli. Riproduce alcune stampe giapponesi: -Il Giapponismo- e l’arte orientale, sono una tendenza pittorica del momento, dovuta a un maggior scambio commerciale con quei paesi.

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14 luglio a Parigi, olio su tela 1886, Villa Flora, Winterthur, Svizzera

Vaso di papaveri, olio su tela 1886, Wadsworth Atheneum, Hartford USA

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Donna italiana, olio su tela 1887, Museo d’Orsay, Parigi

Ristorante delle sirene ad Asniéres, olio su tela 1887, Museo d’Orsay, Parigi

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Il ponte sulla Senna ad Asnieres, olio su tela 1887, Fondazione Buhrle, Zurigo

La vigna rossa, olio su tela 1888, Museo Puskin, Mosca

La vita a Parigi non è facile per una persona come lui e non è facile vivere con lui, lo sa bene suo fratello Theo, che lamenta, nelle lettere alla famiglia, le condizioni faticose della convivenza con Vincent, il quale è spesso rissoso, cupo, depresso. Il consumo di alcol, soprattutto l’assenzio, bevanda di moda tra gli artisti francesi, aggrava la sua condizione di persona problematica.

Arles

Nel Febbraio del 1888 Van Gogh si trasferisce ad Arles, una cittadina del sud della Francia. Alloggia in un piccolo albergo, con café a piano terra. Dipinge ogni giorno senza sosta: le strade, le piazze della città, i giardini pubblici, il ponte, i tramonti, gli alberi da frutto in fiore, dipinge le persone del luogo, la stanza in cui alloggia, la ferrovia. Dipinge il mare e le barche a Santa Maria del Mare. Dipinge sempre.

Un fiume in piena, trattenuto troppo a lungo, centinaia di opere che lo renderanno un grande artista! Ad Arles crea molte delle sue composizioni più belle. Scopre la luce, il sole, il trionfo dei colori! Esprime se stesso, le sue emozioni interiori, la sua personalità incontenibile, i suoi disagi, le sue visioni.

Ad Arles nasce il Van Gogh padre dell’Espressionismo!

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Stanza di Van Gogh ad Arles, olio su tela 1888, Van Gogh Museum, Amsterdam

La casa gialla, olio su tela 1888 Van Gogh Museum, Amsterdam

A maggio affitta una casa gialla che decora con entusiasmo - tra le varie opere del periodo dipingerà i famosi girasoli - e vuole che diventi un grande studio, un ritrovo per artisti al sud. Gaugain va a trovarlo, spinto da Theo, nel mese di ottobre dello stesso anno. La vita ad Arles non è per lui, descrive la cittadina come “piccola sporca e meschina”. Né tantomeno lo convince il desiderio di Vincent di creare un luogo associativo per pittori e fondare una nuova scuola.

Lui sogna i tropici! La vita tra i due ben presto si deteriora e litigano spesso.

Durante un litigio Van Gogh si taglia un orecchio, sarà curato all’ospedale di Arles dove il medico che lo avrà in cura, il dottor Felix Rey, gli diagnosticherà una forma di epilessia. Dopo l’episodio Gaugain se ne tornerà a Parigi.

Le difficoltà economiche devastano Van Gogh, deve fare i conti con tutto, sempre, e spesso rinuncia alle più elementari necessità, si priva anche del cibo quotidiano, per non pesare su Theo. Lo deprime non riuscire a vendere un quadro, vorrebbe sentirsi meno solo, gli manca una modella, una compagna: vive da povero e da emarginato.

Incomincia a soffrire fortemente: è disturbato e disturba le persone intorno a sé con le sue continue crisi. La gente che gli vive intorno ha paura e nel marzo del 1889 sottoscrive una petizione, al Sindaco di Arles, in cui lo dichiarano non idoneo a vivere libero. Sarà portato all’ospedale, il ricovero coatto ha un impatto doloroso su di lui, ma lo curano e gli permettono di dipingere appena si sente meglio.

Vincent Van Gogh e la notte

“Quando mai riuscirò a dipingere un cielo stellato, un quadro che da sempre occupa i miei pensieri?”

“Spesso ho l’impressione che la notte sia più ricca di colori, se paragonata al giorno”.

“Ma la vista delle stelle mi fa sognare!"

"Quando ho un impellente bisogno di religione, esco e dipingo le stelle”.

“Sogno di dipingere, poi dipingo i miei sogni"

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Notte stellata sul Rodano, olio su tela 1888, Musée d’Orsay, Parigi

Notte stellata, olio su tela 1889, Modern Art Mseum, New York

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Terrazzo con caffè e cielo stellato, olo su tela 1888, Koller Muller Museum Otterlo

Strada con cipresso e notte stellata, olio su tela 1890, Koller Muller Museum, Otterlo

Ospedale di Saint-Remy

Nel maggio dello stesso anno Vincent viene trasferito all’Hospice di Saint Remy de Provence, nelle vicinanze di Arles, su richiesta del fratello Theo, come internato volontario.

Van Gogh rimarrà a Saint-Remy tre mesi, anche qui gli permettono di dipingere e di uscire, se accompagnato. I suoi colori a volte si attenuano, per poi esplodere in composizioni visionarie, piene di dolore, come “Campo di grano con volo di corvi”. Molti pensano che sia l’ultima composizione di Van Gogh, ma non v’è certezza che lo sia. In quel periodo creerà uno dei suoi capolavori “La notte stellata”.

Theo gli vende il primo quadro: “La vigna rossa”, a quattrocento franchi, l’unico dipinto che ha mai venduto da vivo! E arrivano i primi riconoscimenti: Van Gogh incomincia a imporsi e a ricevere buone critiche. Nel settembre del 1889 viene inviatato a partecipare alla quinta edizione del Salone degli Artisti Indipendenti di Parigi, con “Notte stellata sul Rodano” e “Iris”.

Nel gennaio del 1890 il critico d’arte, Albert Aurier, pubblica su “Mercure de France”, una rivista specializzata nel settore, un articolo dedicato al pittore olandese, intitolato: “Gli isolati, Vincent van Gogh”. Un articolo incredibile che rivela, in parte, il lavoro e la personalità dell’artista, non passerà inosservato!

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Il corridoio dell’ospedale, olio su tela 1889, Modern Art Mseum, New York

Corsia dell’ospedale di Arles, olio su tela 1889, Villa Flora, Winterthur, Svizzera

Auverse-sur-Oise

La situazione economica è faticosa per Theo che deve mantenere, oltre a se stesso e la sua famiglia, Vincent e sua madre, ma continua ad aiutarlo. Dopo l’uscita dal manicomio, nel maggio del 1890, Vincent va a vivere a Auverse-sur-Oise, un paesino vicino a Parigi.

Suo fratello Theo gli farà conoscere un medico omeopata, il dottor Gachet, una persona particolare, libero pensatore, anticonvenzionale, assolutamente all’avanguardia per quei tempi, appassionato d’arte e psichiatra. Gachet lo consiglierà e lo assisterà nella sua malattia. Vincent si trova bene con lui e sua figlia e li ritrae entrambi, più volte.

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Campo di grano con volo di corvi, olio su tela 1890, Van Gogh Museum, Amsterdam

Potrebbe essere un nuovo inizio, ma, non si sa se per la precarietà del suo stato fisico e mentale, le continue privazioni a cui si è sottoposto negli ultimi anni o la preoccupazione per il futuro, in un momento, forse, di depressione, Vincent van Gogh si infligge un colpo di arma da fuoco al fianco.

Morirà dopo due giorni, in ospedale, il 29 luglio del 1890, assistito da suo fratello Theo, che lo seguirà dopo solo sei mesi. Sono sepolti l’uno accanto all’altro al cimitero di Auverse sur Oise.

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"Per quanto mi riguarda, nulla so con certezza. Vorrei solo che mi accettassero per quel che sono”

Speciale Gli scrittori venuti dal freddo

Di Fabio Fox Gariani

Le parole e il freddo. Gli ambienti e il ritmo della narrativa tagliente, incisiva. Visioni ed emozioni che si annodano tra loro in algide schegge di ghiaccio. Entrano nel cuore, entrano nella mente. E rimangono. Sono come proiettili incandescenti gli autori del nord Europa, collocati nello scacchiere dei paesi scandinavi per giungere fino all’Islanda, al suo vulcano addormentato ma sempre letale, ai fiordi ghiacciati, al suo passato e agli antichi colonizzatori vichinghi di Erik il Rosso.

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Il “vichingo scrittore, Arnaldur Indridason.

Ed è da queste baie ricche di storie dove, con gli occhi della mente il lettore può immaginare i mitici Drakar, le leggere ma veloci navi guerriere degli incursori vichinghi che salpavano dirette a sud, verso la preda europea e inglese, che uno scrittore di fama internazionale si è imposto nel mercato editoriale negli ultimi anni. Stiamo parlando di Arnaldur Indridason: il nome è tutto un programma. Autore del recente giallo a sfondo scacchistico, Sfida Cruciale pubblicato in Italia da Guanda Editore nel dicembre scorso, rappresenta una delle nuove correnti della narrativa islandese, poco conosciuta del resto ai lettori italiani, se escludiamo una ristretta cerchia di appassionati.

Il “vichingo scrittore” nonché sceneggiatore è nato il 28 gennaio 1961 nello splendido capoluogo islandese, Reykjavik dove ha sempre vissuto, ha al suo attivo vari romanzi di successo in tutto il mondo che Guanda Editore è riuscito ad assicurarsi per la gioia dei fans italiani tanto che in un articolo apparso sulle pagine di critica letteraria del prestigioso The Times, il giornalista lo ha acclamato etichettandolo come “il miglior scrittore di gialli dei paesi nordici.”

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La copertina per l’edizione italiana dell’ultimo romanzo di Indridason

edito da Guanda Editore.

La storia dello scrittore venuto dal freddo

Arnaldur si è dedicato da sempre alla scrittura sia di romanzi che di sceneggiature per il cinema, dopo aver lavorato molti anni in qualità di giornalista e critico cinematografico per il più importante giornale islandese, il Morgunbladid, deliziando il pubblico dei suoi lettori con articoli e saggi gustosissimi. In Italia, a titolo di cronaca, Guanda ha già pubblicato una nutrita serie di romanzi gialli intriganti tutti di successo tradotti da Silvia Cosimini; ci riferiamo a Sotto la città, La signora in verde, La voce, Un corpo nel lago, Un grande gelo, Un caso archiviato, Un doppio sospetto, Cielo nero, Le abitudini delle volpi e il sopraccitato recente Sfida Cruciale.

Laureatosi in storia nel 1996 presso l’università islandese, pubblica il romanzo di esordio nel 1997 Synir Duftsins con protagonista il commissario Sveinsson che gli porterà fortuna come scrittore dando vita a una serie di opere poliziesche con protagonista questo investigatore algido, dai modi di agire e di pensare, oseremmo dire. rarefatti.

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Un altro giallo, un altro capolavoro del giallista islandese.

Sposato, con tre figli, Indridason, è stato premiato varie volte per le sue opere, vantando nel suo palmares anche i prestigiosi premi islandesi Glasnyckeln e Gold Dagger. Nella sfera attinente alla scrittura cinematografica in qualità di sceneggiatura ha scritto a quattro mano con Óskar Jónasson il copione del film Reykjavík-Rotterdam prodotto nel 2008 e che ha avuto tra le altre cose anche un ramake dal titolo Contraband nel 2012). Dal romanzo Mýrin, Sotto la città tradotto in Italia, è stato tratto l’adattamento per il film islandese Mýrin (Jar City).

Sfida cruciale, l’ultima fatica di Indridason, utilizza l’affascinate tema del gioco degli scacchi (attività sportiva mentale molto seguita dagli islandese, n.d.a.) quale perfetto palcoscenico per la costruzione della trama incentrata su un inspiegabile ed efferato delitto di un ragazzo in un cinema di Reykjavik. Il luogo: l’Islanda. Il tempo: il 1972.

Da qualche settimana nel luglio di quell’anno, l’Islanda non è più uno sperduto fazzoletto di terra sperduto nelle fredde acque dell’Atlantico settentrionale. All’improvviso i riflettori di tutto il mondo si accendono sull’isola e sulla sua capitale. Siamo in piena guerra fredda tra USA e l’allora ex-Unione Sovietica, i rapporti sono tesi, gli scenari geopolitici in ebollizione costante pronti a esplodere da un momento all’altro tra le due potenze. In questo scenario Reykjavik ospita (come avvenne realmente nella realtà) il match per il titolo di campione del mondo di scacchi, accogliendo due figure che hanno fatto grande la storia del “gioco dei re”: i grandi maestri, l’americano Bobby Fischer, lo sfidante, e il campione in carica, il russo Boris Spassky, personaggi che hanno realmente calcolato le scene dell’universo scacchistico internazionale.

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Cosa si nasconde dietro questo sguardo? Quali nuovi misteri, trame, delitti e ombre del freddo vedranno la luce nel prossimo romanzo?

Sono i due poli opposti in frizione tra le due superpotenze di allora. Sullo sfondo di questo scenario, il dramma: l’omicidio in un cinema della città di un giovane ragazzo di soli diciassette anni, Ragnar Einarsson sembrerebbe un piccola macchia, una nota stonata messa in ombra dall’evento internazionale del match per il campionato del mondo di scacchi. Le coscienze degli islandesi sono rapite e affascinate dallo scontro tra Fischer e Spassky e dalle varie partite del torneo che, giorno dopo giorno nel luglio del 1972, si svolsero senza esclusione di colpi.

Nessuno sembra interessarsi al caso della morte del giovane Ragnar. Tranne una sola persona: il commissario della polizia di Reykjavik, Marion Brienn, ossessionato dallo scoprire l’assassino (o gli assassini…) e dalla causa senza movente apparente. Dotato di un forte senso etico forgiato da un’infanzia dolorosa afflitta da una grave malattia, da una famiglia praticamente assente, Brienn, schiacciato da una vita solitaria, andrà a fondo di queste ombre, a caccia del colpevole di questo caso che ben presto si rivelerà più complesso di quanto pensasse, invischiandosi in un intrigo internazionale che ha proprio come tema il match per il titolo del mondo di campione di scacchi tra Fischer e Spassky.

Per saperne di più e invitare i lettori italiani alla scoperta del mondo poliziesco di Indridason, riportiamo di seguito la bibliografia delle opere pubblicate in Italia con il titolo originale di uscita in islandese.

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Oltre ogni limite… la verità nascosta nell’oscurità.

Bibliografia

Serie del commissario Erlendur Sveinsson
  • 1997 - (Synir Duftsins)
  • 1998 - (Dauðarósir)
  • 2000 - (Mýrin) - Sotto la città, Guanda 2005
  • 2001 - (Grafarþögn) - La signora in verde, Guanda 2006
  • 2002 - (Röddin) - La voce, Guanda 2008
  • 2004 - (Kleifarvatn) - Un corpo nel lago, Guanda 2009
  • 2005 - (Vetrarborgin) - Un grande gelo, Guanda 2010
  • 2007 - (Harðskafi) - Un caso archiviato, Guanda 2010
  • 2008 - (Myrká) - Un doppio sospetto, Guanda 2011
  • 2009 - (Svörtu loft) - Cielo Nero, Guanda 2012
  • 2010 - (Furðustrandir) - Le abitudini delle volpi, Guanda 2013
  • 2011 - (Einvígið) - Sfida cruciale, Guanda 2013
  • 2012 - (Reykjavíkurnætur)
Altre pubblicazioni
  • 1999 - (Napóleonsskjölin)
  • 2003 - (Bettý)
  • 2006 - (Konungsbók)

Per il cinema…

Arnaldur Indriðason con Óskar Jónasson ha scritto la sceneggiatura a quattro mani del film Reykjavík-Rotterdam del 2008 (remake dal titolo Contraband del 2012). Dal romanzo Mýrin, Sotto la città è stato tratto il film islandese Mýrin (Jar City).

Premi / riconoscimenti

Altre terre, altro freddo: il poliziesco in Svezia

Cambiamo asse geografico e rivolgiamo la nostra attenzione verso est, in direzione dell’area baltica, in particolare la Svezia, terra altrettanto feconda di scrittori di romanzi gialli dai toni forti e potenti.

Dobbiamo andare indietro nel tempo. Durante il XIX secolo e l'inizio, la maggior parte dei polizieschi pubblicati in Svezia erano traduzioni dall'inglese, dal francese e dal tedesco. Fra le prime opere originali in svedese vanno ricordate sicuramente la novella Bark Nora Qvarn del 1838 di Carl Jonas Love Almquist ed i pastiches sherlockiani scritti con abile penna da Sture Stig, pseudonimo di Oscar Wagman (1849-1913).

Subito dopo la prima guerra mondiale appare sulle scene letterarie di questo paese la prima grande generazione di scrittori svedesi di poliziesco; sono da ricordare in particolare da ricordare Iwan Aminoff (1868-1928), Samuel August Duse (1873-1933), Axel Essén (1880-1951), Harold Johnson (1886-1936), Gosta Palmcrantz (1888-1978), Julius Regis (1889-1925), Gunnar Serner (1886-1947), Otto Witt (1875-1923) e Harald Wagner (1885-1925). Una pattuglia di autori che ha gettato le fondamenta per gli autori del XX secolo e che oggi sono conosciuti in ambito internazionale. Risale invece alla metà degli anni Sessanta il primo grande successo internazionale del poliziesco svedese, a seguito della pubblicazione della lunga saga composta da ben dieci romanzi con protagonista il commissario Martin Beck di Stoccolma, scritti dalla coppia di scrittori, marito e moglie, Maj Sjöwall e Per Wahlöö.

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Neve e ghiaccio, gli elementi basilari delle ambientazioni del poliziesco della narrativa scandinava.

Non possiamo menzionare in questo contesto altri importanti scrittori svedesi di poliziesco noti a livello internazionale: Henning Mankell (1948), autore dei romanzi con il commissario Kurt Wallander, Jens Lapidus (1974), autore della Trilogia di Stoccolma, e soprattutto il grande Stieg Larsson (1954-2004), autore della trilogia bestseller Millennium, pubblicata postuma a partire dal 2005 che ha avuto anche una felice trasposizione cinematografica con il ruolo dell’hacker vendicativa Lisbeth Salander, magistralmente interpretata dalla bella e brava Noomi Rapace.

Carl Jonas Love Almquist, il pioniere

Ancor prima degli autori citati più sopra, uno in particolare Carl Jonas Love Almquist (Stoccolma, 28 novembre 1793Brema, 26 settembre 1866) è stato uno scrittore svedese che ha gettato le base di una letteratura nordica moderna, matura, affrancata da quella più tradizionale a sfondo mitologico-guerresco tipica dei paesi scandinavi come la saga medioevale di Snorri.

Almquist studiò a Uppsala nel periodo 1808-1815 ottenendo vari impieghi in Finlandia e nell'amministrazione civile della capitale svedese; nel 1824 si stabilì nella gelida regione del Varmland, dove sposò una contadina e visse da contadino, dividendosi tra la penna e l’aratro in mezzo ai campi. Fu poi rettore di una scuola elementare a Stoccolma (1829) dedicandosi successivamente al giornalismo d'opposizione radicale. Nel giugno del 1851, fuggì negli Stati Uniti, accusato di falso e tentato veneficio. Condannato in contumacia, rientrò quindici anni dopo in Europa e visse i suoi ultimi mesi sotto il falso nome di C. Westermann.

La vastissima e difforme produzione letteraria di Alquist composta da un panorama eterogeneo di novelle e drammi teatrali, romanzi e confessioni, satire, libere fantasie e versi poetici da lui stesso in gran parte raccolta entro una cornice narrativa e sotto il titolo di Tornrosens bok (Il libro della rosa selvatica, 1832-51), è profondamente ispirata al suo particolare e rarefatto senso estetico religioso d'impronta zinzendorfiana, improntato alla mistica erotica e al suo anarchismo rousseauiano. A preferenza delle prosa, di cui oggi sempre più si avverte il vuoto sotto gli orpelli romantici, le tarde e brevi poesie, Songes, Sogni edito a cavallo degli anni 1849-1850, sono efficace testimonianza di un disciplinato ma intenso talento lirico musicale. Un scrittore fuori dai generi.

Henning Mankell: indagini a tutto campo

Non poteva mancava in questa seppur breve panoramica un altro scrittore svedese che ha dato rinnovato impulso alla letteratura gialla e poliziesca in Svezia.

Stiamo parlando di Henning Mankell.

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Henning Mankell alla Fiera del libro di Göteborg nel 2005.

Nato a Stoccolma il 3 febbraio 1948 è uno scrittore svedese noto principalmente per i suoi romanzi polizieschi che hanno come protagonista il celebre personaggio di Kurt Wallander, commissario della polizia di Ystad. Con il primo romanzo del commissario, Assassino senza volto, si è meritatamente aggiudicato il premio Glasnyckeln dedicato ai migliori romanzi gialli dei paesi scandinavi. Lo scrittore vive nomade tra il gelo della Svezia e il caldo del Mozambico; dal 1998 è sposato con la regista teatrale e televisiva Eva Bergman, figlia del celebre e indimenticabile Ingmar Bergman.

Come ricordavamo più sopra, nato a Stoccolma è cresciuto nelle città svedese di Sveg nella regione di Härjedalen e di Borås, nel Västergötland. Il padre di Mankell, Ivar, era un giudice e il nonno, da cui prese il nome Henning, un compositore musicale molto apprezzato in Svezia. All’età di venti anni aveva già iniziato la sua carriera di scrittore e assistente presso il taatro Riksteater di Stoccolma. Negli anni seguenti continuò a collaborare con diversi teatri in Svezia scrivendo sceneggiature e testi per spettacoli diversi. Negli anni Settanta, Mankell emigrò nella vicina Norvegia con una ragazza del posto, norvegese, membro di un partito maoista comunista del Lavoro. Mankell in quel periodo collaborò alle attività di quel partito, pur senza mai farne parte ufficialmente come ha ricordato in una recente intervistaa.

Nel 1985 ha fondato il teatro Avenida, a Maputo in Mozambico, dove trascorre buona parte del suo tempo e dove trova ispirazione per il suo lavoro scrivendo i romanzi e narrando di delitti nella lontana e fredda terra svedese. Nel 1998, figura sempre inquieta, Mankell si è sposato con Eva Bergman, figlia di Ingmar Bergman.

Più tardi, nel 2001 ha fondato una propria casa editrice, la Leopard Förlag, col fine ultimo molto nobile di aiutare i giovani scrittori e i talenti africani e svedesi emergenti. Il 2 giugno 2008 gli è stata conferita la Laurea honoris causa dalla Saint Andrews University in Scozia quale tributo per le sue attività intellettuali.

Fu anche protagonista di una storia alquanto movimentata, degna del miglior film di spionaggio. Mankell che era a bordo della Freedom Flotilla, quando il 31 maggio 2010 fu abbordata dalla Marina militare israeliana, ha vissuto in prima persona uno scenario di guerra marittima. Negli scontri armati che seguirono e che provocarono tra le altre cose nove vittime, rimase per fortuna illeso. Dopo il suo ritorno in Svezia chiese sanzioni severe contro Israele sollevando un nugolo di proteste di vario genere.

E’ recente, inoltre un altro drammatico evento. Il 29 gennaio scorso, ha comunicato, tramite le pagine online del suo sito ufficiale, che gli è stato diagnosticato un tumore alla nuca e al polmone sinistro, ed è in attesa di conoscere dai medici del Sahlgrenska University Hospital di Goteborg quale sarà il trattamento da seguire. I fans gli si sono stretti attorno da quando ha deciso di scrivere dell'andamento della sua malattia sul quotidiano svedese Göteborgs-Posten, esordendo con questo incipit:

“Dal punto di vista della vita e non della morte.”

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Lo scrittore alla Fiera del Libro di Göteborg, 2010.

L’inquietudine svedese di uno scrittore

La parte principale dell’opera narrativa di Mankell è costituita dalla saga del commissario Wallander conosciuta in tutto il mondo, tradotta in italiano da Marsilio Editore e in seguito dalla Mondadori. Sui motivi di fondo dell'autore qualcosa si trova nelle opere più recenti. Emblematica questa frase che fa da raccordo alla struttura del suo personaggio:

Ho capito che il sottotitolo della serie doveva essere I romanzi dell'inquietudine svedese. (…) Questi romanzi, in fondo, pur nella loro varietà, hanno sempre girato intorno a un unico tema: che cosa è successo negli anni Novanta allo Stato di diritto? Come può sopravvivere la democrazia se il fondamento dello Stato di diritto non è più intatto? La democrazia ha un prezzo che un giorno sarà considerato troppo alto e che non vale più la pena pagare?

L'uomo inquieto è anche il titolo dell'ultimo romanzo della serie. Chiaramente l'uomo inquieto, colui che è colpito dalle ansie del mondo, che lotta contro le ombre del male è Wallander, il quale è anche testardamente assetato di giustizia, paladino si di questo tema ma anche uomo pragmatico:

“Il concetto di giustizia non significa solo che le persone che commettono reati vengano condannate. Significa anche non arrendersi mai.”

Serie del commissario Kurt Wallander
Altri romanzi
Oltre alla serie dei romanzi gialli del commissionario Wallander, Mankell ha scritto opere letterarie diverse tra loro, tutte godibilissime e brillanti.

Filmografia

Non poteva mancare di certo il grande schermo. Di seguito alcuni film e miniserie televisive tratte e adattate in sceneggiature.

  • 1994 - Mördare utan ansikte, miniserie tratta da Assassino senza volto
  • 1995 - Hundarna i Riga, da I cani di Riga
  • 1996 - Den vita lejoninnan, da La leonessa bianca
  • 1997 - Etterfølgeren
  • 1998 - Comédia Infantil
  • 1999 - Efterträdaren, miniserie
  • 2000 - Labyrinten, miniserie
  • 2001 - Villospår, film TV da La falsa pista
  • 2002 - Den 5:e kvinnan, miniserie da La quinta donna
  • 2003 - Talismanen, miniserie
  • 2003 - Mannen som log, film TV da L'uomo che sorrideva
  • 2004 - "Danslärarens återkomst, film TV
  • 2005 - Wallander - Innan frosten, da Prima del gelo
  • 2005 - Steget efter, da Delitto di mezza estate
  • 2005 - Wallander - Byfånen
  • 2005 - Wallander – Bröderna

Stieg Larsson, il “genio” del Millenium

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Stieg Larsson, creatore della celebre saga di Millennium,

morto il 9 novembre 2004.

Stieg Larsson, all’anagrafe nome completo Karl Stig-Erland Larsson, nato a Skellefteå, 15 agosto 1954 e morto a Stoccolma, 9 novembre 2004, è stato uno scrittore e giornalista svedese di fama internazionale dopo il successo della trilogia di Millennium, letteraria e cinematografica, la cui scomparsa ha accresciuto ulteriormente l’alone di successo e al tempo stesso di mistero. Mistero poiché, tra le innumerevole teorie complottistiche degni di X-Files girate in rete a opera dei suoi fans più sfegatati, notizie che sostengono che Larsson sarebbe vivo e vegeto al sicuro da qualche parte, protetto dai servizi di Intelligence svedesi, al sicuro dalle macchinazioni politiche internazionali di stampo filonazista che lo vorrebbero vedere morto. Leggende urbane a parte (potremmo dedicare un intero speciale al riguardo sulle pagine di Cieli di Parole, n.d.a.), Larsson ha dato nuovo impulso, propellente al genere thriller noir con profondi intrecci psicologici, crudi, tra i vari personaggi dei suoi romanzi, fotografando un Svezia in apparenza molto civile e avanzata, ma come spesso succede nella “troppa perfezione”, carica di odi, rancori, delitti e soprusi di ogni genere.

Scrittore brillante, originale, con la “S”, è stato un esperto conoscitore di organizzazioni di estrema destra e neonaziste, fondatore della rivista antirazzista Expo, consulente della prestigiosa polizia di Scotland Yard e corrispondente dal Regno Unito, consulente del Ministero della Giustizia svedese, inviato per l'OSCE. Ne abbiamo di elementi per i sostenitori del complotto che lo vorrebbero “fintamente morto” poiché personaggio scomodo a conoscenza di segreti che nessuno vorrebbe fossero sbandierati ai quattro venti tramite romanzi o film. Larsson venuto a mavcare come dicevamo a Stoccolma il 9 novembre 2004, morto improvvisamente per un attacco cardiaco. Dopo la sua scomparsa, come purtroppo accadde in questi casi, sono stati pubblicati i suoi romanzi polizieschi, asse portante della feroce trilogia Millennium. Ed è stato subito successo in tutto il mondo, Italia compresa. È stato il secondo autore più venduto nel mondo nel 2008, dietro l'afghano Khaled Hosseini. Parlando di numero, a marzo 2010 la sua trilogia Millennium ha venduto 27 milioni di copie in oltre quaranta paesi, Italia compresa.

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L’interessante saggio biografico su Larsson, scritto dal giornalista, scrittore e critico letterario Barry Forshaw.

Stieg Larsson cresciuto dai nonni materni, inizia a lavorare facendo i mestieri più disparati per mantenersi. Nel 1983 diventa grafico presso l'agenzia di stampa svedese Tidningarnas Telegrambyrå, entrando in contatto con l’editoria. Poco alla volta si orienta verso il giornalismo diventando critico letterario di romanzi polizieschi e fumetti, sua grande passione.
Nel 1995, dopo l'omicidio di cinque ragazzi a Stoccolma per mano di estremisti di destra, lascia la Tidningarnas Telegrambyrå per fondare la rivista trimestrale EXPO, con intenti antirazzisti, rivista che sarà schierata in prima linea contro il rigurgito neofascista in Svezia che ha travolto molti giovani del paese scandinavo, spaccando in due l’opinione pubblica. La battaglia di Stieg Larsson contro il razzismo, potremmo definirla quasi una crociata nel senso lati, il fascismo e l’estremismo di destra è assolutamente seria, scevra di appoggi politici o di retroazioni di qualche politico oscuro che opera nell’ombra. E’ lui contro queste forze del male. Nel 1991 scrive, insieme ad Anna-Lena Lodenius, giornalista e scrittrice anche lei, Extremhögern (Estremismo di destra). Dieci anni dopo pubblica a quattro mani con Mikael Ekman, un nuovo saggio politico, Sverigedemokraterna: den nationella rörelsen (Democratici svedesi: il movimento nazionale). Comincia a tenere conferenze in tutto il mondo, Londra compresa, dove viene invitato da Scotland Yard, con cui inizierà a collaborare strettamente. Questo è il lato più curioso e particolare della vita dello scrittore. In più occasioni riceve minacce di morte dagli estremisti di destra e da vari gruppi di estrema destra che lo vedono come fumo negli occhi.

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Se volete sentire la voce dello scrittore, leggetevi le sue lettere edito da Marsilio. Imperdibile per tutti i fans dell’autore svedese.

Da un punto di vista politico, ricordiamo tanto per far piazza pulita d’ogni ombra calata sulla sua figura, che politicamente, Stieg Larsson fu inizialmente un attivista della Kommunistiska Arbetareförbundet (Lega Comunista dei Lavoratori), che lasciò di sua volontà nel 1987 in contrasto con la scarsa democratizzazione dei Paesi del socialismo reale. Ha sempre lottato per il tema della democrazia, fuori dagli schemi e dai tentativi di “ammaestramento” da parte della casta politica che, anche nel suo paese, la Svezia, ha profonde radici.

Grande fan di Pippi Calzelunghe, il celebre personaggio creato nel 1945 da Astrid Lindgren portato poi sullo schermo nell’omonima e famosa serie televisiva, Larsson è stato anche lettore appassionato e profondo conoscitore di fantascienza, science fiction e letteratura fantastica di genere. Morto il 9 novembre 2004 a Stoccolma a causa di un infarto, nella redazione del suo giornale EXPO, direttamente alla scrivania impegnato a scrivere l’ultimo pezzo prima di andare in pagina. L’ultimo in tutti sensi. Il testamento del 1977, con cui egli disponeva la sua eredità a favore della sede di Umeå della sezione svedese della IV internazionale, è stato ritenuto non valido, per cui i suoi beni, ad oggi, e i proventi copiosi della vendita dei libri spettano al fratello e al padre, Joakim ed Erland. Nessun diritto all'eredità è stato riconosciuto alla sua compagna di sempre, l'architetto e scrittrice Eva Gabrielsson, con cui aveva vissuto per 32 anni che, molto elegantemente, ha accettato il verdetto finale nonostante il dolore della perdita del proprio compagno.

Le opere letterarie

Sino al 2004, anno della sua morte, Larsson aveva pubblicato solamente saggi sulla democrazia svedese e sui movimenti di estrema destra, impegnato su vari fronti politici. Solo poco prima di morire Larsson contattò una delle principali case editrici svedesi, la Norstedts, consegnando a un editor una serie di tre romanzi polizieschi che costituiscono la celebre trilogia Millennium. Aveva pensato a una serie di dieci romanzi collegato in modo seriale e prima di morire aveva già sviluppato in forma narrativa estesa il quarto e quinto volume. In seguito alla sua morte, la trilogia conobbe un enorme successo, dapprima in Svezia quindi in Francia, dove fu pubblicato dalla casa editrice Actes Sud, poi in tutta Europa divenendo il caso letterario dell'anno che ha ribaltato tutti i canali del giallo poliziesco nei paesi scamdinavi; finora sono stati venduti oltre otto milioni di copie. Attualmente i suoi libri sono tradotti in venticinque paesi. In Italia i suoi libri hanno visto la traduzione e pubblicazione grazie al lavoro della casa editrice Marsilio.

Le più importanti raccolte di articoli giornalistici
  • (con Anna-Lena Lodenius) Extremhögern, Stoccolma, Tidens förlag, 1991.
  • Överleva deadline - handbok för hotade journalister, Stoccolma, Svenska journalistförbundet, 2000.
  • (con Mikael Ekman) Sverigedemokraterna: den nationella rörelsen, Stoccolma Ordfront, Expos förlag, 2001.
  • (con Cecilia Englund) Debatten om hedersmord: feminism eller rasism, Stoccolma, Svartvitts förlag, 2004.
  • (con Richard Slätt, Maria Blomquist, David Lagerlöf et al.) Sverigedemokraterna från insidan, 2004.
I romanzi

La celebre trilogia Millennium è composta da:

I periodi diretti da Stieg Larsson:
  • Svartvitt med Expo, 1999-2002
  • Expo, 2002-2004
Rapporti di ricerca politici redatti dall’autore:
  • Stieg Larsson, Nanna Holst. National Analytical Study on Racist Violence and Crime.

I premi letterari

Nel 2006 e nel 2008, due romanzi della trilogia Millennium, rispettivamente Uomini che odiano le donne (Millennium 1) e La regina dei castelli di carta (Millennium 3), hanno vinto il prestigioso Glasnyckeln, un premio per i migliori gialli scandinavi. Sempre nel 2006, il secondo romanzo della trilogia, La ragazza che giocava con il fuoco (Millennium 2), è stato riconosciuto come miglior romanzo poliziesco svedese dell'anno dalla pubblicazione di critica letteraria identificata come l’Accademia del Poliziesco Svedese, Svenska Deckarakademin. Più tardi, nel 2009 vince il Premio Macavity come miglior romanzo d'esordio e il Premio Barry per il miglior romanzo poliziesco britannico con Uomini che odiano le donne. Peccato che il grande Stieg non era già più tra noi.

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Il primo celebre romanzo della trilogia di Millennim. Tutto inizia da qui.

L’altro “corner”: gli adattamenti cinematografici

Non è passato molto tempo che anche la macchina del cinema e dei format tv fossero attirati come api sul miele dal successo di Larsson e delle sue opere. La televisione svedese SVT e la compagnia di produzione Yellow Bird acquistarono i diritti per una serie televisiva tratta dai tre romanzi della Millennium Trilogy, oltre alla sceneggiatura scritta per un film per il grande schermo ispirato al primo episodio della serie, Uomini che odiano le donne. Il progetto, intitolato per l’appunto Uomini che odiano le donne (Män som hatar kvinnor), è stato affidato al regista danese Niels Arden Oplev con l'interpretazione di Michael Nyqvist per il ruolo di Mikael Blomkvist e alla bella quanto tenebrosa Noomi Rapace per quello di Lisbeth Salander. Il film uscì nelle sale svedesi il 27 febbraio 2009 e in quelle italiane il 29 maggio 2009. Successivamente furono prodotti per il grande schermo anche le trasposizioni di La ragazza che giocava con il fuoco e La regina dei castelli di carta.

Considerato il grande successo dei thriller di Larsson, il cinema americano ha successivamente creato un nuovo adattamento lavorando sullo script originale con qualche leggera variazione narrativa. Il primo episodio, intitolato Millennium - Uomini che odiano le donne (The Girl with the Dragon Tattoo), diretto da David Fincher e interpretato da Daniel Craig e dall’algida e quasi anoressica Rooney Mara, è uscito nella sale americane il 21 dicembre 2011 e in quelle italiane il 3 febbraio 2012 con un discreto risultato al box office che però non è riuscito ad eguagliare ol fratello maggiore svedese. Buona l’interpretazione di Rooney Mara che ha raccolto il testimone di Noomi Rapace.

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La storia raccontata dall’interno. Il libro scritto dalla compagna dello scrittore morto nel 2004.

La struttura narrativa della trilogia e le trame

Millennium è una trilogia di romanzi polizieschi dello scrittore e giornalista svedese Stieg Larsson. I tre romanzi che la compongono sono tutti stati pubblicati postumi, dopo la prematura scomparsa dell'autore e sono apparsi per la prima volta in Svezia tra il 2005 e il 2007 presso l'editore Norstedts Förlag. In Italia i romanzi sono stati pubblicati per la prima volta a partire dal 2007 presso l'editore Marsilio.

I romanzi che la compongono sono:

I tre romanzi, come ricordavano più sopra, sono stati tradotti e pubblicati in oltre trenta Paesi; in Europa hanno venduto oltre otto milioni di copie, di cui 2,7 milioni nella sola Svezia (quasi un quarto degli abitanti del paese scandinavo) e 1,5 milioni nella sola Francia, primo paese a pubblicare la trilogia presso l'editore Actes Sud. Le vicende narrate nei romanzi della trilogia gravitano principalmente intorno alle inchieste direttamente o indirettamente svolte dai redattori e dai collaboratori della rivista Millennium (qui ci sembra di vedere alcuni aspetti autocitativi di Larsson e della sua rivista EXPO, n.d.a.) un mensile specializzato in inchieste su grandi scandali sociali ed economici. In breve questo l’universo creato da Larsson:

Uomini che odiano le donne

Nel primo romanzo della serie, Mikael Blomkvist è reduce da un processo che lo ha visto colpevole e inerme alle accuse di diffamazione a mezzo stampa. Anche per salvare le sorti di Millennium, Blomkvist decide di accettare un incarico che lo porterà lontano da Stoccolma per indagare su un omicidio vecchio di trent'anni, ancora insoluto. Per le sue ricerche si avvarrà dell'aiuto di Lisbeth Salander, una giovane, cupa ed eccentrica ricercatrice esperta di pirateria informatica, hacker formidabile con un passato oscuro, violento. Le indagini svolte dai due porteranno ad un epilogo terribile e inaspettato.

La ragazza che giocava con il fuoco

Il secondo romanzo della trilogia verte principalmente intorno al personaggio di Lisbeth Salander, l’hacker dal passato oscuro. Dopo l'affare Wennerström, Lisbeth si prende un anno sabbatico in giro per il mondo e, a poche settimane dal suo rientro in Svezia, sarà sospettata e ricercata per triplice omicidio. Tre indagini parallele hanno inizio: una della polizia, sicura della colpevolezza di Lisbeth Salander, una di Mikael Blomkvist, amico nel primo romanzo nonché sicuro dell'innocenza di Sally e un'indagine condotta in parallelo da Dragan Armanskij che mette i suoi uomini al servizio degli investigatori della polizia. Il passato di Lisbeth Salander sarà la chiave per risolvere l'enigma dei delitti. Il vaso di Pandora verrà infine scoperchiato con risultati sconvolgenti.

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Un intenso mezzo primo piano di Lisbeth Salander, interpretata da Noomi Rapace nella trilogia cinematografica di Millennium.

La regina dei castelli di carta

Nel terzo e ultimo romanzo della trilogia, la giovane hacker Lisbeth Salander è di nuovo immobilizzata in un letto d'ospedale, anche se questa volta non sono le cinghie di cuoio a trattenerla, ma una pallottola in testa che l’ha quasi uccisa. È diventata una minaccia: se qualcuno scava nella sua vita e ascolta quello che ha da dire, potenti organismi segreti crolleranno come castelli di carta, implodendo su se stessi. Deve sparire per sempre, meglio se rinchiusa in un manicomio criminale. La cospirazione di cui si trova suo malgrado al centro, iniziata quando aveva solo dodici anni, continua. Nel frattempo, il giornalista Mikael Blomkvist è riuscito ad avvicinarsi alla verità sul terribile passato di Lisbeth ed è deciso a pubblicare su Millennium un articolo di denuncia che farà tremare i servizi di sicurezza, il governo e l'intero paese. Non ci saranno compromessi. La verità sarà una sola.

Gli archetipi della trilogia

Mikael Blomkvist

E’ un quarantacinquenne giornalista economico di discreto successo grazie ad alcune inchieste da lui redatte e apparse su Millennium, la rivista da lui diretta. In alcune di queste inchieste economiche, Mikael scopre raggiri perpetrati da grandi gruppi economici e finanziari svedesi e se la prende con i colleghi giornalisti, a suo parere complici taciti di tali scandali. Questo mette Mikael in una posizione difficile verso i mass media che non perdono l’opportunità di affossare Blomkvist quando questi risulterà colpevole di diffamazione.

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Foto di scena da Millennium, primo capitolo. L’attore Michael Nyqvist per il ruolo di Mikael Blomkvist

Lisbeth Salander

E’ il secondo personaggio principale della trilogia. Nata nel 1978 ha 25 anni quando, nel 2003, aiuta Michael Blomkvist nell'indagine che porterà alla soluzione del caso Harriet Vanger. Nella trama letteraria creata da Larsson è una donna dal carattere complesso, introverso e decisamente asociale. Ha un fumoso passato costellato di violenze, violenze sessuali subite nonché ricoveri e perizie psichiatriche, tanto che a diciotto anni è riconosciuta incapace di badare a stessa e affidata a un tutore che a sua volta ne abuserà, ucciso infine dalla stessa Lisbeth in una scena memorabile. Nonostante ciò svolge saltuariamente incarichi di ricerca su aziende o persone per la Milton Security ed è considerata tra le migliori collaboratrici di Dragan Armanskij, direttore dell'agenzia che affida a Lisbeth le ricerche più spinose. Ha una gemella di nome Camilla che viene descritta completamente diversa da lei, sia caratterialmente che fisicamente. Lisbeth la considera molto bella.

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Lisbeth Salander. Oscura e intelligente al tempo stesso, minaccia evidente per i potenti politici del nord scandinavo.

Altri personaggi comprimari:
  • Erika Berger: giornalista, caporedattore di Millennium, sposata con Greger Backman. La relazione extra coniugale con Mikael Blomkvist è nota al marito che l'ha sempre accettata.
  • Dragan Armanskij: direttore della Milton Security, l'agenzia per cui lavora sporadicamente Lisbeth Salander.
  • Holger Palmgren: storico tutore di Lisbeth Salander, un po' il suo secondo padre. Viene colpito da un violento ictus che lo manda in coma per mesi. Si risveglierà e, grazie a Lisbeth, comincerà una lunga riabilitazione.
  • Nils Bjurman: il nuovo e sadico tutore di Lisbeth Salander.
  • Annika Blomkvist coniugata Giannini: avvocato civilista specializzata nella difesa di donne vittime di maltrattamenti. È la sorella di Mikael Blomkvist e porta il nome di battesimo dell'amica di Pippi Calzelunghe, personaggio cult per l'autore di Millennium.
  • Alexander Zalachenko: padre di Lisbeth
  • Camilla Salander: sorella gemella di Lisbeth.
  • Ronald Niedermann: fratellastro di Lisbeth, di nazionalità tedesca, è fedele al padre Zalachenko.
  • Christer Malm: esperto di grafica che lavora per Millennium oltre a esserne socio. Omosessuale dichiarato, amico prezioso di Mikael ed Erika.

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La locandina ufficiale del primo film.

Le locations

La maggior parte delle vicende narrate nei tre romanzi facenti parte della trilogia si svolge in Svezia, per lo più a Stoccolma e dintorni, e dettagliatissime sono le descrizioni dei quartieri della capitale svedese, come lo Slussen o lo Stureplan e delle sue caratteristiche vie e piazze principali: Odenplan, Mariatorget e cos’ via. Nel 2008 il museo cittadino ha cominciato a organizzare tour guidati della città, alla ricerca dei luoghi dove agiscono i personaggi creati da Larsson con una grande risposta di pubblico e fans da tutto il mondo. Le attività di Blomkvist e Salander li portano a viaggiare in tutto il mondo: da Londra all'Australia, dall'Italia ai Caraibi.

Un possibile sequel…

Come abbiamo ricordato precedentemente, nelle intenzioni di Stieg Larsson la trilogia era solo l'inizio di una serie più corposa di ben dieci romanzi che esploravano luoghi, situazioni e personaggi a vasto respiro ben oltre la Svezia. La sua morte improvvisa ha però stroncato ogni possibile seguito, anche se la compagna di Larsson, Eva Gabrielsson, ha trovato duecento pagine scritte di un potenziale seguito negli archivi di Larsson. Tutta la vicenda dell'eredità dello scrittore (e quindi anche quella del possibile seguito) è finita in tribunale e le due parti in causa, la Gabrielsson da una parte, padre e fratello di Larsson dall'altra, non hanno trovato accordi.

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La locandina del remake americano con Daniel Craig e Rooney Mara.

Filmografia di fine “Millennium”…